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Abbandono scolastico: in Italia 3 regioni superano ancora il 15%

Tag: Istruzione

In queste settimane, con l’inizio dell’anno scolastico, gli studenti di tutta Italia stanno tornando tra i banchi di scuola, con tempi diversi a seconda della regione.

In Campania le lezioni iniziano proprio oggi, mentre gli studenti di altre 6 regioni e delle 2 province autonome sono già rientrati ieri o – nel caso della provincia di Bolzano – il 5 settembre.

18 su 21 le regioni e province autonome in cui studentesse e studenti ricominciano la scuola nel corso di questa settimana.

Gli ultimi a rientrare saranno ragazze e ragazzi di Sicilia e Valle d’Aosta, il prossimo 19 settembre.

Nello scorso anno scolastico, al momento della ripresa delle lezioni, erano più di 6 milioni e mezzo gli iscritti nelle statali italiane, dei quali 2,3 milioni nelle primarie, quasi 1,6 nelle medie e circa 2,7 milioni nelle superiori. Di questi oltre la metà nei licei (51%), poco meno di un terzo nei tecnici (31,7%) e il 17,3% nei professionali. Sono esclusi da questo calcolo i quasi 850mila bambini della scuola d’infanzia.

Gli studenti all’avvio dello scorso anno scolastico, per livello e percorso scelto
Numero di studenti delle scuole statali all’avvio dell’a.s. 2021/22

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati ministero dell'istruzione
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Ottobre 2021)

A questi vanno aggiunti i circa 300mila alunni delle paritarie, per un totale di oltre 6,8 milioni di studenti delle scuole italiane, dalle primarie alle superiori.

Milioni di ragazze e ragazzi che stanno iniziando l'anno scolastico in queste ore. Purtroppo, stando anche alle statistiche più recenti, non sono pochi quelli che potrebbero lasciare la scuola prima del tempo.

Gli studenti che lasciano la scuola prima del tempo

In una società dove il livello di istruzione è sempre più importante per l'accesso al lavoro, e quindi anche per evitare il rischio di esclusione sociale, il contrasto all'abbandono scolastico precoce rappresenta un obiettivo centrale.

Per questo motivo già nell'ambito dell'agenda 2020 l'Unione europea aveva fissato come target che i giovani europei tra 18 e 24 anni senza diploma superiore (o qualifica professionale) fossero meno del 10% del totale.

Un obiettivo centrato a livello europeo: nel primo anno della pandemia la quota di giovani Ue in uscita precoce dal sistema di istruzione è stata pari al 9,9%. L'Italia ha da alcuni anni raggiunto il suo obiettivo nazionale (16%). Tuttavia, nonostante il miglioramento nel corso dell'ultimo decennio (agli inizi degli anni '10 il tasso si avvicinava al 20%), il nostro paese resta indietro nel confronto europeo.

Nel 2021 Italia terza in Ue per quota di abbandoni scolastici precoci
Percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che hanno al massimo la licenza media nei paesi Ue (2021)

DA SAPERE
Per misurare gli abbandoni scolastici, la scelta metodologica adottata a livello europeo è utilizzare come indicatore indiretto la percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che hanno solo la licenza media. Tra questi viene incluso anche chi ha conseguito una qualifica professionale regionale di primo livello con durata inferiore ai due anni.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Aprile 2022)

Tra i paesi Ue, il nostro è uno di quelli dove il problema degli abbandoni precoci rimane più consistente. Nel 2021 è la terza nazione con più abbandoni (12,7%), dopo Romania (15,3%) e Spagna (13,3%).

Va inoltre sottolineato che l'obiettivo continentale, in vista del 2030, è stato ulteriormente abbassato di un punto (9%) con una risoluzione del consiglio europeo del febbraio 2021. Raggiungerlo significa per il nostro paese prima di tutto ridurre gli ampi divari territoriali che ancora resistono su questo aspetto.

In Sicilia il 21,2% dei residenti tra 18 e 24 anni ha lasciato la scuola prima del tempo: quasi 10 punti più della media nazionale. Seguono 2 grandi regioni del sud, entrambe sopra quota 15%: Puglia (17,6%) e Campania (16,4%).

In Sicilia oltre un giovane su 5 ha lasciato gli studi prima del tempo
Percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che hanno al massimo la licenza media (2021)

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Aprile 2022)

Sono 5 le regioni al di sotto della soglia del 9%: Basilicata (8,7%), Friuli-Venezia Giulia (8,6%), Abruzzo (8%), Marche (7,9%) e Molise (7,6%). In aggiunta a queste, altre 3 sono comunque sotto quota 10%. Si tratta di Emilia-Romagna (9,9%), Veneto (9,3%) e Lazio (9,2%).

3 le regioni che superano il 15%: Sicilia, Puglia e Campania.

Simili differenze territoriali impongono, per intervenire efficacemente sul problema, una mappatura della popolazione potenzialmente esposta al rischio abbandono. Da questo punto di vista, come abbiamo avuto modo di raccontare, sussiste per adesso una carenza di dati aggiornati con granularità locale sulla dispersione scolastica. Anche se il lavoro del censimento permanente di Istat potrà consentire in futuro di approfondire il tema in questa direzione, oggi molti dei dati sul fenomeno sono aggiornati al censimento generale del 2011.

Molto più aggiornati e granulari sono invece i dati sul numero di residenti, che consentono una mappatura della popolazione in età scolastica e formativa. Si tratta di un primo riferimento per valutare quali sono i territori a maggior incidenza di bambini e ragazzi nell'età della formazione.

Quanti sono i giovani in età formativa

In Italia l'obbligo scolastico, in base alla legge 296/2006, dura 10 anni e quindi va dai 6 ai 16 anni di età. Un percorso finalizzato al successivo raggiungimento o di un titolo di scuola superiore oppure di una qualifica professionale, almeno triennale, entro i 18 anni. In ogni caso, anche per chi ha assolto l'obbligo scolastico, vi è un obbligo formativo: il diritto-dovere di frequentare attività di formazione fino ai 18 anni.

Nel 2021 sono 7,2 milioni i bambini e ragazzi che hanno tra 6 e 18 anni, il 12,2% della popolazione residente. Con un'incidenza che varia molto sul territorio nazionale: dal 13,71% della Campania al 10,53% della Liguria.

A livello locale, i territori in cui la presenza di bambini e ragazzi in età formativa è maggiore sono la città metropolitana di Napoli (14,49%), la provincia di Caserta (14,09%), l'Alto Adige (13,71%) e il crotonese (13,60%). Mentre non raggiungono il 10% in provincia di Oristano (9,76%) e lo superano di poco nel Sud Sardegna (10,03%), nel triestino (10,19%) e nel ferrarese (10,21%).

Dove vivono bambini e ragazzi in età formativa in Italia
Percentuale di residenti tra 6 e 18 anni (2021)

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Gennaio 2021)

Tra le maggiori città italiane, se isoliamo i comuni con almeno 300mila abitanti, spicca il dato del capoluogo campano (13,72%). Seguito da Palermo (13,25%), Catania (12,89%) e Roma (11,98%). Una tendenza che conferma come l'incidenza sia maggiore nei centri del mezzogiorno.

I bambini e ragazzi tra 6 e 18 anni nei 10 comuni italiani più popolosi
Percentuale di residenti tra 6 e 18 anni (2021)

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Gennaio 2021)

Al contrario, risulta più bassa la quota di giovani tra 6 e 18 anni nelle città del centro-nord. Sono infatti poco sopra il 10% in comuni come Genova e Bologna.

Quanti sono i residenti in età formativa, comune per comune
Percentuale di residenti tra 6 e 18 anni (2021)

DESCRIZIONE
Per sapere quanti sono i residenti tra 6 e 18 anni nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Gennaio 2021)

L'articolo è disponibile anche su conibambini.openpolis.it.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un’informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l’elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

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