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“Infanzie diseguali”: il nuovo report Eurochild

Con i bambini contribuisce per l’Italia alla stesura del Report, che offre una panoramica sul recepimento delle politiche a tutela dell’infanzia in 36 Paesi europei.

“Infanzie diseguali: i diritti sulla carta dovrebbero essere diritti nella pratica” è il nuovo report di Eurochild, il più grande network europeo di organizzazioni che lavorano con e per i bambini, pubblicato giovedì 20 novembre in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il report si basa sulle valutazioni di 84 membri e contributori di Eurochild in 36 Paesi europei e offre una panoramica sulle politiche e le iniziative a tutela dei diritti dell’infanzia e sulla povertà minorile in questi Paesi. Basandosi su evidenze provenienti da organizzazioni e professionisti che lavorano con i bambini, il documento fornisce un’analisi approfondita, attraverso la lente dei diritti dell’infanzia, per garantire che i diritti sulla carta diventino diritti nella pratica.

Con i bambini ha contribuito alla sezione dedicata all’Italia raccogliendo dati, buone pratiche e raccomandazioni per le Istituzioni Europee, insieme a Telefono Azzurro e un’esperta del settore, Rosalba Mirci.

Il report fornisce raccomandazioni concrete ai Paesi per rafforzare i loro sforzi nel proteggere e promuovere i diritti dei bambini. Tra gli aspetti analizzati in Europa: bambini in contatto con il sistema giudiziario, investimenti pubblici e reti di protezione sociale, violenza contro i minori, salute mentale, bambini con background migratorio e di origine appartenente a minoranze etniche.

In generale emerge un quadro di luci e ombre in cui, nonostante gli sforzi dei Paesi per migliorare le condizioni di vita di bambini, ragazzi e famiglie, persistono ancora molte situazioni in cui è necessario rafforzare gli interventi. Per esempio: migliorare la formazione sui diritti dell’infanzia rivolta ai professionisti e alle istituzioni che lavorano con o per i bambini; aumentare le iniziative per proteggere i diritti dei bambini nell’ambiente digitale; ridurre i divari nell’offerta di servizi per la prima infanzia; rafforzare il sostegno economico alle famiglie, in particolare quelle più vulnerabili; favorire un’istruzione inclusiva di alta qualità; offrire ai giovani più occasioni di protagonismo e partecipazione. In particolare, il supporto alla salute mentale dei bambini risulta insufficiente in molti Paesi, con notevoli lacune nei servizi offerti nelle scuole e nelle comunità, in particolare nelle aree rurali. Il sostegno preventivo, incluso quello per la prevenzione del suicidio, è molto limitato.

“L’Italia – si legge nella sezione delle raccomandazioni dei membri Eurochild per i singoli Paesi – dovrebbe fornire un sostegno finanziario continuativo alle scuole nelle aree più svantaggiate e realizzare programmi e interventi solidamente supportati e rigorosamente valutati”.

Profili dei Paesi:
Albania; Austria; Belgio; Bosnia ed Erzegovina; Bulgaria; Croazia; Cipro; Cechia; Danimarca; Inghilterra; Estonia; Finlandia; Francia; Germania; Grecia; Ungheria; Irlanda; Italia; Kosovo; Lettonia; Lussemburgo; Malta; Moldova; Paesi Bassi; Polonia; Portogallo; Romania; Scozia; Serbia; Slovenia; Spagna; Svezia; Svizzera; Turchia; Ucraina; Galles.

Il network Eurochild rappresenta oltre 225 organizzazioni e individui provenienti da 41 Paesi, raggiungendo circa 5.000 organizzazioni e professionisti sul campo.

Il report è disponibile in lingua inglese. Per scaricarlo clicca qui >> https://eurochild.org/uploads/2025/11/Unequal-Childhoods-Rights-on-paper-should-be-rights-in-practice.pdf

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