Troppi stereotipi: in Italia ancora poche ragazze scelgono studi scientifici

6 Ottobre 2020

Le donne restano sottorappresentate nelle facoltà scientifiche. Una tendenza che spesso può riflettere uno stereotipo di genere acquisito fin dall’infanzia, e che limita opportunità future. È quanto emerge dal report settimanale dell’Osservatorio povertà educativa #Conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini. Di seguito un estratto del rapporto.

Uno dei temi più discussi sulla parità di genere nell’istruzione è che ancora poche ragazze rispetto ai coetanei intraprendono percorsi di studio scientifici.

Nonostante la crescita degli ultimi anni, e nonostante le laureate siano oggi più dei laureati, restano ancora minoranza nelle cosiddette materie Stem (acronimo inglese di Science, technology, engineering and mathematics). Proprio le discipline e i percorsi professionali che nel mercato del lavoro attuale sono maggiormente richiesti ed offrono maggiore stabilità lavorativa e redditi medi più alti. Ed è probabile che sarà ancora di più così nei prossimi anni.

Oltre il 70% dei laureati in ingegneria e scienze sono uomini
Percentuale di laureati nel 2019 per genere e gruppo disciplinare (2019)

Questa tendenza, non solo italiana, appare particolarmente evidente in alcuni indirizzi, come l'informatica. In media, nei paesi Ocse il rapporto tra laureati maschi e femmine in queste materie è di 8 a 2. In Italia, come in Francia e in altri paesi Ue, la quota di laureate in queste discipline scende sotto il 15%.

È una tendenza che non va né sottovalutata, né ricondotta unicamente a una questione di preferenze individuali. Primo perché spesso, la radice può risiedere anche in stereotipi di genere ancora presenti. Secondo, perché inquadrare e intervenire sulle cause di queste disparità è necessario per ridurre i divari successivi, ad esempio nel mondo del lavoro.

Una conferma indiretta di questa tendenza è data dall'età di primo utilizzo del computer. Per le ragazze il primo utilizzo del pc è arrivato generalmente più tardi.

Tale tendenza trova conferme anche nei test Ocse Pisa più recenti (2018). In quasi tutti i Paesi, le ragazze che hanno ottimi risultati in matematica e scienze tendono a nutrire minori aspettative su un futuro percorso nel settore.

In Italia e in altri paesi europei tale tendenza appare ancora più accentuata: solo il 12,5% delle studentesse italiane con ottimi risultati in matematica prevede un futuro lavorativo nelle discipline Stem.

Le ragazze con ottimi risultati in matematica e scienze hanno minori aspettative professionali
Percentuale di studenti 15enni top perfomers in scienze o matematica che si aspettano di lavorare come scienziati o ingegneri quando avranno 30 anni

Questa tendenza si riflette anche in un maggior divario maschi-femmine nei risultati nei test di matematica. Tra i paesi Ue, nell'ultima rilevazione Ocse-Pisa, l'Italia è stata quella con il gap più ampio tra ragazzi e ragazze in termini di apprendimenti in matematica.

Analizzando i dati all’interno del Paese, i divari di genere si inseriscono nella questione più generale della spaccatura nord-sud in termini competenze. Nonostante alcune eccezioni, sulle competenze numeriche delle ragazze i capoluoghi del Mezzogiorno restano maggiormente indietro.

Su conibambini.openpolis.it è possibile approfondire l’argomento con ulteriori grafici e mappe che analizzano i dati a livello nazionale e comunale.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un'informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l'elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

L’elenco dei report in formato pdf è disponibile su Osservatorio povertà educativa #Conibambini

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