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Musei: più progetti per il contrasto alla povertà educativa al Sud

Tag: Cultura

  • L’Italia è tra i paesi con il patrimonio culturale più esteso.
  • Tuttavia la fruizione tra bambini e ragazzi è ancora troppo limitata, specialmente nelle famiglie a basso reddito.
  • 12,2% musei che hanno realizzato progetti contro la povertà educativa.
  • Nei territori di Napoli, Reggio Calabria e Taranto la quota raggiunge 1 museo su 3.
  • Tuttavia nelle aree periferiche la quota scende all’8%, a fronte del 18% nei poli.

Il patrimonio culturale presente in Italia è uno dei più estesi al mondo. Basti pensare al numero di beni italiani iscritti nel patrimonio Unesco: quasi 60, dato che ne fa il primo paese davanti alla Cina (56), Germania (51), Spagna e Francia (entrambe a quota 49).

58 i beni italiani patrimonio dell’Unesco. Al secondo posto la Cina (56 beni).

Un patrimonio culturale da intendere in senso ampio, comprendendo edifici storici, complessi monumentali e archeologici, ma anche elementi paesaggistici e naturali, nonché musei, biblioteche, oggetti, usi, costumi e tradizioni. A fronte di tale ricchezza di beni culturali, materiali e immateriali, presenti nel nostro paese sarebbe legittimo aspettarsi una fruizione diffusa da parte di bambini e ragazzi. Oggi spesso purtroppo non è così.

L’accesso al patrimonio culturale dei minori

In Italia in media meno di un terzo delle famiglie con figli ha dichiarato di aver visitato un sito culturale, come monumenti storici, musei, gallerie d’arte e siti archeologici nei 12 mesi precedenti all’intervista.

31,1% le famiglie italiane con figli che visitano siti culturali.

Una quota ben al di sotto della media europea (42,5%) e distante dai maggiori paesi dell’Unione. In Germania le famiglie con figli a carico che hanno visitato siti culturali sono poco meno della metà del totale (49,7%), in Francia sono il 53,8%. È quanto emerge da un’indagine Eurostat relativa al 2015.

Ma a preoccupare, oltre al dato medio, è soprattutto il divario rispetto al reddito delle famiglie. Tra quelle con i redditi più bassi, rientranti nel quintile più povero, meno del 14% ha dichiarato di aver visitato luoghi culturali, una quota inferiore rispetto alle famiglie povere in altri 20 paesi. In Francia ad esempio il 35,1% dei nuclei più poveri aveva una partecipazione culturale maggiore, così come il 31,6% delle famiglie svantaggiate in Germania.

In Italia solo il 13,9% delle famiglie con figli a basso reddito visita siti culturali
Percentuale di famiglie con figli hanno visitato siti culturali negli ultimi 12 mesi per livello di reddito (2015)

FONTE: elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Eurostat
(pubblicati: mercoledì 20 Marzo 2019)

Simili disparità segnalano come, per valorizzare il patrimonio culturale del paese, sia imprescindibile estenderne l’accessibilità. Abbattendo gli ostacoli legati a una condizione di svantaggio socio-economico e culturale che colpisce molte famiglie. E che contribuisce ad aggravare la condizione di povertà educativa di chi nasce in una famiglia già svantaggiata.

La povertà educativa è la condizione in cui un bambino o un adolescente si trova privato del diritto all'apprendimento in senso lato, dalle opportunità culturali e educative al diritto al gioco. Povertà economica e povertà educativa si alimentano a vicenda. Vai a “Quali sono le cause della povertà educativa”

Per contrastare la povertà educativa minorile, le strutture museali hanno a disposizione una gamma di interventi che va dalle agevolazioni sui prezzi per famiglie e minori alla stipula di convenzioni con le scuole.

È cruciale la costituzione di veri e propri patti educativi territoriali che mettano in rete i soggetti che si occupano dell’educazione di bambini e ragazzi: dagli istituti scolastici alle associazioni sportive, dalle biblioteche alle istituzioni culturali. Tra cui, per l’appunto, i musei e le strutture assimilate.

Quanti musei hanno attivato progetti contro la povertà educativa

Nel 2021 sono 524 i musei che hanno attivato rapporti di collaborazione con altri musei, associazioni, enti, cooperative, scuole, università e altri soggetti, con l’obiettivo di realizzare progetti di inclusione rivolti a persone che vivono in povertà economica, educativa o culturale.

Parliamo di poco più di una struttura su 10 tra le 4.292 censite da Istat per quell’anno.

12,2% i musei che nel 2021 hanno realizzato progetti rivolti a persone che vivono in povertà economica, educativa o culturale.

Una quota fortemente variabile tra le diverse aree del paese. Sono soprattutto le regioni del sud quelle dove incide di più la quota di musei che hanno realizzato progetti di contrasto alla povertà educativa nel 2021. In molti casi, si tratta delle aree del paese in cui il fenomeno risulta più consistente in base a diversi indicatori. Oltre 1 museo pugliese su 4 dichiara di averne attivati (25,95%), così come oltre 1 su 5 in Campania (22,61%) e Calabria (20,90%).

Seguono Piemonte, Lombardia, Lazio, Liguria, Emilia-Romagna, tutte al di sopra della media nazionale. Mentre si collocano al di sotto le altre regioni del mezzogiorno, tra cui Sicilia (11,8%) e Sardegna (6,8%).

I progetti di inclusione a livello locale

Nel confronto tra territori, spiccano le città metropolitane di Napoli e Reggio Calabria e la provincia di Taranto, con un museo su 3 che ha attivato progetti rivolti a soggetti in povertà economica, culturale ed educativa.

Mentre tra i capoluoghi, da segnalare Cuneo, Frosinone, Verbania e Vercelli, dove tutte le strutture presenti dichiarano di aver realizzato questo tipo di progettualità nel 2021. Seguono, con oltre il 60% delle strutture pubbliche e private impegnate in queste attività, Brindisi, Cosenza, Foggia e Pesaro.

Nelle aree di Napoli, Reggio Calabria e Taranto 1 museo su 3 ha attivato progetti contro la povertà educativa
Numero di musei ogni 10.000 abitanti 0-17 anni e percentuale che hanno realizzato progetti rivolti a persone che vivono in povertà economica, educativa o culturale (2021)

DA SAPERE
I dati presentati derivano dall’indagine sui musei e gli istituti similari effettuata da Istat. Sono stati messi in relazione con il numero di residenti tra 0 e 17 anni nel 2021.
I punti sulla mappa si riferiscono alla quota di musei che nel 2021 hanno realizzato progetti rivolti a persone che vivono in povertà economica, educativa o culturale

FONTE: elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat
(pubblicati: giovedì 9 Febbraio 2023)

Vi sono comunque 37 capoluoghi su 109 in cui nessuna struttura ha dichiarato di aver promosso collaborazioni con altri enti per contrastare la povertà educativa.

Al netto delle città maggiori, tuttavia, emerge come vi siano profondi divari tra i comuni polo – baricentrici in termini di servizi – e quelli collocati nelle aree interne, i territori più remoti del paese.

Nei poli, in media il 18,5% ha attivato progetti rivolti a persone in condizione di povertà educativa, economica o culturale: oltre 6 punti in più della media nazionale. La quota scende al 9,6% nei comuni periferici, a oltre 40 minuti dai poli, e addirittura al 3,3% in quelli ultraperiferici, ad almeno 67 minuti di distanza.

In media quindi nei comuni più periferici del paese – non di rado caratterizzati da un esteso patrimonio culturale poco valorizzato – solo l’8,3% degli istituti museali ha attivato progetti di contrasto alla povertà educativa.

Un dato su cui sicuramente incide anche la minor quota di bambini e ragazzi residenti in queste aree, ma su cui intervenire per rendere il patrimonio culturale pienamente fruibile nell’intero paese.

L’articolo è disponibile anche su conibambini.openpolis.it.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un’informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l’elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

Osservatorio #conibambini

Report con dati comunali e mappe sul fenomeno della povertà educativa in Italia.

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