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Il profondo divario tra Nord e Sud sulle mense scolastiche

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  • La povertà alimentare è un fenomeno multidimensionale, legato anche alla qualità del cibo cui si ha accesso.
  • In Italia la presenza della mensa è dichiarata per il 36,5% degli edifici scolastici statali.
  • Quasi tutte le regioni con valori inferiori alla media nazionale sono del mezzogiorno.
  • In Valle d’Aosta il 71,9% degli edifici scolastici dichiara di avere una mensa, in Sicilia solo il 14,4%.

Le mense rappresentano un elemento importante nelle scuole. Migliorano la qualità dell’offerta scolastica, garantiscono pasti equilibrati in contrasto alla povertà alimentare, facilitano la socialità e permettono di seguire lezioni nel pomeriggio.

Tuttavia le mense sono presenti in poco più di un terzo degli edifici scolastici statali del paese, con differenze territoriali molto marcate tra nord e sud. Se infatti oltre il 70% delle scuole in Valle d’Aosta possiede una mensa, quest’ultima è presente in meno del 15% dei plessi scolastici siciliani.

Le mense aiutano la socialità e garantiscono pasti adeguati e bilanciati.

Poter usufruire di una mensa è infatti spesso fondamentale per il proseguo delle lezioni nel pomeriggio, permettendo la normale frequenza delle attività educative e venendo anche incontro alle alle esigenze dei genitori che lavorano. Ma anche il momento stesso del pasto ha un’importanza cruciale per ragazze e ragazzi. Dal momento che viene effettuato in uno spazio condiviso, si creano possibilità di connessione e socializzazione al di fuori dell’orario prettamente scolastico.

Inoltre, viene garantito un pasto adeguato a livello di porzioni e di bilanciamento dei macronutrienti almeno una volta al giorno, un elemento da non sottovalutare per famiglie in condizione di fragilità economica e sociale. Il pranzo diventa infine un momento dove è anche possibile imparare come si compone un’alimentazione corretta all’interno di uno stile di vita salutare.

Le mense scolastiche presidio contro la povertà alimentare

La povertà alimentare è un fenomeno difficile da definire. Se nei paesi in via di sviluppo è prettamente legata alla disponibilità di cibo e alla sua diretta accessibilità, nelle economie occidentali è una questione che si lega a molti altri aspetti. Come evidenziato nella letteratura sull’argomento, si lega al tema del cosiddetto “paradosso della scarsità dell’abbondanza” (Campiglio e Rovati, 2009): nonostante la presenza di alimenti, l’accesso a risorse adeguate al proprio sostentamento è impossibile per alcune fasce della popolazione.

A prescindere dal contesto, la corretta alimentazione non è soltanto legata a un adeguato apporto calorico: bisogna anche considerare la disponibilità dei diversi macronutrenti e la possibilità di avere del cibo di qualità e seguire diete salutari sin dai primi anni di età, elementi cruciali nell’evitare l’insorgenza di malattie croniche nel tempo.

Beyond adequate calories intake, proper nutrition has other dimensions that deserve attention, including micronutrient availability and healthy diets. Inadequate micronutrient intake of mothers and infants can have long-term developmental impacts. Unhealthy diets and lifestyles are closely linked to the growing incidence of non communicable diseases in both developed and developing countries” – Nazioni Unite, Sustainable development goals: Food security and nutrition and sustainable agriculture (2025)

Si tende quindi a considerare in senso più ampio l’esposizione alla malnutrizione, che oltre alle condizioni di carenza (denutrizione) include anche situazioni legate al sovrappeso e all’obesità e squilibri di elementi necessari per le funzioni vitali. Chiaramente, la povertà alimentare e le situazioni di malnutrizione incidono ancora di più su bambini e ragazzi che stanno attraversando l’età dello sviluppo, per cui ci sono raccomandazioni specifiche.

La povertà alimentare non riguarda soltanto il mero apporto calorico.

In questo contesto, un’indicazione utile per comprendere il quadro italiano è la possibilità delle famiglie di mangiare carne o pesce ogni due giorni. Nel 2024, 11 famiglie ogni 100 dichiarano delle difficoltà nel potersi permettere un pasto proteico. Tra le tipologie familiari che mostrano le maggiori difficoltà spicca la famiglia monogenitoriale con almeno un figlio minore (13,4%). Concentrandosi più nello specifico sulla condizione minorile, i dati del 2019 mostrano dei divari tra le regioni italiane. Come abbiamo approfondito in passato, in Italia il 2,8% dei minori non riesce a consumare un pasto proteico al giorno. Si tratta di numeri che tendono ad incrementare nelle regioni del sud, con incidenze maggiori in Sicilia (8,4%), Campania (5,4%) e Basilicata (4,9%).

Questo dato va interpretato alla luce della complessità del fenomeno. Possono infatti incidere situazioni di indigenza economica ma anche educazione alimentare e facilità ad accesso a specifici servizi. In questo quadro, le mense scolastiche rivestono un valore essenziale, sottolineato spesso nelle relazioni e negli interventi del garante dell’infanzia.

“Povertà educativa e marginalità si combattono inoltre garantendo pari opportunità di accesso a tempo pieno e mense scolastiche” – Agia, Le cinque priorità dell’Agia per la scuola (2025)

Abbiamo dunque analizzato i dati della presenza delle mense scolastiche all’interno degli edifici scolastici statali per l’anno scolastico 2024-2025 rilasciati dal ministero dell’istruzione e del merito su cadenza annuale per capire come si distribuisce il servizio sul territorio nazionale.

Come si distribuiscono le mense sul territorio italiano

In Italia sono presenti 39.351 edifici che comprendono scuole statali. Di questi, 14.362 riportano la presenza di uno spazio adibito alla mensa.

36,5% gli edifici scolastici in cui si dichiara la presenza di una mensa (anno scolastico 2024-2025).

Si tratta però di un dato che nasconde profonde differenze territoriali tra l’area del centro-nord e il mezzogiorno. I contesti dove l’incidenza è più alta sono la zona del nord-ovest (50,8% degli edifici), centro (41,6%) e nord-est (38,3%). Più bassi invece i dati del sud (24,1%) e le isole (22,3%). Tra il valore maggiore e quello minore ci sono circa 30 punti percentuali di differenza. Un divario che risulta ancora più evidente se si analizzano i dati a livello regionale.

Nelle regioni del Mezzogiorno ci sono meno scuole con le mense
Percentuale di edifici scolastici statali dotati di mensa nelle regioni italiane (a.s. 2024/25)

FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati ministero dell’istruzione e del merito
(consultati: venerdì 9 Gennaio 2026)

Sono 12 le regioni che superano la media italiana per incidenza di edifici scolastici per cui viene dichiarata la presenza dello spazio mensa. Di queste, solo una si trova nel mezzogiorno: è la Sardegna che con il 37,3% supera la percentuale italiana di poco meno di un punto percentuale. Le regioni che invece riportano valori inferiori a quello nazionale si trovano tutte nel mezzogiorno ad eccezione del Lazio.

La regione italiana con la percentuale maggiore è la Valle d’Aosta (71,9%) a cui seguono Piemonte (62,6%), Liguria (59,5%) e Toscana (59,1%). Quelle con i valori minori sono Lazio (25,3%), Calabria (22,5%), Campania (18,1%) e Sicilia (14,4%).

A livello provinciale, 53 province su 107 registrano valori superiori alla media nazionale (il 49,5%). Di queste, solo Potenza, Nuoro, Sassari e Cagliari si trovano nell’area del mezzogiorno. I territori con le incidenze più alte sono Valle d’Aosta (71,9%), Imperia (68,3%), Biella (67,6%) e Vercelli (66,2%). Sono invece più basse a Trapani (12,6%), Catania (8%), Napoli (7,7%) e Ragusa (3,7%).

Nei comuni del centro-nord più scuole dichiarano di avere la mensa
Percentuale di edifici scolastici statali dotati di mensa nei comuni italiani (a.s. 2024/25)

DA SAPERE
L’indicatore misura il rapporto percentuale tra gli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la dotazione della mensa e il totale degli edifici scolastici statali. Non sono disponibili dati per il Trentino-Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. In rosso sono visualizzati i comuni che riportano un’incidenza inferiore alla media nazionale (36,5%), in blu superiore.

FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati ministero dell’istruzione e del merito
(consultati: venerdì 9 Gennaio 2026)

Il 47,8% dei capoluoghi italiani riporta dei valori superiori all’incidenza italiana. Anche per questo anno scolastico la percentuale maggiore si registra ad Alessandria, nel Piemonte. Dei 43 edifici scolastici presenti, 33 registrano la presenza di mense (76,7%). Seguono Carrara (71,1%), Como (68,5%) e Monza (64,4%). Come per le province, la maggior parte dei capoluoghi che supera la media nazionale si trova nel centro-nord.

Da notare però che alcuni comuni di grandi dimensioni come Napoli, Catania e Palermo riportino delle percentuali anomale inferiori al 10%. Questi dati sono forniti dagli enti proprietari di ogni singola struttura al ministero dell’istruzione e del merito per cui è possibile che ci possano essere dei discostamenti rispetto alla situazione effettiva. Nonostante questa puntualizzazione, è comunque chiaro che il mezzogiorno appare essere l’area più caratterizzata dalla minore incidenza di edifici scolastici con le mense. Rispetto quindi al ruolo della refezione, questo divario ha un impatto notevole sull’esperienza educativa dei minori.

Il report è disponibile anche su conibambini.openpolis.it, con i dati regione per regione.

L’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalità di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un’informazione basata sui dati. L’obiettivo è promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l’elaborazione di analisi e approfondimenti originali.

Osservatorio #conibambini

Report con dati comunali e mappe sul fenomeno della povertà educativa in Italia.

Il profondo divario tra Nord e Sud sulle mense scolastiche

Le mense rappresentano un elemento importante nelle scuole. Migliorano la qualità dell’offerta scolastica, garantiscono pasti equilibrati in contrasto alla povertà alimentare, facilitano la socialità e permettono di seguire lezioni nel pomeriggio. Tuttavia le mense sono presenti in poco più di un terzo degli edifici scolastici statali del paese, con differenze territoriali molto marcate tra nord…

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