Poche biblioteche, soprattutto al Sud

20 Gennaio 2020

Le biblioteche rappresentano un’opportunità educativa fondamentale per bambini e ragazzi, a prescindere dalle condizioni socio-economiche della famiglia, poiché gratuite e accessibili a tutti. Ma spesso sono carenti proprio nei territori con più famiglie in difficoltà. È quanto emerge dal report settimanale dell’Osservatorio povertà educativa #Conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini. Di seguito un estratto del rapporto.

L’ultimo censimento del 2011 ha stimato che in Italia circa il 3% delle famiglie si trova in una situazione di potenziale disagio economico, soprattutto al Sud. A quota 9,7%, Napoli è la provincia con la più alta percentuale di famiglie in potenziale disagio economico.

Il disagio economico della famiglia può influenzare il percorso educativo dei minori. Bambini e ragazzi che provengono da famiglie economicamente svantaggiate rischiano di vedersi preclusi alcuni servizi educativi dentro e fuori la scuola. Dagli asili nido alla mensa scolastica, dallo scuolabus alla pratica di uno sport o la visita di un museo. Opportunità che agevolano e migliorano il percorso educativo, ma che spesso hanno un costo che le rende inaccessibili.

Le biblioteche sono un presidio culturale che offre un servizio gratuito e accessibile a tutti, un’opportunità educativa fondamentale per i minori. Non solo per la possibilità di prendere in prestito dei libri, ma anche perché la biblioteca rappresenta un luogo di incontro. Uno spazio tranquillo dove studiare o dove partecipare ad attività ricreative come laboratori, letture collettive e incontri, che molte strutture di questo tipo offrono alla comunità.

Tutto ciò rappresenta delle occasioni formative e di socialità, a cui bambini e ragazzi possono accedere a prescindere dal proprio contesto di origine e dalle proprie possibilità economiche. Le biblioteche, quindi, sono di importanza cruciale nei territori svantaggiati.

Tra le province con più famiglie in disagio economico, Cosenza ha la maggior offerta di biblioteche

Con 3,6 biblioteche ogni 1.000 minori, Cosenza è l'unica tra le province considerate a superare la media nazionale (2,6). Seguono Palermo e Salerno, rispettivamente a quota 2,4 e 2,2 strutture per 1.000 residenti tra 6-17 anni. Chiudono invece la classifica Caltanissetta (1,3), Caserta (1,2) e all'ultimo posto Barletta-Andria-Trani, con meno di una biblioteca ogni 1.000 minori (0,7).

Ma le province non sono territori omogenei al loro interno. Per esempio, nonostante la provincia di Caserta sia una delle più colpite dal disagio, il Comune di Caserta è al primo posto per numero di biblioteche per minore tra i territori con più residenti tra 6 e 17 anni (3,8 biblioteche per 1.000 minori). Più della metà dei comuni in provincia, invece, non ha biblioteche.

Allo stesso modo, il Comune di Palermo supera di circa 1 punto percentuale la media provinciale di biblioteche per minore (3,3 biblioteche per 1.000 minori). Tuttavia, il 23% dei comuni della città metropolitana di Palermo non ha biblioteche.

Su conibambini.openpolis.it è possibile approfondire l’argomento, con dati e mappe che riguardano in particolare le province di Caserta e Palermo.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un'informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l'elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

L’elenco dei report in formato pdf è disponibile su Ebook e Dossier Con i Bambini.

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