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19 Settembre 2019

È difficile quantificare la povertà educativa, perché è multidimensionale. Asili nido, istruzione, cultura, sport, salute, corretta informazione non sono per tutti. Di certo, in valore assoluto supera un altro dato impressionante e inaccettabile per un paese civile: oltre 1,2 milioni di minori vive in “povertà assoluta”. Ovvero, bambini e adolescenti che non dispongono, o lo fanno con grande difficoltà, delle primarie risorse per il sostentamento umano, come acqua, cibo, vestiario e abitazione.

La parola chiave è mancanza di opportunità. In generale, la povertà educativa impedisce ancora a troppi bambini e ragazzi di crescere in un contesto che valorizzi i loro talenti per aiutarli a realizzare sogni e ambizioni. Non ci sono soluzioni facili, rapide, semplicistiche. Se si pone al centro del problema il minore, si può facilmente capire che siamo tutti coinvolti e corresponsabili. Tutti dobbiamo e possiamo fare la nostra parte. In modo ordinato. Facendo squadra. La cosa più difficile, forse, per il nostro Paese. Ma quando ci riusciamo siamo vincenti. È quello che sta accadendo attorno al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Un miracolo civile che smonta luoghi comuni e che offre speranza, coraggio, fiducia, futuro. Una sperimentazione promossa dal mondo delle Fondazioni di origine bancaria, Governo, Terzo settore. Che interessa oltre 6.500 organizzazioni, tra scuole, associazioni, cooperative sociali e altri soggetti non profit, università, enti locali, privati. E che coinvolge oltre 400.000 bambini e ragazzi, con le loro famiglie.

Il Fondo è un impegno condiviso che vale complessivamente 600 milioni di euro. Un grande progetto di Paese che, mobilitando le “comunità educanti” dei territori, cioè rendendo parte attiva e responsabile non solo la scuola e la famiglia, ma anche gli operatori sociali e culturali, le istituzioni locali, le università, i privati cittadini e gli stessi ragazzi, traccia una nuova rotta nel contrasto alla povertà educativa. Inaugurando anche una nuova modalità, con una originale e proficua sinergia tra Stato e Privato sociale, rafforzando di fatto la “dimensione pubblica” dell’intervento, con più condivisione, efficienza e, si auspica, con maggiore impatto sul territorio.

Dunque, non vogliamo raccontare favole. Non lo sono i 270 progetti avviati in due anni: esperienze concrete e verificabili. Ne diamo conto nel nostro secondo Bilancio sociale. Lo presentiamo sotto forma di catalogo editoriale, in cui i bandi, restando nella metafora, assumono la forma delle collane di narrativa per ragazzi. Raccontiamo storie verosimili, liberamente tratte dalle varie esperienze reali. Quelle vere, possono essere ricercate negli articoli e nei post pubblicati sul portale percorsiconibambini.it, il network dedicato ai progetti selezionati da Con i Bambini. Il resto, chi siamo, cosa facciamo e come, lo potete scoprire o conoscere meglio sfogliando il catalogo.

Il Bilancio di Missione completo è navigabile su www.bilanciodimissione.it.

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