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Divari ampi sull’abbandono scolastico, anche nella stessa regione

Tag: Istruzione

Il fenomeno dell’abbandono scolastico colpisce soprattutto i ragazzi del
mezzogiorno. Ma i divari, nel nostro paese, non emergono solo dal confronto tra le regioni. Con l’eccezione della Valle d’Aosta, infatti, tutte le regioni del centro e del nord si trovano al di sotto della media nazionale. È quanto emerge dal report dell’Osservatorio povertà educativa #Conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini. Di seguito un estratto del rapporto.

Il fenomeno dell’abbandono scolastico colpisce soprattutto i ragazzi del
mezzogiorno.
In media, in Italia, poco meno di 15 giovani su 100 hanno abbandonato gli studi prima di arrivare al diploma o a una qualifica professionale. In 3 regioni meridionali, Sardegna, Sicilia e Calabria, la percentuale supera il 20%. In Campania e Puglia oscilla tra il 17 e il 19%.

In realtà però dentro le stesse regioni possono coesistere divari molto ampi. Persino in territori nei quali le medie regionali sembrano suggerire che il problema sia limitato.

La Liguria è quella con i divari interni più ampi: al dato di La Spezia (4,8% di abbandoni nel 2017) si contrappone quello di Imperia (22,2%). Un gap interno che quindi è pari a 17,4 punti percentuali.

I divari risultano particolarmente ampi anche in Toscana e Sardegna. La mappa per province, del resto, mostra che anche nelle regioni del nord ci sono realtà dove l’abbandono è diffuso ai livelli del mezzogiorno.

Anche in regioni dove l’abbandono non impatta in modo drammatico,
l’esistenza di differenze interne al territorio rende importante monitorare la situazione al di là delle medie regionali. È il caso ad esempio di Liguria e Piemonte, dove si trovano le 2 province con maggior abbandono dell’Italia settentrionale: Imperia e Novara.

Come segnalato, la Liguria è la regione dove le differenze interne impattano maggiormente, di contro Imperia, la provincia del nord dove
il fenomeno sembrerebbe essere più frequente. L’altra si trova in Piemonte, una regione al di sotto della media nazionale (13,6% contro 14,5%), sebbene il dato (in linea con il trend generale) sia tornato a risalire negli ultimi anni (+3,4 punti percentuali dal 2016). Un aumento inferiore solo a quelli registrati per la Sardegna (+4,9), Calabria (+4,6) e Veneto (+4,1).

Inversione di tendenza sugli abbandoni: tornano a
crescere

Inversione di tendenza sugli abbandoni: tornano a
crescere

Questo aumento dell’abbandono scolastico, dopo circa un decennio di
diminuzione, è particolarmente interessante nel caso piemontese, perché si innesta in una regione caratterizzata da una disomogeneità interna più contenuta ma comunque significativa. I territori che la compongono raccontano tante realtà diverse. Il capoluogo, la
città metropolitana di Torino, ha la quota di abbandoni più bassa (8%). Al di
sotto del 10% anche la provincia di Verbania (8,9%), e poco sopra Biella
(10,1%) e Vercelli (10,5%). Superano la media nazionale Cuneo (15%) e Novara (17,6%).

Su conibambini.openpolis.it è possibile approfondire l’argomento con grafici e mappe che affrontano la situazione a livello regionale e provinciale.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un’informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l’elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

Osservatorio #conibambini

Report con dati comunali e mappe sul fenomeno della povertà educativa in Italia.

Le mappe della povertà educativa in Toscana

Sono 547.732 i minori residenti in Toscana nel 2020. Bambini e ragazzi per cui scuole e servizi educativi rappresentano non solo il principale punto di riferimento per acquisire competenze, ma anche un’importantissima occasione di socialità e di inclusione. Un’enorme opportunità di arricchimento personale quindi, ma anche un modo per emanciparsi dalla propria condizione di partenza, specie se…

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