Osservatorio

La salute mentale di bambini e ragazzi dopo l’emergenza Covid

Tag: Diritti

Foto di George Pagan su Unsplash

Si dice spesso che bambini e giovani siano tra le fasce d’età meno colpite dal lato sanitario del Covid. E se questo è vero per le conseguenze più gravi dell’epidemia, non altrettanto può dirsi per altri aspetti importanti legati all’emergenza.

I minori hanno pagato l’emergenza su diversi fronti.

A partire dagli effetti economici della pandemia, con l’aumento della povertà assoluta in modo marcato soprattutto tra i bambini e le loro famiglie. Ma anche in termini educativi, l’impatto sugli apprendimenti appare negativo, almeno stando ai primi dati emersi. Nel 2021 quasi uno studente su 10 ha concluso le superiori con competenze di base inadeguate: 2,5 punti in più rispetto al 2019.

9,5% gli studenti che nel 2021 hanno concluso la scuola superiore con competenze di base inadeguate.

L’emergenza Covid ha inoltre messo a dura prova la socialità di bambini e ragazzi, la loro possibilità di incontrarsi con gli amici e fare le esperienze formative per quell’età.

Tanti aspetti differenti, che convergono nell’indicare una sofferenza per bambini e ragazzi su numerosi fronti. Anche su quello della salute: la condizione psicologica dei più giovani ha risentito dell’emergenza quanto e più di quella degli adulti, stando a quanto indicano diversi segnali.

Un problema che ha portato anche all’approvazione misure normative specifiche, come il bonus psicologo e il potenziamento dei servizi di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza. Misure previste lo scorso febbraio dalla legge 15/2022, in sede di conversione del decreto legge 228/2021 (art. 1-quater). Ma quanto incide il fenomeno nel nostro paese, rispetto a prima della pandemia?

Il peggioramento dell’indice di salute mentale tra i più giovani

Monitorare un aspetto come questo sicuramente non è semplice. Uno strumento che consente una lettura del fenomeno è l’indice di salute mentale, elaborato da Istat all’interno degli indicatori sul benessere equo e sostenibile (Bes).

Si tratta di una modalità di misura del disagio psicologico (psychological distress) ottenuta dalla sintesi dei punteggi totalizzati da ciascun individuo di almeno 14 anni in 5 quesiti estratti da uno specifico questionario (il Sf36: 36-item short form survey). I quesiti selezionati si riferiscono alle quattro dimensioni principali della salute mentale: ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico. A partire dalle risposte, viene elaborato un indice che varia tra 0 e 100: più è elevato l’indice, migliori sono condizioni di benessere psicologico della persona.

Tale indice, una volta disaggregato per età, sembra indicare un netto peggioramento del benessere psicologico tra ragazze e ragazzi tra i 14 e 19 anni, proprio a cavallo tra la rilevazione del 2020 e quella del 2021.

Con la pandemia benessere psicologico in peggioramento tra gli adolescenti italiani
Indice di salute mentale per fascia d’età (2016-2021)

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat (Bes)
(ultimo aggiornamento: martedì 14 Giugno 2022)

La fascia d'età più giovane, lungo tutta la serie storica, è quella con l'indice più alto, il che segnala un migliore benessere psicologico rispetto alle generazioni più anziane. Tuttavia tra 2020 e 2021 il calo dell'indice di salute mentale è stato molto marcato tra gli adolescenti, passando in un solo anno da 73,9 a 70,3. Nonostante rimanga la fascia d'età con i valori più alti, questa diminuzione non va sottovalutata.

Segnala un peggioramento complessivo della condizione psicologica dei più giovani che il rapporto Bes attribuisce direttamente ai due anni di pandemia.

I due anni della pandemia hanno messo a dura prova il benessere psicologico della popolazione. In particolare, nel 2021 si osserva un peggioramento nelle condizioni di benessere mentale specialmente tra i ragazzi di 14-19 anni. - Rapporto sul Benessere equo e sostenibile 2021

Benessere psicologico più basso tra le ragazze

Inoltre, il peggioramento delle condizioni di salute mentale è stato asimmetrico rispetto al genere. Per le adolescenti il calo dell'indice è stato molto più netto, passando in un solo anno da 71,2 a 66,6. Anche per i maschi si registra un peggioramento, sebbene più contenuto: da 76,5 a 74,1.

Il calo del benessere psicologico tra le ragazze nel 2021
Indice di salute mentale tra i 14-19enni rispetto al genere (2019-2021)

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat (Bes)
(ultimo aggiornamento: martedì 14 Giugno 2022)

È interessante osservare come gli effetti psicologici sui più giovani siano andati incrementandosi con il prolungarsi della pandemia da Covid-19. Nel primo anno di emergenza, almeno per questa fascia di età, non erano ancora emersi - in media - gli strascichi in termini di salute mentale di ragazzi e ragazze. Ed è soprattutto su queste ultime che l'impatto è stato maggiore.

52,3% i giovani tra 14 e 19 anni che dichiarano elevata soddisfazione per la loro vita nel 2021. È l'unica fascia d'età in calo rispetto al 2020 (quando era il 55,8%).

Prendendo un altro indicatore, quello relativo alla soddisfazione personale, in media la situazione della popolazione è migliorata tra 2020 e 2021. Il 46% delle persone dichiara una elevata soddisfazione per la propria vita nel 2021, un dato in crescita rispetto al primo anno di pandemia. Non così per i più giovani, fascia in cui si registra un calo di oltre 3 punti.

Nel 2021 è in aumento la quota di persone di 14 anni o più soddisfatte per la propria vita nel complesso (+1,7 punti percentuali rispetto al 2020), con l’eccezione dei giovani di 14-19 anni. La crescita è stata più elevata della media tra gli ultrasettantacinquenni. - Istat, Indagine sulla soddisfazione dei cittadini, 22 giugno 2022

Anche l'indicatore di soddisfazione personale segnala lo stesso divario di genere. Tra le ragazze è più basso il livello di soddisfazione non solo verso la vita nel suo complesso, ma anche rispetto a singoli aspetti della quotidianità.

11,4% le ragazze tra 14 e 17 anni poco o per nulla soddisfatte della propria vita nel 2021. Tra i ragazzi della stessa età la quota scende al 7,5%.

Rispetto alle relazioni familiari, l'8,9% delle 14-17enni è poco o per nulla soddisfatta (a fronte del 5,1% tra i maschi della stessa età). In quelle di amicizia, l'insoddisfazione raggiunge il 16,1% tra le ragazze, 3 punti in più dei coetanei (13,1%). E anche rispetto alla condizione di salute, le giovani appaiono più preoccupate: il 6,6% non è soddisfatta (tra i maschi la quota è al 2,7%).

Le differenze territoriali nell'indice di salute mentale

Un altro aspetto rilevante è comprendere se vi siano delle differenze territoriali rispetto al benessere psicologico, in particolare nel passaggio critico della pandemia. Pur mancando dati di granularità così fine suddivisi per le singole fasce d'età, possiamo ricostruire l'indice di salute mentale a livello regionale, per l'intera popolazione residente.

Nel 2021 sono due regioni del centro Italia, le Marche e l'Umbria, a registrare l'indice di salute mentale più basso, rispettivamente 65,3 e 65,4. Entrambe in calo rispetto all'anno precedente di poco meno di 3 punti.

Nel 2021 Marche e Umbria sono le regioni in cui incide di più il disagio psicologico
Indice di salute mentale nelle regioni e province autonome italiane (2021)

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat (Bes)
(ultimo aggiornamento: martedì 14 Giugno 2022)

L'indice segnala una miglior condizione psicologica della popolazione nella provincia autonoma di Bolzano e in Sardegna, con un indice di salute mentale che per entrambe supera quota 70. Rispetto all'anno precedente la pandemia, il calo maggiore dell'indice si registra in Valle d'Aosta (-3,7), seguita da Marche, provincia autonoma di Trento, Umbria e Friuli-Venezia Giulia. Complessivamente, sono 12 le regioni e province autonome in cui si è registrata una contrazione tra 2020 e 2021.

L'articolo è disponibile anche su conibambini.openpolis.it.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un’informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l’elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

Osservatorio #conibambini

Report con dati comunali e mappe sul fenomeno della povertà educativa in Italia.

L’esigenza di scuole inclusive per gli alunni con disabilità

Nel corso degli ultimi decenni la crescita del numero di alunni con disabilità nella scuola italiana è stata pressoché costante. Circa venti anni fa, nell’anno scolastico 2004/05, costituivano meno del 2% degli studenti. Un dato progressivamente cresciuto, anche grazie a una maggiore attenzione al tema e alla migliore capacità di diagnosi. Alla fine degli anni 2000 il 2,16% degli…

Vai all'osservatorio

Percorsi con i bambini

I blog dei progetti

Visita il sito
Questo sito prevede l‘utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioniOK