Banda larga ultraveloce: Italia in ritardo rispetto agli obiettivi europei

15 Settembre 2020

La crisi sanitaria in corso ha costretto genitori e figli a lavorare e a studiare da casa. Condizioni che hanno reso ancora più evidente la necessità in Italia di una connessione internet sempre più veloce. È quanto emerge dal report settimanale dell’Osservatorio povertà educativa #Conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini. Di seguito un estratto del rapporto.

La chiusura delle scuole a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ha costretto alunni e insegnanti a svolgere lezioni a distanza, ricorrendo a vari strumenti di didattica online.

Una pratica che in questi mesi ha portato alla luce l’importanza per bambini e ragazzi di avere accesso a una rete internet veloce. Per seguire le lezioni in diretta streaming senza problemi di connessione e per poterlo fare in contemporanea ad altri minori dalla stessa abitazione, nel caso di famiglie con più figli in età scolastica.

Ma la connessione a internet veloce ha un valore educativo che va oltre le questioni emerse durante la crisi. È uno strumento di supporto al percorso scolastico, allo studio, anche nelle fasi di normale frequentazione delle lezioni. Inoltre, è un servizio che permette a ragazzi e ragazze di informarsi e di accrescere le proprie conoscenze anche nel tempo libero.

Già nel 2010, la Commissione europea aveva stabilito come obiettivo per il 2020, quello di raggiungere con la banda larga ultraveloce il 50% delle famiglie in Ue. Una quota che nel 2015 l’Italia ha esteso all’85%, nell’ambito della strategia italiana per la banda ultralarga.

Nel 2019 le famiglie in Italia raggiunte dalla banda larga ultraveloce (oltre 100 Mbps) erano il 36,8%. È chiaro che il nostro Paese è ancora molto lontano dal traguardo. Se si guarda alle connessioni in rete fissa, le sole per cui sono disponibili dati sulla velocità, attualmente solo la banda larga di base raggiunge la quasi totalità delle famiglie (95,1%). Una situazione simile a quella degli altri membri Ue.

Le famiglie raggiunte dalla banda larga ultraveloce in Italia

È importante sottolineare che i dati mostrano a livello locale le quote di famiglie che sono raggiunte dalla rete veloce oltre i 100 Mbps. Ciò non significa che quelle stesse famiglie utilizzino effettivamente la banda larga ultraveloce, che in molti casi può risultare restrittiva in termini di costi e quindi inaccessibile.

In Sicilia oltre la metà delle famiglie sono raggiunte dalla banda larga ultraveloce
Percentuale di famiglie raggiunte dalla rete fissa con velocità di download oltre a 100 Mbps nelle regioni italiane (2019)

Le percentuali più alte di famiglie raggiunte, superiori alla media nazionale (36,8%) si registrano sia al Sud (Sicilia, Puglia, Campania), sia al Nord (Liguria, Emilia-Romagna) che al Centro (Lazio). Stessa situazione al lato opposto della classifica, dove troviamo sia regioni settentrionali come Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta, sia meridionali come Basilicata, Calabria e Molise.

A livello provinciale, risultano penalizzati i piccoli comuni rispetto alle metropoli e le aree interne rispetto ai comuni polo. Tra le città con il più ampio numero di minori residenti, Palermo e Bologna sono quelle in cui la banda larga ultraveloce raggiunge il maggior numero di famiglie (entrambe a quota 86%).

Su conibambini.openpolis.it è possibile approfondire l’argomento con ulteriori grafici e mappe che analizzano i dati a livello provinciale e comunale, con un focus su Palermo.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un'informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l'elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

L’elenco dei report in formato pdf è disponibile su Osservatorio povertà educativa #Conibambini.

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