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Crisi economica: aumenta il rischio povertà assoluta per le famiglie con figli

Tag: Diritti

L’anno che sta per finire, segnato dalla pandemia, ha visto una forte contrazione dell’economia. Nell’ultima crisi economica a pagare furono soprattutto i bambini e le loro famiglie: è necessario impedire che succeda di nuovo. È quanto emerge dal report dell’Osservatorio povertà educativa #Conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini. Di seguito un estratto del rapporto.

In tutti i Paesi, governi e istituzioni internazionali hanno già stimato l’impatto in termini economici dell’emergenza coronavirus. Per l’Italia, sembra probabile un calo del prodotto interno lordo intorno al 10%, stando a quanto previsto dal governo, dal Fondo monetario internazionale e dalla commissione Ue.

Gli ultimi dati sulla povertà assoluta, rilasciati a giugno da lstat e relativi al 2019, avevano mostrato alcuni segnali di miglioramento rispetto al decennio precedente. Ma ancora ovviamente non includono gli effetti della crisi in corso, e quindi sarà essenziale monitorare la situazione nei prossimi mesi.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’ultima crisi economica, iniziata nel 2008 e protrattasi per tutta la prima metà degli anni ’10, è stata sofferta soprattutto dai minori e dalle loro famiglie. Alla fine degli anni 2000 c’era molta meno distanza tra la povertà assoluta delle diverse fasce d’età. I più in difficoltà erano gli over-65. Gli effetti della crisi economica hanno allargato le distanze, penalizzando soprattutto le giovani generazioni. Nel 2019 più di un minore su 10 si trova in povertà assoluta.

Per quanto riguarda le famiglie, nel 2019 quasi 1,7 milioni erano in povertà assoluta. Si tratta delle famiglie che non possono permettersi l’insieme dei beni e servizi che, nel contesto italiano, sono considerati essenziali per mantenere uno standard di vita minimamente accettabile. Un dato in calo rispetto al biennio precedente, ma circa il doppio rispetto al 2005, quando erano 819mila i nuclei in questa condizione.

Rispetto a circa 26 milioni di famiglie residenti in Italia, il 6,4% si trova in povertà assoluta. Un dato che purtroppo cresce in modo significativo all’aumentare del numero dei figli e in base alla situazione occupazionale della persona di riferimento. Il 29,2% delle famiglie con figli dove la persona di riferimento è disoccupata si trova in povertà assoluta.

I dati Istat dell’ultimo censimento (2011) rilevano una forte sofferenza in molte realtà del Sud. Tra i capoluoghi di provincia, infatti, troviamo ai primi posti Napoli (9,5%), Catania (7,8%), Palermo (7,3%) e Crotone (7%). Considerato che dal 2011 al 2019 il numero di famiglie in povertà assoluta nel Mezzogiorno è passato da 511mila a 706mila (+38%), il disagio è ancora forte in questi territori. E in conseguenza della scorsa crisi economica, abbiamo visto come si sia esteso molto anche nel centro (da 180mila a 242mila famiglie povere) e nel nord (da 390mila a 726mila).

Com’è variata l’incidenza della povertà assoluta rispetto al censimento 2011
Incidenza di povertà assoluta familiare tra 2011 e 2019

Su conibambini.openpolis.it è possibile approfondire l’argomento con ulteriori grafici e mappe.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un’informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l’elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

Osservatorio #conibambini

Report con dati comunali e mappe sul fenomeno della povertà educativa in Italia.

Le mappe della povertà educativa in Toscana

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