{"id":58187,"date":"2026-11-06T14:36:49","date_gmt":"2026-11-06T13:36:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conibambini.org\/?post_type=osservatorio&#038;p=58187"},"modified":"2026-11-06T14:36:49","modified_gmt":"2026-11-06T13:36:49","slug":"i-numeri-sui-minorenni-in-poverta-assoluta-sono-a-livelli-record","status":"publish","type":"osservatorio","link":"https:\/\/www.conibambini.org\/en\/osservatorio\/i-numeri-sui-minorenni-in-poverta-assoluta-sono-a-livelli-record\/","title":{"rendered":"I numeri sui minorenni in povert\u00e0 assoluta sono a livelli record"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Nel 2025 l&#8217;11,2% delle famiglie italiane con figli era in povert\u00e0 assoluta. Il disagio aumenta al crescere della prole.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Le misure a sostegno della natalit\u00e0 hanno generato un beneficio medio di circa 120 euro l&#8217;anno per oltre 6 milioni di famiglie.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>In generale gli effetti redistributivi sono stati positivi ma contenuti.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Nel 2022 Andria, Barletta e Prato erano i comuni capoluogo con la pi\u00f9 alta percentuale di famiglie in potenziale rischio di povert\u00e0.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2025 circa 1 milione e 136mila bambine e bambini si sono trovati in povert\u00e0 assoluta in Italia in base alle pi\u00f9 recenti stime di Istat. Secondo l\u2019istituto di statistica si tratta di un dato sostanzialmente stabile rispetto all\u2019anno precedente che continua a rappresentare il livello pi\u00f9 alto mai registrato dal 2014.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una famiglia si trova in povert\u00e0 assoluta quando non pu\u00f2 permettersi le spese essenziali per condurre uno standard di vita minimamente accettabile.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene questi nuovi dati non siano direttamente confrontabili con quelli di fine anni 2000, per un cambio metodologico, la dinamica resta chiara. Vent\u2019anni fa la distanza generazionale era pi\u00f9 contenuta e gli anziani risultavano la fascia pi\u00f9 esposta al rischio di povert\u00e0. Oggi, invece, la situazione si \u00e8 capovolta.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">12,5% i minori che vivono in povert\u00e0 assoluta in Italia nel 2025 rispetto al totale delle persone residenti con meno di 18 anni.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto il mondo della scuola e la comunit\u00e0 educante pi\u00f9 in generale possono fare molto per sostenere i minori che si trovano a vivere in situazioni di disagio senza nessuna colpa. Come abbiamo raccontato molte volte infatti, un basso livello di istruzione riduce le opportunit\u00e0 di accesso a lavori qualificati e meglio retribuiti, accentuando la vulnerabilit\u00e0 economica. Questo legame emerge con particolare forza nelle famiglie con minori a carico. Una dinamica confermata ancora una volta dai dati riguardanti il 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo articolo ci soffermeremo in particolare su due aspetti. Il primo riguarda gli effetti sui redditi familiari delle misure di sostegno entrate in vigore nel 2025, con un\u2019attenzione particolare su quelle rivolte alla natalit\u00e0 e alle famiglie con figli. Il secondo invece riguarda l\u2019analisi dei dati territoriali pi\u00f9 recenti sulla quota di famiglie monoreddito con bambini piccoli. Un indicatore che permette di individuare le aree del paese dove il rischio di fragilit\u00e0 economica per i nuclei con figli appare pi\u00f9 concentrato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che emerge dai dati \u00e8 che l\u2019effetto redistributivo delle novit\u00e0 normative \u00e8 positivo ma contenuto. Per quanto riguarda invece le famiglie in potenziale difficolt\u00e0 socio-economica, si confermano divari molto marcati tra i diversi territori.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I dati sulla povert\u00e0 assoluta nel 2025<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2025 le famiglie in povert\u00e0 assoluta erano poco pi\u00f9 di 2,1 milioni, l\u20198% dei nuclei residenti, per un totale di oltre 5,4 milioni di persone (9,3%). Valori statisticamente invariati rispetto all\u2019anno precedente. Tra questi nuclei, oltre 656mila hanno almeno un figlio minorenne, pari all\u201911,2% delle famiglie con minori. Anche quest\u2019anno il disagio economico cresce all\u2019aumentare della prole.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il disagio economico cresce con l\u2019aumentare del numero di figli.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le coppie, l\u2019incidenza passa dal 7,8% di quelle con un solo figlio minore al 10% di quelle con due, fino al 17,7% quando i figli sono almeno tre. Valori superiori alla media si registrano anche tra i nuclei monogenitoriali (11,6%) e soprattutto tra le famiglie di \u201caltra tipologia\u201d, in cui convivono pi\u00f9 nuclei o sono presenti membri aggregati (19,4%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro aspetto da rimarcare \u00e8 che i nuclei con figli non solo sono pi\u00f9 spesso poveri, ma lo sono anche in modo pi\u00f9 marcato. La spesa mensile delle famiglie con minori in povert\u00e0 assoluta infatti \u00e8 inferiore alla soglia di povert\u00e0 del 21,6%, contro il 18,5% registrato per l\u2019insieme delle famiglie povere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incide poi la condizione lavorativa dei genitori. Se la persona di riferimento \u00e8 operaio o assimilato, l\u2019incidenza tocca il 15,5%. Aumenta fino al 21,1% quando non \u00e8 occupata o \u00e8 in cerca di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pesano infine la situazione abitativa e la cittadinanza. Tra le famiglie con minori che vivono in affitto il 28,7% (quasi 3 su 10) \u00e8 in povert\u00e0 assoluta, contro il 6% di quelle proprietarie. Tra i nuclei con figli composti da soli italiani la quota si ferma al 7,8%. In quelli di soli stranieri \u00e8 quattro volte pi\u00f9 alta (31,4%).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli effetti redistributivi delle misure entrate in vigore nel 2025<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2025 \u00e8 stato un anno molto rilevante dal punto di vista normativo. Sono entrate in vigore infatti una serie di novit\u00e0 che hanno portato a una significativa riorganizzazione del sistema redistributivo attraverso le imposte e gli incentivi che ha inciso sui redditi delle famiglie, in particolare quelle meno abbienti. La maggior parte di queste innovazioni sono state introdotte con la legge di bilancio per il 2025. Sempre Istat ne ha analizzato gli effetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le principali novit\u00e0 si segnala la sostituzione dell\u2019esonero contributivo parziale per i lavoratori dipendenti con due nuove misure fiscali (un bonus per i redditi fino a 20mila euro, una detrazione per quelli tra 20 e 40mila euro). Per le lavoratrici madri, l\u2019esonero contributivo totale ha lasciato spazio a un bonus di 40 euro mensili. La platea delle beneficiarie risulta in parte diversa dalla precedente. Aggiornate inoltre le soglie Isee e gli importi dell\u2019Assegno di inclusione (Adi) e del Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl). A queste misure si aggiungono poi un contributo straordinario di 200 euro per le spese energetiche e l\u2019esclusione dei titoli di stato e risparmi postali fino a 50mila euro per famiglia dal calcolo dell\u2019Isee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un capitolo a parte riguarda le misure a sostegno della natalit\u00e0 e delle famiglie con figli. L\u2019Assegno unico e universale (Auu) \u00e8 stato adeguato al costo della vita (+0,8%). Il bonus asilo nido \u00e8 stato esteso eliminando il requisito di un figlio under 10 nel nucleo familiare. \u00c8 stato infine ripristinato il bonus di mille euro per i nuovi nati. Nel complesso, queste tre misure hanno generato un beneficio medio di circa 120 euro l\u2019anno per oltre 6 milioni di famiglie, il 22,6% dei residenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Oltre 6 milioni di famiglie hanno beneficiato di sostegni alla natalit\u00e0<br><\/strong><em>Effetti sul reddito delle famiglie beneficiarie dell\u2019assegno unico universale e misure di sostegno alla natalit\u00e0 per quinti di reddito disponibile familiare equivalente (2025)<\/em><\/p>\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"505\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/oltre-6-milioni-di-famiglie-hanno-beneficiato-di-sostegni-alla-natalita\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>Istat mette in fila tutte le famiglie dalla pi\u00f9 povera alla pi\u00f9 ricca, in base al reddito disponibile \u201cequivalente\u201d (cio\u00e8 corretto per il numero e l\u2019et\u00e0 dei componenti), e le divide in cinque gruppi di uguale numerosit\u00e0: il primo quinto \u00e8 il 20% con i redditi pi\u00f9 bassi, il quinto il 20% con i redditi pi\u00f9 alti. Il guadagno \u00e8 dato dalla differenza tra la somma dell\u2019Auu calcolato con importi e relative soglie vigenti nel 2025, il bonus nuovi nati e il bonus asili nido e la somma dell\u2019Auu ottenuto applicando ai redditi del 2025 importi e relative soglie vigenti nel 2024 e il bonus asili nido spettante con le regole in vigore nel 2024. Il guadagno medio \u00e8 calcolato sulle famiglie per le quali si stima una variazione positiva del reddito. Per i valori di ripartizione dei quinti e per i dettagli sugli scenari di policy utilizzati nelle simulazioni si rimanda alla nota metodologica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Istat<br>(ultimo aggiornamento: luned\u00ec 16 Marzo 2026)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il guadagno \u00e8 superiore alla media nel terzo e quarto quinto di reddito (rispettivamente 154 e 192 euro). Ci\u00f2 soprattutto per effetto della nuova esclusione dei risparmi dal calcolo Isee che riduce l\u2019indicatore per circa il 30% delle famiglie, in particolare in quelle fasce di reddito. Il beneficio di un assegno unico pi\u00f9 alto, tuttavia, si ferma al penultimo quinto. Le famiglie pi\u00f9 ricche infatti hanno un Isee medio di 76.500 euro, ben oltre la soglia dei 40mila euro sopra la quale si riceve solo l\u2019importo minimo dell\u2019Auu. Per cui la riduzione dell\u2019indicatore non \u00e8 sufficiente a produrre un beneficio aggiuntivo.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019effetto redistributivo delle misure entrate in vigore nel 2025 \u00e8 positivo ma contenuto.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerando l\u2019insieme di tutte le misure esaminate dall\u2019istituto di statistica, risulta che quasi il 70% delle famiglie residenti \u00e8 stato impattato da questa riorganizzazione. Si rileva un aumento medio di 243 euro l\u2019anno sul reddito disponibile. Il dato medio tuttavia nasconde due dinamiche opposte. Per oltre met\u00e0 delle famiglie il reddito disponibile migliora in media di 393 euro (+1%), con il guadagno pi\u00f9 consistente, sia in termini assoluti (+540 euro) sia in proporzione al reddito familiare (+3,3%), a vantaggio del quinto pi\u00f9 povero. Questo grazie soprattutto alle modifiche di Adi e Sfl. Per 4,8 milioni di nuclei (il 17,9% del totale), invece, le stesse misure comportano una perdita media di 184 euro l\u2019anno. Perdita concentrata per quasi due terzi nei due quinti di reddito pi\u00f9 elevati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le misure redistributive 2025 hanno generato in media 243 euro in pi\u00f9 per le famiglie italiane<br><\/strong><em>Effetti redistributivi di tutte le misure entrate in vigore nel 2025 per quinti di reddito disponibile familiare equivalente<\/em><\/p>\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"505\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/le-misure-redistributive-2025-hanno-generato-in-media-243-euro-in-piu-per-le-famiglie-italiane\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>Il guadagno\/perdita \u00e8 dato dalla differenza tra la somma di tutti i benefici considerati nello scenario base della simulazione (normativa 2025) e la somma di tutti i benefici considerati nello scenario di confronto (normativa 2024) a parit\u00e0 di tutte le altre condizioni. Il guadagno\/perdita \u00e8 calcolato sulle famiglie per le quali si stima una variazione positiva\/negativa del reddito. Per i valori di ripartizione dei quinti e per i dettagli sugli scenari di policy utilizzati nelle simulazioni si rimanda alla nota metodologica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Istat<br>(ultimo aggiornamento: luned\u00ec 16 Marzo 2026)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato complessivo \u00e8 un effetto redistributivo positivo ma contenuto. L\u2019indice di Gini, che misura la diseguaglianza dei redditi disponibili delle famiglie, scende di poco pi\u00f9 di due decimi di punto, dal 31,41% al 31,17%.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I bonus da soli non bastano, servono i servizi.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro delineato dall\u2019Istat mostra come le misure entrate in vigore nel 2025 abbiano prodotto un miglioramento, seppur modesto, nella distribuzione dei redditi. Tuttavia, l\u2019impianto complessivo continua a poggiare in larga parte su bonus, detrazioni e assegni, cio\u00e8 su strumenti che agiscono sulla capacit\u00e0 di spesa delle famiglie ma non sulla disponibilit\u00e0 effettiva dei servizi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le risorse trasferite ai nuclei in difficolt\u00e0 sono uno strumento necessario, ma da sole non bastano a ridurre le disuguaglianze in modo strutturale. Perch\u00e9 gli aiuti economici possano dispiegare pienamente i propri effetti, occorre affiancarli a un potenziamento dei servizi di assistenza ed educativi, a partire da quelli per i pi\u00f9 piccoli, garantendone una distribuzione pi\u00f9 omogenea sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La distribuzione delle famiglie a rischio povert\u00e0 nei territori<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per individuare con precisione le aree di maggiore fragilit\u00e0 e pianificare interventi mirati, \u00e8 indispensabile disporre di dati territoriali estremamente dettagliati. Infatti, i quadri generali forniti dalle medie nazionali e regionali tendono spesso a mascherare marcate disuguaglianze interne. Diventa quindi fondamentale poter contare su informazioni aggiornate a livello comunale o persino sub-comunale per le grandi citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto, lo studio dei dati sulle famiglie monoreddito con figli a carico costituisce un indicatore molto utile per individuare situazioni di potenziale vulnerabilit\u00e0. Al momento per\u00f2 queste informazioni, raccolte da Istat nell\u2019ambito delle sue statistiche sperimentali, sono disponibili solo per i comuni con pi\u00f9 di 5mila abitanti, con l\u2019ultimo aggiornamento risalente al 2022. Nonostante tali limiti temporali e territoriali rendano complessa una mappatura esaustiva, queste risorse restano fondamentali per approfondire l\u2019analisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerando i dati a disposizione e focalizzando l\u2019analisi esclusivamente sui comuni capoluogo, possiamo osservare che in media la percentuale di famiglie anagrafiche monoreddito con almeno un figlio di et\u00e0 inferiore ai 6 anni nel 2022 era pari al 16,3% rispetto al totale delle famiglie anagrafiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le percentuali pi\u00f9 alte sono riportate dai comuni pugliesi di Andria (29,7%) e Barletta (26,1%), seguite dalla toscana Prato (24%). Da segnalare anche i dati di Napoli (21,6%) e Palermo (21%). Casi particolarmente rilevanti visto che stiamo parlando rispettivamente del terzo e del quinto comune pi\u00f9 popoloso d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Andria e Barletta sono i capoluoghi con la pi\u00f9 alta quota di famiglie monoreddito con figli<\/strong><br><em>I 20 comuni capoluogo con la pi\u00f9 alta e la pi\u00f9 bassa quota di famiglie monoreddito con bambini di et\u00e0 inferiore a 6 anni (2022)<\/em><\/p>\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"400\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/andria-e-barletta-sono-i-capoluoghi-con-la-piu-alta-quota-di-famiglie-monoreddito-con-figli\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)<br>(ultimo aggiornamento: marted\u00ec 26 Maggio 2026)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda invece i capoluoghi con le percentuali pi\u00f9 basse, possiamo osservare che ai primi posti troviamo i comuni sardi di Cagliari (9,5%), Carbonia (9,9%) e Oristano (11,6%), seguiti da Savona (11,7%). \u00c8 interessante notare come sebbene in questo caso non siano presenti capoluoghi del sud continentale (e della Sicilia), troviamo invece diversi comuni della Sardegna. Oltre alle citt\u00e0 gi\u00e0 citate infatti rientrano tra i primi 20 capoluoghi anche Sassari (12,3%) e Nuoro (12,6%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altro elemento interessante da notare \u00e8 che rientrano in questa graduatoria alcuni dei maggiori comuni italiani. Tra questi possiamo citare Genova (11,9%), Venezia (12,6%), Bologna (13,1%), Milano (13,1%) e Torino (13,2%). Roma invece si attesta sul 15,2%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il report \u00e8 disponibile anche su conibambini.openpolis.it, con i <a href=\"https:\/\/www.openpolis.it\/le-famiglie-con-figli-sono-piu-in-difficolta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dati regione per regione<\/a>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i bambini e Openpolis nell\u2019ambito del Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalit\u00e0 di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un\u2019informazione basata sui dati. L\u2019obiettivo \u00e8 promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunit\u00e0 educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l\u2019elaborazione di analisi e approfondimenti originali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"featured_media":58189,"template":"","osservatorio_hashtag":[179],"osservatorio_regione":[],"class_list":["post-58187","osservatorio","type-osservatorio","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I numeri sui minorenni in povert\u00e0 assoluta sono a livelli record<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Se 20 anni fa erano gli anziani a essere pi\u00f9 esposti al rischio, oggi la situazione \u00e8 capovolta con il 12,5% dei minorenni in povert\u00e0 assoluta\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, 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