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Scuola digitale: in aumento l’utilizzo delle lim

Tag: Disuguaglianze digitaliIstruzione

Le lim – lavagne interattive multimediali – possono essere uno strumento molto utile non solo per l’alfabetizzazione digitale degli alunni, ma anche per stimolare nuovi approcci educativi. È quanto emerge dal report dell’Osservatorio povertà educativa #Conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini. Di seguito un estratto del rapporto.

Nel corso degli ultimi mesi, la scuola digitale e l’importanza di garantire un’alfabetizzazione tecnologica per tutte le ragazze e i ragazzi hanno guadagnato maggiore centralità nel dibattito pubblico.

Con la necessità di dover ricorrere alla didattica a distanza anche per periodi prolungati, è diventato chiaro a tutti come si tratti di un tema che non può essere eluso. Solo superando i divari sociali, territoriali e di genere negli apprendimenti degli alunni sarà concretamente possibile arrivare ad una alfabetizzazione digitale di massa, purtroppo ancora lontana.

Si tratta un processo molto complesso, che non riguarda solo la presenza di dispositivi nelle scuole: serve soprattutto un investimento formativo su ragazze e ragazzi. L’Italia è terzultima in Ue per competenze digitali dei più giovani.

Allo stesso tempo, la disponibilità di strumenti tecnologici per scuole e studenti è uno dei presupposti per innescare questo processo. Il primo pensiero va al computer, ma questo è solo uno dei dispositivi con cui poter svolgere didattica digitale.

La presenza di lim, acronimo di lavagna interattiva multimediale, può essere altrettanto importante. La lavagna interattiva offre infatti una serie di possibilità che vanno nella direzione di un approccio diverso rispetto alla lezione frontale. Consente all’insegnante di sviluppare altri metodi di apprendimento, più focalizzati sul singolo studente, oppure di far interagire nel lavoro di gruppo anche ragazzi che non si trovano nella stessa classe.

Grazie a questa versatilità, è stata anche una delle prime modalità utilizzate per la didattica a distanza, in alcune sperimentazioni previste per realtà insulari come le Egadi, già dalla metà degli anni 2000. 

Alla luce di tali esperienze didattiche innovative, l’uso delle lim è stato progressivamente integrato nella programmazione del Miur. Tra il 2008 e il 2012, sono 35.114 le lim assegnate alle classi in attuazione dei piani nazionali.

A un decennio dall’inizio delle sperimentazioni, nell’anno scolastico 2014/15, il servizio statistico del Miur aveva rilevato come il 41,9% delle aule e il 43,6% dei laboratori fosse dotato di lim. Per le prime in particolare, una forte crescita rispetto al 2013, quando erano il 29,3% del totale.

+12,6 l’aumento in punti percentuali della quota di aule dotate di lim, tra gli anni scolastici 2013/14 e 2014/2015.

Un dato comunque con ampie differenze regionali alla data di rilevazione: si va da oltre 8 aule su 10 in Sardegna a meno di una su 4 in Basilicata, Liguria e Piemonte. In parte, la maggiore o minore diffusione dello strumento è dipesa anche dall’utilizzo dei fondi europei: sono soprattutto le regioni del mezzogiorno che rientrano nell’obiettivo convergenza dell’Ue ad aver visto gli incrementi maggiori.

Le regioni dell’obiettivo convergenza Ue hanno aumentato la dotazione di lim
Percentuale di aule dotate di lavagna interattiva multimediale (a.s. 2014/15)

Rispetto al grado di istruzione, la diffusione di lim prevale soprattutto nel primo ciclo di istruzione. Ad ottobre 2015, il 54,6% delle aule di scuola media e il 38,5% di quelle primarie aveva una lim. Dato leggermente inferiore per le scuole superiori (37% in media).

Su conibambini.openpolis.it è possibile approfondire l’argomento con ulteriori grafici e mappe che analizzano i dati a livello provinciale e comunale.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un’informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l’elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

Osservatorio #conibambini

Report con dati comunali e mappe sul fenomeno della povertà educativa in Italia.

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