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I pc a scuola non bastano: è importante investire nelle competenze digitali

Tag: DirittiDisuguaglianze digitali

Tablet, lavagne interattive e pc a scuola sono la premessa per fare scuola digitale. Ma da soli non bastano: senza un parallelo investimento formativo su ragazze e ragazzi, i divari nelle competenze non si riducono. È quanto emerge dal report settimanale dell’Osservatorio povertà educativa #Conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini. Di seguito un estratto del rapporto.

Il divario tra inclusi ed esclusi dal processo di digitalizzazione è una nuova, ulteriore forma di disuguaglianza sociale, ma con radici purtroppo antiche e consolidate. Basta vedere la forte relazione tra il grado di istruzione e il livello di competenze digitali. Persino tra i più giovani, al calare del livello di istruzione diminuisce la padronanza di tecnologie ormai onnipresenti nella vita di tutti i giorni.

Una tendenza che in Italia è più marcata rispetto agli altri maggiori stati europei. Solo il 56% dei giovani italiani con bassa istruzione raggiunge un livello di competenza digitale di base o superiore; oltre 30 punti di svantaggio rispetto a chi ha ricevuto un’alta istruzione.

L’uso delle tecnologie a scuola ha grandi potenzialità educative, ma serve anche un investimento nelle competenze digitali.

Sul fronte delle competenze digitali, purtroppo, l’Italia resta ancora piuttosto lontana dagli standard europei. Un problema che riguarda in generale tutta la popolazione: nell’indicatore Ue sulla digitalizzazione di quest’anno (Desi 2020) l’Italia è risultata ultima per quanto riguarda la dimensione capitale umano e capacità digitali.

E purtroppo non va molto meglio per le competenze dei più giovani. Come abbiamo avuto modo di ricostruire, in Italia la quota di quelli che padroneggiano gli strumenti digitali è molto più bassa della media Ue. In base ai dati più recenti (2019), il 64% dei giovani italiani tra 16 e 19 base è risultato avere competenze di base o superiori. Un dato che colloca l’Italia al terzultimo posto, a quasi 20 punti dalla media Ue, e a oltre 20 da quella di Regno Unito, Germania e Spagna.

Italia terzultima in Ue per competenze digitali dei più giovani
Percentuale di giovani 16-19 anni con competenze digitali base o superiori (2019)

La necessità di investire sulla formazione digitale, oltreché sull'acquisto di computer e tablet, emerge anche approfondendo i dati in chiave territoriale.

Negli anni scorsi sono stati fatti investimenti per l'acquisto di dispositivi digitali nelle scuoleIn modo particolare nel Mezzogiorno: le regioni che rientravano nell'obiettivo convergenza Ue hanno infatti beneficiato dei contributi europei per il miglioramento della dotazione delle scuole.

L’aumento del numero di dispositivi digitali nelle scuole
Numero di studenti per dispositivo (confronto tra a.s. 2013/14 e 2014/15)

Per questa ragione, gli incrementi maggiori si sono rilevati proprio in alcune regioni del Sud. Una tendenza positiva, perché va nella direzione di ampliare la dotazione tecnologica in aree che soffrono diverse fragilità, sociali ed educative. Ancora più importante alla luce dei recenti dati Istat, che indicano come oltre il 10% dei minori in età scolastica in Italia non abbia il computer in casa, e come questa quota sfiori il 20% nel mezzogiorno. Secondo i dati 2018-19, sono 470mila i ragazzi che nel Mezzogiorno non hanno un pc o un tablet a casa.

Allo stesso tempo, se una maggiore dotazione tecnologica va letta positivamente, i dati a livello territoriale inducono a una riflessione anche sulle competenze digitali raggiunte dai ragazzi. Attorno al 40% dei ragazzi tra 14 e 17 anni nelle regioni meridionali ha competenze digitali basse o nulle, quota che di poco supera il 50% nelle isole.

Su conibambini.openpolis.it è possibile approfondire l’argomento con ulteriori grafici e mappe che analizzano i dati a livello nazionale, regionale e comunale.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un'informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l'elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

Il report completo è disponibile in pdf: 

Osservatorio #conibambini

Report con dati comunali e mappe sul fenomeno della povertà educativa in Italia.

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