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Progetti per oltre 20 milioni in Piemonte contro la povertà educativa minorile

19 Febbraio 2019

Sono 16 i progetti piemontesi, per un totale di circa 10 milioni di euro, selezionati tramite i bandi Prima Infanzia, Adolescenza e Nuove Generazioni promossi dal Fondo Nazionale per il contrasto della povertà educativa minorile. A questi si aggiungono altri 21 interventi, per 12 milioni di euro, che coinvolgono soggetti piemontesi in iniziative a valenza nazionale sostenute dal Fondo.

Il Fondo, che mette in campo una strategia complessiva nazionale di lotta alla povertà educativa, è nato nel 2016 da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria, rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo ed è gestito dall’impresa sociale Con i Bambini. Obiettivo: sostenere interventi capaci di rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi dei minori in Italia.

I progetti per il Piemonte, che, per quanto attiene agli interventi realizzati nella sola regione, si rivolgono a un bacino stimato di circa 60.000 bambini e ragazzi, sono stati presentati in Fondazione CRT insieme ai dati del Quindicesimo rapporto sulle attività delle 12 Fondazioni bancarie piemontesi.

 

Sono intervenuti Giovanni Quaglia, Presidente Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e Presidente Fondazione CRT; Francesco Profumo, Vice Presidente Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e Presidente Compagnia di San Paolo; Giandomenico Genta, Vice Presidente Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e Presidente Fondazione CRC; Carlo Borgomeo, Presidente “Con i bambini – impresa sociale”; Giorgio Righetti, Direttore Generale ACRI.

 

L’Associazione delle fondazioni piemontesi è un ‘ecosistema virtuoso’, che comprende attori fondamentali della filantropia a livello regionale, nazionale e internazionale – dichiara il Presidente dell’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. È da questo laboratorio di idee e competenze che si sviluppano, in sinergia con Acri e con le forze del territorio, importanti progettualità come il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, cui le Fondazioni piemontesi hanno destinato risorse stimabili in oltre 100 milioni di euro in questo triennio ‘sperimentale’, in un’ottica di solidarietà nazionale. Uno strumento che ha permesso di intervenire con incisività su un tema sfidante e fondamentale come l’educazione, di cui non deve farsi carico la sola scuola, ma l’intera comunità educante: dare alle nuove generazioni opportunità e speranze, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali, attraverso progetti che possono divenire ‘policy’, è la leva per far crescere il Paese e riattivare l’ascensore sociale”.

 

Il Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile è stato una occasione eccezionale, in questo primo triennio di sua implementazione, per riflettere e lavorare insieme affrontando una delle sfide più rilevanti per il nostro Paese nei prossimi decenni: creare opportunità di educazione e di crescita di qualità per i nostri bambini e ragazzi – afferma Francesco Profumo, Vice Presidente dell’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e Presidente  della Compagnia di San Paolo –.  In questa nuova fase che si apre ci ripromettiamo di proseguire nella lettura sistemica degli effetti delle iniziative realizzate e nel promuovere la continuità degli interventi ritenuti più promettenti e soprattutto nell’offrire evidenze e indicazioni utili per costruire politiche strutturali di contrasto della povertà educativa sia in Italia, sia in Europa“.

 

Uno degli aspetti più significativi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile riguarda la capacità di stimolare gli attori del mondo dell’educazione a lavorare in rete, costruendo progettualità ampie e partenariati operativi dal livello provinciale, a quello nazionale – sottolinea il Presidente della Fondazione CRC Giandomenico Genta –. A fianco dei bandi, anche la meno conosciuta misura sulla coprogettazione ha permesso la realizzazione di progettualità davvero significative: tra queste, La Città dei Talenti, che sorgerà a Cuneo e permetterà di affrontare con una modalità particolarmente innovativa il tema dell’orientamento scolastico, ambito su cui la nostra Fondazione ha sviluppato un Modello che si basa sulla precocità dell’intervento”.

 

Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile rappresenta una risposta concreta al problema sempre più grave della povertà dei minori – spiega Carlo Borgomeo presidente dell’impresa sociale Con i Bambini –. Il risultato fin qui raggiunto non può che essere soddisfacente: 272 progetti sostenuti, 6.500 organizzazioni coinvolte tra Terzo settore, scuola, università, enti locali. Il dato più significativo, però, riguarda i beneficiari diretti degli interventi in corso di attuazione, sono gli oltre 400 mila minori e relative famiglie che vivono in condizione di disagio. Più in dettaglio, per quanto riguarda il Piemonte, i 16 progetti regionali e 21 progetti nazionali che coinvolgono le comunità piemontesi riportano in Piemonte circa 22 milioni di euro. Questa potrebbe essere considerata già una risposta concreta al milione e duecentomila minori che vivono in povertà assoluta. Attraverso il Fondo e l’impresa sociale Con i Bambini, inoltre, viene sperimentato un nuovo sistema di welfare, che si realizza attraverso la partecipazione delle comunità locali, per dare nuove risposte ai territori dove in cui sviluppano i progetti. La intuizione e l’iniziativa delle Fondazioni traccia un nuovo corso”. 

 

 

“Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile costituisce una straordinaria innovazione nel panorama sociale italiano – sostiene il Direttore Generale ACRI Giorgio Righetti: una partnership pubblico-privato sociale, che ha messo insieme Governo, Fondazioni di origine bancaria e Terzo settore, che per la prima volta, con risorse così significative, lavora insieme per fornire una risposta a un’emergenza del Paese; un focus sulla comunità educante quale protagonista del processo di riscatto dalla deprivazione educativa; una modalità di implementazione che segue logiche di efficienza ed efficacia, tipiche del privato, pur nel perseguimento di un interesse pubblico; la forte enfasi sulla misurazione dei risultati e degli impatti. Non si poteva chiedere di più!”.

 

Il bando prima infanzia (0-6 anni) – che ha permesso di avviare ben 8 progetti su 16 – mira a potenziare l’offerta di servizi di cura ed educazione per i bimbi, con particolare attenzione a quelli appartenenti a famiglie in difficoltà; il bando adolescenza (11-17 anni) è volto a contrastare, con azioni “dentro e fuori la scuola”, fenomeni quali la dispersione e l’abbandono scolastico, il bullismo, nonché situazioni di svantaggio e rischio devianza. Il più recente bando Nuove generazioni (5-14 anni) intende promuovere e sviluppare competenze personali, relazionali, cognitive dei ragazzi.

 Mediamente, ciascuno dei progetti realizzati in Piemonte ha ricevuto circa 600.000 euro, per una durata di quasi 3 anni. I progetti interessano complessivamente 6 province, 157 comuni piemontesi e vedono la collaborazione, in media, di 33 partner.

 Metà dei progetti hanno una partnership complessa fatta di almeno un ente pubblico, un ente privato, un ente pubblico del settore sanità e un ente pubblico del settore istruzione.

I progetti sostenuti dal Fondo prevedono il concorso congiunto di un sistema variegato di attori, tra cui le scuole, gli enti del terzo settore, le famiglie, le istituzioni scolastiche e molti altri soggetti, nell’intento di costruire o rafforzare le cosiddette “comunità educanti”, con il ruolo di contribuire, in modo congiunto e sistemico, a percorsi educativi adeguati dei bambini e dei ragazzi della nostra Regione.

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