Pochi servizi integrativi per l’infanzia nelle regioni del Sud

26 Maggio 2020

I servizi integrativi per l’infanzia si aggiungono agli asili nido nell’offrire un’importante opportunità educativa e formativa ai bambini al di sotto dei 3 anni, ma la loro distribuzione è scarsa nelle regioni del Sud. È quanto emerge dal report settimanale dell’Osservatorio povertà educativa #Conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini. Di seguito un estratto del rapporto.

In Italia l’offerta di posti in asili nido o altri servizi educativi per bambini sotto i 3 anni è pari al 24,7%, secondo i dati 2017. Per raggiungere l’obiettivo europeo del 33% un contributo importante, oltre a maggiori investimenti sugli asili nido, può arrivare anche dallo sviluppo dei servizi integrativi per la prima infanzia.

Si tratta di strutture che ampliano l’offerta degli asili nido. Sono anch’essi rivolti ai bambini al di sotto dei 3 anni di età, ma si distinguono dai nidi per orari più ridotti e una maggiore flessibilità nell’organizzazione del servizio.

I servizi integrativi per la prima infanzia comprendono:

  • servizi educativi realizzati in contesto domiciliare (“Tagesmutter” o nidi famiglia). Rivolti ai minori tra i 3 e i 36 mesi, hanno sede in abitazioni messe a disposizione dal personale educativo. Lo scopo è di offrire un ambiente familiare, anche attraverso una maggiore flessibilità nelle frequenza, che può essere differenziata per ogni bimbo;
  • centri bambini-genitori. Offrono un servizio ai bimbi tra i 3 e 36 mesi accompagnati da genitori o familiari, che partecipano alle attività educative e di socialità;
  • gli spazi gioco. A differenza degli altri servizi, non sono rivolti ai bambini a partire dai 3 mesi ma dai 18. È maggiormente improntato a offrire occasioni di gioco e di socialità e la frequenza è flessibile, non a tempo pieno.

Considerando i dati 2017, in Italia gli spazi gioco sono gli unici a offrire più di un posto ogni 100 residenti 0-2, mentre gli altri servizi registrano coperture inferiori.

Gli asili nido sono aumentati di più dei servizi integrativi
Posti per 100 residenti 0-2 in asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia (2013-2017)

La copertura dei servizi integrativi è aumentata solo lievemente nel corso degli anni, passando dal 2% nel 2013 al 2,3% nel 2017. Un aumento più rilevante, ma comunque limitato, è quello registrato dalla copertura degli asili nido, passata da quota 20,5% nel 2013 a 22,4% nel 2017.

Le regioni con più servizi integrativi sono anche quelle con più asili nido
Posti per 100 residenti 0-2 in asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia (2017)

Dalla Valle d'Aosta all'Emilia Romagna, le regioni del centro-nord che sono ai primi posti per servizi integrativi, registrano anche le offerte più ampie di asili nido.

Stessa cosa, ma con qualche eccezione, si verifica al lato opposto della classifica. Regioni del Mezzogiorno come Campania, Calabria e Sicilia hanno una copertura di servizi integrativi limitata e i più bassi livelli di offerta di asili nido.

Un'eccezione a questa tendenza si verifica ad esempio nel Lazio, che ha una delle offerte più ampie di asili nido (29,8%) e allo stesso tempo più limitate di servi integrativi (1%).

Su conibambini.openpolis.it è possibile approfondire l’argomento con grafici e mappe sulla distribuzione di asili nido e servizi integrativi per l’infanzia a livello provinciale.  

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un'informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l'elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

L’elenco dei report in formato pdf è disponibile su Osservatorio povertà educativa #Conibambini.

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