{"id":57918,"date":"2026-10-08T12:48:57","date_gmt":"2026-10-08T10:48:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conibambini.org\/?post_type=osservatorio&#038;p=57918"},"modified":"2026-10-08T12:48:59","modified_gmt":"2026-10-08T10:48:59","slug":"le-connessioni-tra-tecnologie-e-salute-mentale-tra-gli-adolescenti","status":"publish","type":"osservatorio","link":"https:\/\/www.conibambini.org\/en\/osservatorio\/le-connessioni-tra-tecnologie-e-salute-mentale-tra-gli-adolescenti\/","title":{"rendered":"Le connessioni tra tecnologie e salute mentale tra gli adolescenti"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Quasi un terzo dei nuovi pazienti psichiatrici ha meno di 35 anni.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il nesso tra tecnologie e salute mentale esiste, ma non \u00e8 diretto n\u00e9 uniforme.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Non \u00e8 solo quanto tempo si trascorre online, ma come e in quali condizioni.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>4 adolescenti su 5 usano i social network ogni giorno.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Nel 2025 si \u00e8 registrato un leggero miglioramento nell&#8217;indice di salute mentale tra gli adolescenti, ma rimane ancora sotto i livelli pre-pandemici.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 10 ottobre si celebra la giornata della salute mentale, un\u2019occasione per riflettere sul benessere psicologico, tema sempre pi\u00f9 centrale nel dibattito pubblico e nelle politiche sanitarie. Lo scorso aprile il ministero della salute ha pubblicato il Rapporto salute mentale, relativo ai dati del 2024, che offre un quadro degli interventi sanitari e socio-sanitari rivolti alle persone adulte con problemi psichiatrici e alle loro famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono state 845.516 le persone assistite dai servizi psichiatrici nel corso del 2024 (mancano i dati dell\u2019Abruzzo, mentre quelli del Molise sono incompleti). Di queste, 272.497 (circa 1 su 3) hanno avuto un primo contatto con i dipartimenti di salute mentale nel corso dell\u2019anno. I servizi psichiatrici sono le strutture che erogano direttamente l\u2019assistenza alle persone con disturbi mentali, mentre i dipartimenti di salute mentale sono le organizzazioni che coordinano e gestiscono l\u2019insieme di questi servizi a livello territoriale. \u00c8 importante specificare che l\u2019indagine considera esclusivamente gli utenti presi in carico dai servizi psichiatrici. Questo significa che restano escluse tutte quelle persone che, pur vivendo un disagio psicologico o psichico, non si rivolgono ai servizi specialistici e che in parte vengono seguite nella medicina di base o in ambito privato, e in parte rimangono fuori dal sistema sanitario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un dato rilevante che emerge dal rapporto del ministero \u00e8 che quasi il 28% dei nuovi pazienti ha tra i 18 e i 35 anni, ed \u00e8 soprattutto nella fascia dei giovanissimi (18-24 anni) che si registrano tassi particolarmente elevati rispetto alle altre classi di et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">94 per 10.000 abitanti il tasso di nuovi pazienti psichiatrici tra i 18 e i 24 anni, nel 2024.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi numeri contribuiscono ad alimentare un\u2019attenzione crescente sul benessere psicologico dei giovani, e in particolare degli adolescenti, sempre pi\u00f9 al centro del dibattito pubblico. Un dibattito che spesso si intreccia con un altro tema: il ruolo delle tecnologie digitali. Secondo un\u2019indagine condotta da Istat a fine 2023, quasi l\u201985% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni dispone di un profilo su un social network, percentuale che supera il 95% nella fascia 14-19 anni. All\u2019aumentare della diffusione delle tecnologie, sono cresciute anche le preoccupazioni sui possibili effetti sulla salute mentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel dibattito pubblico prevale spesso una lettura semplificata, che tende ad attribuire alle tecnologie un impatto univocamente negativo. Le evidenze scientifiche pi\u00f9 recenti per\u00f2 restituiscono un quadro pi\u00f9 articolato, fatto di risultati contrastanti, associazioni variabili e un ruolo decisivo dei fattori di contesto. Abbiamo quindi cercato di approfondire questi aspetti attraverso gli ultimi studi sull\u2019argomento per cercare di fare chiarezza sul tema.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie e salute mentale degli adolescenti: un nesso complesso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019evidenza empirica sugli effetti delle tecnologie digitali sui giovani \u00e8 eterogenea e dipendente dal contesto. Le ricerche mostrano che esiste un\u2019associazione con il benessere psicologico, ma la natura e l\u2019intensit\u00e0 di questa relazione variano in base a diversi fattori, come il tipo di attivit\u00e0 svolta online, le caratteristiche individuali, i contenuti incontrati, il design delle piattaforme e ci\u00f2 che l\u2019uso del digitale sostituisce nella vita quotidiana. Diversi report istituzionali, tra cui quello dell\u2019Oms, sottolineano che parlare genericamente del tempo trascorso su \u201cschermi\u201d o \u201csocial\u201d rischia di fornire un quadro parziale e fuorviante. Il punto non \u00e8 solo quanto tempo un adolescente passa online, ma come, perch\u00e9 e in quali condizioni lo fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>Mental health outcomes for young people related to social media and digital platform use are influenced by the characteristics of the user, the content they experience, and when, why and how much the technology is used<\/em>\u201d &#8211; World Health Organization. Regional Office for Europe \u2013 Addressing the digital determinants of youth mental health and well-being: policy brief (2025)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, esiste un ampio consenso sul fatto che bambini e adolescenti, data la particolare fase dello sviluppo che attraversano, siano particolarmente vulnerabili ai rischi associati agli ambienti digitali. Tra questi rientrano il cyberbullismo, l\u2019esposizione a contenuti violenti o inappropriati e la pressione verso modelli estetici o stili di vita irrealistici. Tuttavia, stabilire un nesso causale diretto tra uso delle tecnologie e peggioramento della salute mentale \u00e8 piuttosto complicato. La relazione infatti \u00e8 multidimensionale, complessa e spesso bidirezionale, nel senso che il disagio psicologico pu\u00f2 influenzare il modo in cui si usano le tecnologie, cos\u00ec come alcune modalit\u00e0 d\u2019uso possono contribuire ad aggravarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto ai rischi, la letteratura scientifica evidenzia anche diversi potenziali benefici. Secondo l\u2019Ocse, piattaforme, giochi online, e altri servizi digitali, oltre ad offrire opportunit\u00e0 di socializzazione, divertimento e svago, rappresentano anche un modo per ricevere supporto e facilitare l\u2019accesso alle informazioni. In particolare i social network consentono di mantenere relazioni, esprimere la propria identit\u00e0 e partecipare a comunit\u00e0 di interesse. Questi effetti positivi tendono ad emergere in presenza di un uso equilibrato degli strumenti digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, modalit\u00e0 di utilizzo eccessive, spesso definite come uso problematico di internet (Piu, dall\u2019inglese Problematic internet use) sono associate a problemi di salute mentale e fisici, quali depressione, ansia, dismorfismo, isolamento sociale, autolesionismo, bassa autostima, disturbi del sonno e ridotta attivit\u00e0 fisica. Con Piu non si intende semplicemente \u201cstare molto online\u201d, ma un uso disfunzionale e non controllabile dei dispositivi digitali. Due adolescenti possono trascorrere lo stesso numero di ore su internet, ma con effetti molto diversi: attivit\u00e0 orientate allo studio, alla socializzazione o a interessi personali hanno un impatto diverso rispetto a comportamenti come lo scrolling compulsivo o la trascuratezza di sonno, sport e relazioni.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa attivit\u00e0 online pu\u00f2 avere effetti diversi: positivi per alcuni adolescenti, negativi per altri.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va considerato anche il ruolo dei fattori individuali e ambientali che possono predisporre i giovani all\u2019uso disfunzionale delle tecnologie, ai problemi di salute mentale o a entrambi. Difficolt\u00e0 relazionali, contesti familiari conflittuali o scarso coinvolgimento in attivit\u00e0 offline possono aumentare la probabilit\u00e0 di un uso intensivo e problematico. In questi casi pu\u00f2 innescarsi una dinamica circolare: il digitale viene utilizzato per compensare stati emotivi negativi, ma l\u2019effetto \u00e8 spesso temporaneo e tende ad alimentare un uso sempre pi\u00f9 compulsivo, con un conseguente peggioramento del benessere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo quadro evidenzia la necessit\u00e0 di superare letture semplicistiche. L\u2019impatto delle tecnologie sulla salute mentale degli adolescenti dipende da un insieme di fattori interconnessi e richiede un\u2019analisi articolata. Approcci generalisti rischiano di tradursi in politiche poco efficaci, incapaci sia di ridurre i rischi reali sia di valorizzare le opportunit\u00e0 offerte dagli strumenti digitali. Per contribuire a una lettura pi\u00f9 fondata, abbiamo guardato ai dati disponibili sulla situazione italiana: quanti sono gli adolescenti, come usano il digitale e cosa emerge sul loro benessere psicologico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La situazione in Italia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019adolescenza rappresenta una fase di transizione tra infanzia ed et\u00e0 adulta e, proprio per questo, non \u00e8 facilmente delimitabile da confini anagrafici rigidi. Se si considera una fascia d\u2019et\u00e0 ampia compresa tra gli 11 e i 19 anni, nel 2025 in Italia si contano circa 5,1 milioni di adolescenti, pari approssimativamente all\u20198,7% della popolazione residente.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">8,67% dei residenti in Italia ha tra gli 11 e i 19 anni.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distribuzione sul territorio non \u00e8 omogenea. La Campania \u00e8 la regione con la quota pi\u00f9 elevata di adolescenti in rapporto alla popolazione (9,5%), seguita da Trentino-Alto Adige (9,4%) e Sicilia (9%). All\u2019estremo opposto si collocano Liguria, Molise e Sardegna, dove i ragazzi tra gli 11 e i 19 anni rappresentano circa il 7,6% dei residenti. A livello locale, Crotone \u00e8 il capoluogo di provincia con la maggiore incidenza di adolescenti (9,7%), seguita da Andria, Napoli, Prato e Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Crotone \u00e8 il capoluogo di provincia con la maggiore incidenza di adolescenti<\/strong><br><em>Percentuale di residenti tra gli 11 e i 19 anni nei comuni italiani (2025)<\/em><\/p>\n\n\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"505\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/crotone-e-il-capoluogo-di-provincia-con-la-maggiore-incidenza-di-adolescenti\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>I dati sulla popolazione residente si riferiscono al 1\u00b0 gennaio 2025.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Istat<br>(consultati: gioved\u00ec 23 Aprile 2026)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per analizzare come gli adolescenti utilizzino le tecnologie digitali, si pu\u00f2 fare riferimento ai dati della sorveglianza Hbsc (dall\u2019inglese Health behaviour in school-aged children \u2013 Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di et\u00e0 scolare), uno studio internazionale coordinato dall\u2019Oms Europa e condotto in Italia con cadenza quadriennale. L\u2019ultima rilevazione riguarda dati del 2022 che, in attesa di quelli per il 2026, ci permettono di avere un quadro dettagliato sui comportamenti digitali dei ragazzi di 11, 13, 15 e 17 anni nelle diverse regioni italiane, con particolare attenzione all\u2019uso di social media e videogiochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati mostrano una diffusione piuttosto ampia: circa 4 adolescenti su 5 utilizzano i social network ogni giorno, mentre 1 su 4 gioca quotidianamente ai videogiochi. Accanto alla diffusione, si osserva anche una quota di utilizzo problematico. Circa 1 adolescente su 10 \u00e8 a rischio di uso problematico dei social network, con un\u2019incidenza maggiore tra le ragazze e livelli particolarmente elevati nella fascia delle 13enni. Al contrario, il rischio legato ai videogiochi riguarda soprattutto i maschi, con oltre 1 su 5 classificato a rischio, in particolare nelle fasce pi\u00f9 giovani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre alle differenze di genere ed et\u00e0, emergono disuguaglianze socio-economiche e territoriali. Sul fronte socio-economico, il rischio tende a essere leggermente pi\u00f9 elevato tra i ragazzi e le ragazze provenienti da contesti svantaggiati, anche se il fenomeno risulta abbastanza trasversale alle diverse fasce socio-economiche. Le differenze territoriali sono invece pi\u00f9 marcate. La Campania registra la quota pi\u00f9 alta di adolescenti a rischio di uso problematico sia dei social network (16,4%) che dei videogiochi (19,3%), mentre la Valle d\u2019Aosta si colloca all\u2019estremo opposto, con i valori pi\u00f9 contenuti in entrambe le dimensioni (rispettivamente 9,5% e 15%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nelle regioni del sud Italia si registra un uso pi\u00f9 problematico dei social media tra i minori<br><\/strong>Percentuale di adolescenti tra gli 11 e i 17 anni che fanno uso problematico dei social media (2022)<\/p>\n\n\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"505\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/nelle-regioni-del-sud-italia-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-media-tra-i-minori\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script> \n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>L\u2019uso problematico dei social media \u00e8 definito come presenza di almeno 6 dei 9 criteri indicati nella social media disorder scale: ansia di accedere ai social, volont\u00e0 di passare sempre pi\u00f9 tempo online, sintomi di astinenza quando offline, fallimento nel controllo del tempo, trascurare altre attivit\u00e0, liti con genitori a causa dell\u2019uso, problemi con gli altri, mentire ai genitori, usare i social per scappare da sentimenti negativi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>I dati sono tratti dall\u2019indagine sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di et\u00e0 scolare, effettuata dall\u2019Iss nell\u2019ambito dello studio internazionale Hbsc promosso dall\u2019Oms (in inglese health behaviour in school-aged children).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Hbsc e Iss<br>(consultati: marted\u00ec 28 Aprile 2026)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati sull\u2019utilizzo delle tecnologie digitali restituiscono un quadro utile sui comportamenti, ma da soli non bastano a valutare l\u2019impatto sul benessere dei giovani. Per farlo occorre guardare anche agli indicatori di salute mentale. Una misura di sintesi \u00e8 offerta dall\u2019indice di salute mentale elaborato dall\u2019Istat nell\u2019ambito del Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes), che combina quattro dimensioni (ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico) in un unico valore compreso tra 0 e 100, dove valori pi\u00f9 alti indicano condizioni psicologiche migliori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019indice di salute mentale tra gli adolescenti continua a rimanere sotto i livelli pre-Covid<br><\/strong><em>Indice di salute mentale per fascia d\u2019et\u00e0 (2016-2025)<\/em><\/p>\n\n\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"505\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti-continua-a-rimanere-sotto-i-livelli-pre-covid\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>L\u2019indice di salute mentale \u00e8 una misura di disagio psicologico (psychological distress) ottenuta dalla sintesi dei punteggi totalizzati da ciascun individuo di 14 anni e pi\u00f9 a 5 quesiti estratti dal questionario Sf36 (36-Item Short Form Survey). I quesiti fanno riferimento alle quattro dimensioni principali della salute mentale (ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico). L\u2019indice varia tra 0 e 100, con migliori condizioni di benessere psicologico al crescere del valore dell\u2019indice.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Istat (Bes)<br>(pubblicati: gioved\u00ec 9 Aprile 2026)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati mostrano che la fascia d\u2019et\u00e0 pi\u00f9 giovane, quella tra i 14 e i 19 anni, \u00e8 anche quella che ha subito il deterioramento pi\u00f9 marcato nel periodo post-pandemico. Tra il 2020 e il 2021 l\u2019indice \u00e8 sceso da 73,9 a 70,3, un calo di oltre 3 punti in un solo anno, pi\u00f9 accentuato rispetto a quanto registrato nelle altre fasce d\u2019et\u00e0. Negli anni successivi l\u2019andamento \u00e8 rimasto oscillante: un parziale recupero nel 2022, seguito da un nuovo peggioramento nel 2023, quando l\u2019indice si \u00e8 attestato a 71. Nel 2024 si \u00e8 risaliti a 71,8 e nel 2025 a 72, un segnale positivo, ma che non ha ancora riportato i valori ai livelli precedenti alla pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo quadro suggerisce che, nonostante il miglioramento degli ultimi due anni, il benessere psicologico degli adolescenti italiani rimane su livelli pi\u00f9 fragili rispetto al periodo pre-Covid. Una fragilit\u00e0 che si inserisce in un contesto di uso digitale intenso e in parte problematico, e che richiede un\u2019osservazione portata avanti nel tempo prima di poter trarre conclusioni solide sul nesso tra i due fenomeni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il report \u00e8 disponibile anche su conibambini.openpolis.it, con i <a href=\"https:\/\/www.openpolis.it\/le-connessioni-tra-tecnologie-e-salute-mentale-tra-gli-adolescenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dati regione per regione<\/a>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i bambini e Openpolis nell\u2019ambito del Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalit\u00e0 di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un\u2019informazione basata sui dati. L\u2019obiettivo \u00e8 promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunit\u00e0 educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l\u2019elaborazione di analisi e approfondimenti originali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"featured_media":57919,"template":"","osservatorio_hashtag":[179,178],"osservatorio_regione":[],"class_list":["post-57918","osservatorio","type-osservatorio","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Le connessioni tra tecnologie e salute mentale tra gli adolescenti<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Secondo gli ultimi dati un terzo dei nuovi pazienti psichiatrici ha meno di 35 anni, mentre il dibattito pubblico sul rapporto tra tecnologie e salute mentale dei giovani oscilla spesso tra allarmismo e 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