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Abbandono scolastico e neet: quasi 1 giovane su 4 non studia e non lavora

Tag: Disuguaglianze digitaliIstruzione

In Italia il 13,5% dei giovani ha lasciato la scuola prima del diploma e il 23,2% non è occupato né inserito in un percorso di formazione. Una situazione grave che colpisce il nostro Paese più del resto d’Europa e le regioni del sud più di quelle del nord. È quanto emerge dal report settimanale dell’Osservatorio povertà educativa #Conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini. Di seguito un estratto del rapporto.

L’Italia è uno dei paesi Ue più colpiti da due fenomeni rappresentativi della povertà educativa: l’abbandono scolastico e l’incidenza di neet.

L’abbandono colpisce i ragazzi e le ragazze che lasciano il proprio percorso di studi prima del tempo, senza conseguire il diploma. Un fenomeno che riguarda in particolare i giovani che provengono da contesti sociali ed economici svantaggiati. Nel 2019 nel nostro paese il 13,5% dei residenti tra 18-24 anni ha lasciato la scuola con la sola licenza media. Una quota che è tra le più alte in Europa, superata solo da Spagna, Malta, Romania e Bulgaria.

I neet (neither in employment nor in education or training) sono invece i giovani non occupati e non inseriti in un percorso di istruzione né di formazione. Anche in questo caso si tratta di una condizione più frequente tra i ragazzi e le ragazze che vivono in contesti di disagio. In Italia nel 2019 i neet rappresentano il 23,2% dei residenti tra i 18-24 anni. Un dato preoccupante, considerato che si parla di quasi 1 giovane su 4. L’Italia è prima per quota di giovani neet in Ue.

Si tratta di due fenomeni in parte connessi. I ragazzi e le ragazze che lasciano gli studi precocemente incontrano spesso difficoltà a trovare lavoro. E se non hanno un’occupazione e non si inseriscono in percorsi educativi alternativi, risultano come neet. Non è un rapporto causa-effetto, ma è sicuramente vero che si tratta di fenomeni da analizzare in parallelo, che rischiano di compromettere il futuro di ragazzi e ragazze, in un’età decisiva per porre le basi del proprio futuro lavorativo, e quindi economico e sociale.

Le grandi regioni del Sud hanno più abbandoni e più neet
Percentuale di abbandono scolastico e neet tra i giovani di 18-24 anni, nelle regioni italiane (2019)

Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna e Campania sono le cinque regioni con le quote più alte sia di abbandoni scolastici che di giovani neet. In particolare, la Sicilia è al primo posto per incidenza di entrambi i fenomeni.

Tra gli altri territori invece, al centro spicca negativamente il Lazio (con il 12% di abbandoni e il 22,2% di neet) e al nord la Lombardia (11,5% di abbandoni) e il Piemonte (18,9% di neet).

Viceversa regioni come il Veneto, le Marche e la provincia autonoma di Trento registrano una bassa incidenza di entrami i fenomeni.

Una tendenza confermata anche a livello provinciale.

Su conibambini.openpolis.it è possibile approfondire l’argomento con grafici che monitorano l’andamento dei due fenomeni negli anni, mappe che riguardano la situazione a livello provinciale e un focus sulla provincia di Caltanissetta, che ha la più alta percentuale di abbandoni e di neet.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un'informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l'elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

L’elenco dei report in formato pdf è disponibile su Osservatorio povertà educativa #Conibambini.

Osservatorio #conibambini

Report con dati comunali e mappe sul fenomeno della povertà educativa in Italia.

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