Raccontare le periferie: giornalismo è comunità educante
A Bologna il primo appuntamento sulla responsabilità dell’informazione, nell’ambito della campagna di comunicazione sociale legata a “Organizziamo la speranza”.
Si è svolto il 23 settembre a Bologna, al Complesso di Santa Cristina, il corso di formazione per giornaliste e giornalisti “Raccontare le periferie: giornalismo è comunità educante. I doveri deontologici per un’informazione corretta e rispettosa”. L’incontro, che ha dato diritto a quattro crediti formativi, ha aperto un ciclo di otto appuntamenti dedicati al rapporto tra periferie, povertà educativa minorile e mondo dell’informazione.
L’iniziativa è promossa da Con i bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, insieme al Giornale Radio Sociale, testata edita dal Forum del Terzo Settore nazionale, con il patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. L’appuntamento di Bologna è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e il Master in Giornalismo dell’Università di Bologna, con il supporto del Forum nazionale del Terzo Settore, dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e della Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna.
Ad aprire i lavori è stato Silvestro Ramunno, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna. A seguire Marco Rossi-Doria, presidente di Con i bambini.
Sono intervenuti: Serena Bersani, presidente di GiULiA Giornaliste e consigliera-tesoriera dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna; Francesco Rossi, del TGR Rai Emilia-Romagna; Laura Galesi, dell’Ufficio stampa di Con i bambini; Ivano Maiorella, direttore del Giornale Radio Sociale; Fabrizio Minnella, responsabile comunicazione di Con i bambini e direttore di ConMagazine.it, con testimonianze ed esperienze del territorio; monsignor Giovanni Mengoli, del progetto “Crescere nonostante” e presidente del Consorzio Gruppo CEIS; Davide Lamandini, caporedattore di Giovani Reporter.
Hanno inoltre portato i loro saluti e partecipato ai lavori Daniele Ara, assessore del Comune di Bologna con deleghe alla scuola; Andrea De Maria, segretario di Presidenza della Commissione parlamentare per la Sicurezza e il degrado delle città e delle periferie; Pierluigi Stefanini, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna; Patrizia Pasini, presidente della Fondazione Carisbo; Fulvio Cammarano, direttore del Master in Giornalismo dell’Università di Bologna; Alberto Alberani, portavoce del Forum del Terzo Settore Emilia-Romagna.
Al centro della giornata, il ruolo dell’informazione nel modo di raccontare le periferie. I giornalisti, in quanto appartenenti all’Ordine professionale, sono chiamati a rispettare precise regole deontologiche e ad adottare comportamenti improntati alla responsabilità e al rispetto. Una responsabilità che riguarda anche le parole utilizzate, i titoli, le immagini e le chiavi di lettura con cui vengono raccontate persone, quartieri e comunità.
Da qui nasce l’idea del giornalismo come parte della comunità educante: raccontare un territorio significa infatti contribuire a costruirne la rappresentazione pubblica e, attraverso un’informazione corretta e rispettosa, favorire conoscenza, consapevolezza e coesione sociale.
Il ciclo di otto incontri nasce proprio dalla volontà di aprire un confronto con il mondo dell’informazione sul modo in cui vengono raccontate le periferie, spesso associate esclusivamente a marginalità, degrado e fragilità. L’obiettivo è invece portare al centro anche la ricchezza delle comunità, le esperienze di partecipazione, le realtà educative e sociali e i percorsi di cambiamento che prendono forma nei territori.
I seminari si inseriscono nella campagna di comunicazione sociale legata a “Organizziamo la speranza”, iniziativa promossa da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che coinvolge 15 città e oltre 40 quartieri periferici.
L’appuntamento di Bologna rappresenta dunque l’avvio di un percorso nazionale che mette in relazione giornalismo, responsabilità professionale e comunità, con l’obiettivo di interrogarsi non soltanto su come raccontare le periferie, ma anche su quale contributo l’informazione possa dare alla costruzione di una narrazione più attenta, consapevole e rispettosa delle persone e dei territori.





















