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Scuole Aperte: protocollo d’intesa con il Comune di Reggio Emilia

Il modello reggiano di comunità educante all’attenzione dell’ente che gestisce il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile sostenendo oltre 800 progetti in tutta Italia. Firmato questa mattina in Municipio il Protocollo d’intesa con il Comune.

La sperimentazione reggiana di Scuole aperte dall’anno scolastico 2026/2027 coinvolgerà tre scuole primarie e tre scuole secondarie di primo grado, con l’obiettivo di testare un nuovo modello educativo orientato alla costruzione di una comunità educante per estenderlo poi su scala cittadina. Sul progetto si sta concentrando l’attenzione di Con i bambini, ente non profit che gestisce il Fondo ministeriale per il contrasto della povertà educativa minorile sostenendo oltre 800 progetti in tutta Italia e che con il Comune di Reggio Emilia ha firmato un protocollo d’intesa per la collaborazione istituzionale e il ruolo di osservatore.

La sottoscrizione è avvenuta nella mattinata odierna di martedì 7 luglio nel Municipio di piazza Prampolini, al termine di un incontro che ha visto partecipare il sindaco Marco Massari, l’assessora alle Politiche educative Marwa Mahmoud e il presidente di Con i bambini, Marco Rossi-Doria.

Alla mattinata hanno inoltre partecipato rappresentanti del Servizio Officina Educativa del Comune, le dirigenti scolastiche delle Scuole Primarie interessate dalla sperimentazione e rappresentanti del DESU (Dipartimento di Educazione e Scienze Umane di Unimore) del cui contributo scientifico si avvale il progetto reggiano sia attraverso l’analisi dei bisogni sia mediante supporto metodologico nella fase di co-design delle proposte di attività extrascolastiche.

La sperimentazione reggiana di Scuole aperte ha suscitato grande interesse negli osservatori della società senza scopo di lucro che si occupa di attuare i programmi del Fondo ministeriale per contrastare la povertà educativa minorile. A interessare non solo il progetto che da settembre offrirà un tempo educativo di qualità a scuole che non hanno il tempo pieno, ma anche il percorso di coprogettazione che considera tutto il tessuto sociale come una comunità educante in grado strutturare nuove opportunità educative per i ragazzi delle primarie e delle secondarie di primo grado.

Il Protocollo

L’attività di studio che condurrà Con i bambini si concentrerà in particolare sull’analisi dei processi di costruzione e funzionamento della comunità educante territoriale a partire dagli esiti dei percorsi di coprogettazione finalizzati alla definizione di proposte educative extrascolastiche. Particolare attenzione sarà prestata al processo di ascolto e analisi del bisogno sociale in rapporto alle esigenze educative e di conciliazione vita-lavoro, al ruolo delle istituzioni scolastiche nella costruzione della comunità educante; all’ipotesi di misurazione di risultati e impatti della sperimentazione e del nuovo modello sul territorio, alle condizioni di sostenibilità e replicabilità del modello.

Il progetto

Dall’avvio dell’anno scolastico Scuole Aperte prenderà il via in sei istituti del Comune di Reggio Emilia introducendo attività pomeridiane strutturate con un nuovo format educativo capace di mettere in rete scuola, famiglie e territorio. Partecipano alla sperimentazione tre scuole primarie e tre secondarie di primo grado: Ada Negri (istituto comprensivo Manzoni), Zibordi (istituto comprensivo Leonardo) e Bartali (istituto comprensivo Lepido). Per le secondarie di primo grado, invece, i pomeriggi si svolgeranno alla Galilei– succursale di Massenzatico, alla Einstein – succursale di Bagno e alla Pertini.

I bisogni delle famiglie

Il progetto si sviluppa in collaborazione con due dipartimenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Il Dipartimento di Comunicazione ed Economia ha condotto un’indagine, promossa dal Comune di Reggio Emilia e finanziata dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il bando Partecipazione, che ha coinvolto oltre 3mila famiglie reggiane e 5mila ragazze e ragazzi delle scuole. Tra i bisogni espressi dalle famiglie, sono emersi la necessità di supportare i figli nell’apprendimento scolastico e nella gestione dei compiti, e i bisogni di socialità per fare in modo che bambini e ragazzi possano stare al pomeriggio con gli amici e divertirsi. Tra gli aspetti evidenziati dalle famiglie per i figli c’è anche una sana alimentazione, il poter contare sulla supervisione degli adulti e il dare la possibilità a bambini e ragazzi di sentirsi parte attiva del proprio contesto e trovare nuove opportunità, oltre allo sviluppo personale di autonomia, autostima e gestione delle emozioni. Accanto alle famiglie, anche studenti e alunni sono stati protagonisti dell’indagine: cinquemila ragazzi e ragazze hanno espresso bisogni e desideri, evidenziando l’importanza di spazi per stare insieme, divertirsi, praticare sport e avere tempo libero.

Osservatorio #conibambini

Report con dati comunali e mappe sul fenomeno della povertà educativa in Italia.

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