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I minori stranieri in Italia: la sfida dell’inclusione

Tag: DemografiaDirittiIstruzione

In Italia vivono oltre un milione di bambini e ragazzi di origine straniera. Come i coetanei, frequentano le stesse scuole, condividono le stesse speranze e preoccupazioni, parlano la stessa lingua, eppure agli occhi della legge non hanno ancora lo stesso status giuridico. La scuola e l’intera comunità educante svolgono un ruolo fondamentale nel percorso di inclusione. È quanto emerge dal report dell’Osservatorio #conibambini, promosso da Con i Bambini e Openpolis. Di seguito una sintesi del rapporto.

Oltre un minore su 10 ha una cittadinanza diversa da quella italiana. Una definizione ampia, che comprende una pluralità di condizioni: molte prime generazioni, bambini arrivati in Italia solo dopo la nascita; situazioni drammatiche come quelle dei minori stranieri non accompagnati, giunti in Italia senza i genitori e quindi privi di assistenza; giovani di seconda generazione, nati nel nostro paese da genitori stranieri.

Il successo dei percorsi di integrazione costituisce un vantaggio per tutti: una società più inclusiva significa minori conflitti sociali e culturali e un miglioramento del clima di convivenza nel Paese. Fallire la sfida dell’inclusione, al contrario, nel lungo periodo potrebbe avere gravi conseguenze sociali: minori opportunità per chi è rimasto fuori dai percorsi educativi, redditi più bassi, maggiori disuguaglianze, rischio segregazione e marginalità.

Proprio per questa ragione, la scuola e l’intera comunità educante devono avere un ruolo centrale nel percorso di inclusione. Solo garantendo a tutti un’istruzione di qualità, a prescindere dall’origine o dalla condizione sociale – nello spirito della convenzione sui diritti dell’infanzia – si creano i presupposti per una società con minori disuguaglianze e rischio esclusione.

I minori stranieri in Italia: quanti sono e dove vivono

Rispetto al 2012, oggi in Italia vivono oltre 100mila minori stranieri in più. Un dato che, dal 2014,l’anno in cui il numero di bambini e ragazzi senza cittadinanza italiana nel nostro paese ha superato il milione, si è stabilizzato e mostra qualche segnale di calo. Nello stesso periodo il numero totale di minori in Italia è passato da circa 10,1 milioni nel 2014-2015 a 9,8 milioni nel 2018.

Uno dei motivi della contrazione della popolazione minorile è in primo luogo il calo delle nascite, che oggi riguarda sia le famiglie italiane che (in misura minore) quelle straniere. Dal 2008 i nuovi nati registrati in anagrafe sono diminuiti del 27%, passando da quasi 577mila ad appena 420mila. Questa riduzione ha riguardato anche i nuclei dove entrambi i genitori sono stranieri, con una contrazione del 13% nel periodo considerato. Un fenomeno che segna un’inversione di tendenza e allontana sempre di più il nostro Paese dal ricambio generazionale.

ll calo delle nascite riguarda tutti, italiani e stranieri
Variazione del numero di nuovi nati per cittadinanza dei genitori (2008 vs 2019)

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 21 Dicembre 2020)

Pur con un tasso di natalità in diminuzione, il numero di bambini e ragazzi Cni (con cittadinanza non italiana) è comunque aumentato negli ultimi anni, al contrario di quanto avvenuto per gli altri coetanei. Una crescita che ha portato sopra il milione i bambini e adolescenti stranieri in Italia. Ovvero quasi l'11% dei minorenni che vivono nel nostro Paese.

+15,6% l'aumento dei minori con cittadinanza non italiana tra 2012 e 2018. Nello stesso periodo la popolazione minorile totale è diminuita quasi del 2%.

Questo fenomeno costituisce senz’altro un'opportunità. In un paese dove il tasso di natalità è crollato (solo 7 nascite ogni 1.000 abitanti, un dato che ci pone agli ultimi posti in Ue), il bilancio demografico sarebbe stato ancora più disastroso. Allo stesso tempo, simili processi di integrazione pongono tante sfide per le nostre società. Con un'inclusione sociale che diventa certamente più difficile quanto più la condizione economica delle famiglie di origine straniera si allontana dalle altre.

31,2% delle famiglie con minori composte solo da stranieri si trovano in povertà assoluta, contro una media del 9,7% (dati 2019).

Quasi un terzo delle famiglie con figli si trova in povertà assoluta
Incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con minori per cittadinanza del nucleo familiare (2019)

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 16 Giugno 2020)

Tra le famiglie straniere con figli, l'incidenza è 3 volte quella media e quasi 5 volte quella dei nuclei composti solo da italiani. Si tratta di un aspetto essenziale nel contrasto alla povertà educativa, perché spesso è proprio la condizione familiare uno dei maggiori ostacoli all'inclusione che la scuola e la comunità educante cercano di realizzare.

Tra le regioni, la presenza di minori stranieri è maggiore soprattutto nel centro-nord. Superano il 16% dei residenti 0-17 anni in Emilia Romagna e in Lombardia. E in altre 7 regioni superano la media nazionale (10,8%): Toscana (14,5%), Piemonte, Veneto e Liguria (13,7%), Umbria (13,5%), Lazio (12,4%) e Friuli-Venezia Giulia (12,1%).

Emilia-Romagna e Lombardia sono le regioni con più minori stranieri
Percentuale di residenti 0-17 anni con cittadinanza non italiana (2020)

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati demo.Istat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Gennaio 2020)

Prato è la provincia con più minori con cittadinanza non italiana (28,8%). A livello comunale, le famiglie straniere tendono a concentrarsi nei territori del centro-nord, soprattutto nelle città e nei comuni maggiori.

Dove vivono bambini e ragazzi con cittadinanza non italiana
Percentuale di residenti 0-17 anni con cittadinanza non italiana (2020)

L’abbandono scolastico come fattore di esclusione educativa e sociale

Tra i giovani stranieri il tasso di abbandono rimane oltre 3 volte superiore rispetto a quello dei ragazzi italiani. Sintomo evidente di un processo di inclusione che rischia di lasciare fuori ancora troppi ragazzi.

36,5% dei giovani senza cittadinanza italiana ha lasciato la scuola prima del tempo, contro una media del 13,5% (25,2 i punti percentuali di divario).

Abbandono scolastico tra i giovani stranieri molto lontano dall’obiettivo Ue
Percentuale di giovani 18-24 anni senza diploma o qualifica professionale (2010-19)

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Aprile 2020)

Ciò ha molte conseguenze negative. In primo luogo per le possibilità di integrazione, che vedono nella scuola il luogo naturale non solo per apprendere la lingua, ma anche per sviluppare una propria rete di socialità e di amicizie. Sul lungo periodo, invece, l'uscita precoce dai percorsi educativi avrà un impatto sulla possibilità di integrarsi, da adulti, in un mondo del lavoro che cerca competenze sempre più specializzate.

Tra gli alunni con cittadinanza non europea, la quota di quelli che frequentano il liceo è esattamente la metà rispetto ai coetanei con cittadinanza italiana. Se invece si prende il totale degli studenti stranieri, il divario con gli italiani è comunque ampio: oltre 22 punti percentuali.

22,1 i punti percentuali di distanza tra la quota di alunni del liceo con cittadinanza italiana e quelli senza.

Queste tendenze, se non arginate, hanno tutto il potenziale per produrre in futuro emarginazione ed esclusione sociale. Per questa ragione la sfida dell'inclusione è cruciale, e può essere vinta solo restituendo centralità alla scuola e alle comunità educanti del nostro paese.

Tutti i dati sono disponibili anche su conibambini.openpolis.it.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un’informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l’elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

Osservatorio #conibambini

Report con dati comunali e mappe sul fenomeno della povertà educativa in Italia.

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