Dove è alto l’abbandono scolastico cresce la disoccupazione giovanile

21 Aprile 2020

L’abbandono scolastico complica per i giovani la ricerca di un lavoro e aumenta il rischio di disagio sociale ed economico, soprattutto al Sud. Condizioni che spesso sono proprio le stesse all’origine del fenomeno. È quanto emerge dal report settimanale dell’Osservatorio povertà educativa #Conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini. Di seguito un estratto del rapporto.

L’abbandono scolastico riguarda i giovani che lasciano precocemente il proprio percorso di studi, con la sola licenza media. Un fenomeno che colpisce in particolare i ragazzi e le ragazze che provengono da contesti sociali difficili e da famiglie svantaggiate.

In questi casi, il costo economico per far proseguire i figli nel percorso di studi può risultare troppo elevato e portare i giovani a lasciare la scuola. Spesso con lo scopo di cercare un lavoro e contribuire al sostentamento della famiglia.

Uscire dal percorso di studio prima del tempo può ostacolare la ricerca di un’occupazione. E chi riesce comunque ad ottenere un impiego, spesso si trova in situazioni precarie, con uno stipendio insufficiente e scarse garanzie. Situazioni occupazionali instabili, che nel corso del tempo aumentano il rischio di ricadere nel disagio economico e nell’esclusione sociale, quelle stesse condizioni che hanno contribuito in origine a causare l’abbandono.

Nonostante gli abbandoni siano diminuiti nel corso degli anni, il nostro Paese rimane ad oggi uno dei più colpiti in Europa da questo fenomeno. Sono il 14,5% i giovani tra i 18-24 anni che in Italia nel 2018 risultano avere solo la licenza media. Una media nazionale che nasconde in realtà dati ampiamente diversi da nord a sud.

Oltre il 20% di abbandoni scolastici in Sardegna, Sicilia e Calabria
Quota di giovani 18-24 anni che abbandonano prematuramente gli studi, per regione (2018)

Nelle grandi regioni del Sud l'abbandono scolastico è più frequente che nel resto del Paese. La Sardegna registra la quota più elevata (23%), seguita da Sicilia (22%) e Calabria (20%). Tra la regioni del Nord, invece, solo la Valle d'Aosta superare la media nazionale del 14,5%.

Per verificare la relazione descritta in precedenza tra abbandono e ricerca del lavoro, sarebbe necessario considerare il tasso di occupazione dei giovani tra i 18-24 anni con la sola licenza media. In mancanza di queste informazioni, vediamo la percentuale di occupati tra i residenti di 15-24 anni. Un indicatore che è comunque utile a inquadrare delle possibili ricorrenze.

I giovani occupati sono di meno nelle regioni del Sud
Percentuale di occupati tra i 15-24 anni nelle regioni italiane (2018)

Rispetto alla media nazionale del 17,7% di giovani occupati, le regioni del Centro e del Nord registrano dati superiori. Al primo posto il Trentino Alto Adige (31,1%), seguito da Emilia Romagna (23,7%) e Lombardia (23,2%). Al lato opposto della classifica tutti i territori del Sud, con Calabria (12,1%), Campania (10,5%) e Sicilia (10%) agli ultimi posti.

Queste tre regioni sono tra quelle che hanno sia i più alti tassi di abbandono, sia i più bassi livelli di occupazione giovanile. Un risultato che conferma, in una certa misura, la ricorrenza tra uscita precoce dagli studi e difficoltà nella ricerca di un impiego.

Su conibambini.openpolis.it è possibile approfondire l’argomento a livello provinciale e comunale, con grafici su tutte le province italiane e un approfondimento sulla città metropolitana di Catania, seconda in Italia per abbandoni (25,2%) e tra le ultime per tasso di occupazione giovanile (9,7%). 

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un'informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l'elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

L’elenco dei report in formato pdf è disponibile su Osservatorio povertà educativa #Conibambini.

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