{"id":57602,"date":"2026-09-08T12:36:00","date_gmt":"2026-09-08T10:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conibambini.org\/?post_type=osservatorio&#038;p=57602"},"modified":"2026-09-08T12:36:03","modified_gmt":"2026-09-08T10:36:03","slug":"intelligenza-artificiale-e-poverta-educativa-una-sfida-urgente","status":"publish","type":"osservatorio","link":"https:\/\/www.conibambini.org\/en\/osservatorio\/intelligenza-artificiale-e-poverta-educativa-una-sfida-urgente\/","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale e povert\u00e0 educativa, una sfida urgente"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>In Europa il 66,4% degli adolescenti fa gi\u00e0 uso di strumenti di intelligenza artificiale generativa. L&#8217;Italia \u00e8 agli ultimi posti (51,9%), ma il fenomeno \u00e8 destinato a estendersi.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tra coloro che utilizzano l&#8217;Ia, oltre la met\u00e0 lo fa per scopi scolastici. In Italia il 41%.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tra i giovani italiani che non utilizzano l&#8217;Ia, l&#8217;8,6% dichiara di non sapere come fare.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>L&#8217;Italia si sta dotando di un sistema normativo ma sar\u00e0 fondamentale il ruolo svolto da tutta la comunit\u00e0 educante.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il 40,7% degli edifici scolastici italiani \u00e8 dotato di aule di informatica. Il dato decresce man mano che ci si allontana dai grandi centri.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intelligenza artificiale (Ia) sta trasformando radicalmente la societ\u00e0 e il mercato del lavoro richiedendo nuove competenze digitali essenziali per il futuro. A livello globale, l\u2019uso dell\u2019Ia tra i minori \u00e8 gi\u00e0 diventato un fenomeno di massa. Le indagini, sia del contesto internazionale che di quello europeo e nazionale, sono concordi nell\u2019indicare quanto l\u2019uso di strumenti di Ia generativa tra gli studenti per i compiti scolastici e per le attivit\u00e0 quotidiane sia crescente.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Serve costruire una cultura diffusa sull\u2019uso consapevole dell\u2019Ia in ambito educativo.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da un lato appaiono evidenti le potenzialit\u00e0 di questi strumenti come supporto all\u2019apprendimento di ragazze e ragazzi. Dall\u2019altro non vanno sottovalutati i rischi di un uso non appropriato. Questo infatti pu\u00f2 esporre a cessione inconsapevole di dati personali, manipolazioni, bias discriminatori e assimilazione di informazioni false. Ci\u00f2 pu\u00f2 compromettere il reale sviluppo cognitivo e le capacit\u00e0 di pensiero critico dello studente. Si tratta di aspetti di cui raramente si parla in un dibattito fortemente polarizzato tra approcci entusiastici e altri puramente luddisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro, l\u2019apporto delle politiche pubbliche non pu\u00f2 limitarsi alla regolazione, aspetto comunque fondamentale. L\u2019obiettivo deve essere quello di trasformare le persone, a partire dai minori, da semplici \u201cutenti\u201d passivi a cittadini attivi e consapevoli nell\u2019utilizzo dell\u2019Ia. \u00c8 fondamentale infatti essere capaci di riconoscere i rischi legati alla privacy, alla disinformazione e alle \u201callucinazioni\u201d (errori) dei sistemi. Evitando che l\u2019Ia si riduca a un fattore di appiattimento di competenze gi\u00e0 fragili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, in questo quadro in costante evoluzione, \u00e8 difficile tanto per il legislatore, quanto per educatori e istituzioni educative stare al passo.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019accesso consapevole all\u2019Ia riguarda anche la lotta alla povert\u00e0 educativa<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo disallineamento rischia di trasformare l\u2019Ia in un formidabile moltiplicatore delle disuguaglianze, creando un nuovo \u201cdivario digitale\u201d qualora le tecnologie \u2013 e soprattutto gli strumenti per padroneggiarle \u2013 non siano accessibili in modo equo. L\u2019osservatorio sulla povert\u00e0 educativa, curato da quasi un decennio da Openpolis e Con i bambini, fin dalla fondazione ha prestato la massima attenzione a questi aspetti. Nel pieno dell\u2019emergenza Covid, nel luglio 2020, il rapporto Disuguaglianze digitali prov\u00f2 a offrire un quadro delle disparit\u00e0 di accesso alla didattica a distanza. Disparit\u00e0 strutturalmente legate alla condizione sociale (case sovraffollate e computer in condivisione), alle possibilit\u00e0 tecnologiche (mancanza di rete veloce, specie nelle aree interne), nonch\u00e9 alle competenze nell\u2019uso degli strumenti.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le disuguaglianze digitali sono un ulteriore forma della povert\u00e0 educativa.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella fase straordinaria rese evidente come il divario digitale non fosse altro che una ulteriore declinazione delle disparit\u00e0 alla base della povert\u00e0 educativa. E come il gap digitale si aggiunga, rafforzandoli, ai fattori di disuguaglianza gi\u00e0 esistenti: dalla condizione sociale al luogo di residenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche in questo contesto quindi, l\u2019impatto dell\u2019Ia sui minori non \u00e8 solo una questione tecnologica, ma un tema centrale di povert\u00e0 educativa. Con potenzialit\u00e0 e criticit\u00e0 da affrontare e mettere a fuoco nel dibattito pubblico e nel lavoro degli operatori sul campo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Unione europea, con l\u2019AI Act del 2024, ha classificato come \u201cad alto rischio\u201d i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nell\u2019istruzione. Questo perch\u00e9 tali strumenti, se progettati e utilizzati in modo inadeguato, possono avere conseguenze negative sul percorso dei ragazzi. Possono incidere sull\u2019accesso o meno degli studenti a determinati percorsi formativi, valutare i risultati dell\u2019apprendimento e perpetuare discriminazioni storiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la recente legge nazionale sul settore, la 132\/2025, promuove un approccio antropocentrico e delega il governo a potenziare l\u2019alfabetizzazione all\u2019Ia e le discipline Steam nelle scuole. Proprio per rafforzare le competenze di studenti e formatori, introducendo anche limiti anagrafici per la tutela dei dati dei minori. Pi\u00f9 recentemente, il governo ha approvato in via definitiva un decreto legislativo che introduce ulteriori misure tra cui l\u2019inserimento dell\u2019Ia nell\u2019ambito dell\u2019educazione civica e la formazione stabile dei docenti, con uno stanziamento di 100 milioni di euro per contrastare i rischi legati all\u2019uso improprio di piattaforme e social. Com\u2019\u00e8 evidente quindi anche dal punto di vista normativo ci troviamo di fronte a un contesto in continua evoluzione. Una dinamica che riflette il tentativo delle istituzioni di accompagnare una trasformazione tecnologica destinata ad avere un impatto crescente anche sul mondo dell\u2019istruzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia le tutele normative, da sole, non sono sufficienti: serve un profondo lavoro di formazione e informazione all\u2019uso critico degli strumenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Partire dai dati per analizzare la relazione tra minori e Ia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce di questo scenario, l\u2019Osservatorio sulla povert\u00e0 educativa non pu\u00f2 esimersi dal trattare il rapporto tra minori e Ia. Monitorare l\u2019accesso a queste tecnologie \u00e8 oggi fondamentale per garantire il diritto allo studio, tutelare i minori e prevenire nuove forme di esclusione sociale e di discriminazioni derivanti sia dal mancato accesso che da un uso inconsapevole o sbagliato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo lavoro di formazione non \u00e8 dato a priori, ma deve essere costruito quotidianamente con chi lavora a contatto con bambini e ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vanno gettate le basi, dati alla mano, per una riflessione condivisa sul rapporto tra povert\u00e0 educativa e nuove tecnologie.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la pubblicazione di questo primo minidossier, Openpolis e l\u2019impresa sociale Con i Bambini vogliono gettare le basi analitiche per una riflessione fondamentale sul rapporto tra intelligenza artificiale e minori. Partire dai dati \u00e8 infatti una scelta di metodo indispensabile per mostrare, concretamente, come l\u2019accesso disomogeneo a queste tecnologie rischi di innestarsi sulle disuguaglianze educative e territoriali del nostro paese, amplificandole. Questo documento rappresenta tuttavia solo la prima tappa di un percorso che si svilupper\u00e0 per tutto il 2026. L\u2019obiettivo infatti non \u00e8 limitarsi all\u2019analisi del fenomeno ma fornire strumenti utili a chi lavora quotidianamente con i ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo, alla fotografia quantitativa scattata oggi far\u00e0 seguito, in autunno, la pubblicazione di un secondo documento dal taglio pi\u00f9 operativo: un vero e proprio toolkit rivolto all\u2019intera comunit\u00e0 educante. Si tratter\u00e0 di una bussola pensata per insegnanti, educatori, operatori del terzo settore e famiglie, volta a offrire un orientamento critico sulle potenzialit\u00e0 e sui rischi dell\u2019Ia. Infine, gli ultimi mesi dell\u2019anno saranno dedicati a raccogliere e valutare i riscontri ottenuti dalle scuole e dalla rete territoriale. Sar\u00e0 un importante momento di confronto, utile a mappare i bisogni emersi e a delineare le traiettorie che guideranno il futuro lavoro dell\u2019osservatorio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I divari nell\u2019uso e nella consapevolezza sull\u2019Ia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019elemento da cui partire nell\u2019analisi dei dati \u00e8 certamente quello di capire quanto l\u2019intelligenza artificiale generativa sia gi\u00e0 diffusa tra i pi\u00f9 giovani. In questo senso, Eurostat ha pubblicato alcune prime rilevazioni relative al 2025. Questi dati mostrano come l\u2019Ia sia gi\u00e0 entrata nelle abitudini quotidiane di una parte consistente degli adolescenti europei. Considerando la fascia di et\u00e0 compresa tra i 16 e i 19 anni, il 66,4% dei ragazzi e delle ragazze nell\u2019Ue ha dichiarato di aver utilizzato strumenti di Ia generativa nei tre mesi precedenti l\u2019indagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta tuttavia di una media che nasconde differenze molto rilevanti tra i paesi membri. In ben 19 stati infatti la quota di giovani fruitori supera la media. Le percentuali pi\u00f9 elevate si registrano in Estonia (89,3%), Grecia (85,1%) e Danimarca (83,1%). In questi paesi oltre quattro adolescenti su cinque hanno fatto ricorso a questi strumenti nel periodo considerato. All\u2019estremo opposto si collocano invece Romania (48,2%), Germania (51,5%) e Italia (51,9%). In questi paesi poco pi\u00f9 della met\u00e0 dei giovani dichiara di aver utilizzato applicazioni di intelligenza artificiale generativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Italia terzultima in Ue per diffusione dell\u2019Ia tra i giovani<\/strong><br><em>Percentuale di giovani europei che hanno fatto ricorso all\u2019Ia negli ultimi 3 mesi, per paese (2025)<\/em><\/p>\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"505\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/italia-terzultima-in-ue-per-diffusione-dellia-tra-i-giovani\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>Per intelligenza artificiale generativa si intendono sistemi in grado di creare nuovi contenuti \u2013 come testi, immagini, video, codice informatico o altri tipi di dati \u2013 a partire dalle informazioni e dagli schemi appresi durante il processo di addestramento. A differenza di altri sistemi di intelligenza artificiale utilizzati principalmente per classificare, prevedere o analizzare dati esistenti, gli strumenti di Ia generativa producono contenuti originali in risposta alle richieste degli utenti.<br>Non sono disponibili dati per l\u2019Irlanda mentre quelli della Croazia sono considerati di limitata affidabilit\u00e0.<br>La fascia d\u2019et\u00e0 considerata \u00e8 quella dei giovani di et\u00e0 compresa tra i 16 e i 19 anni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Eurostat<br>(ultimo aggiornamento: venerd\u00ec 5 Giugno 2026)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Colpisce in particolare il dato di Italia e Germania che, pur rappresentando due delle principali economie dell\u2019Unione europea, si collocano nelle ultime posizioni della graduatoria. \u00c8 necessario comunque interpretare questi risultati con cautela. Come abbiamo detto infatti il fenomeno \u00e8 in piena evoluzione e i dati sono destinati a crescere in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati riguardanti l\u2019utilizzo dell\u2019Ia sono ancora pochi e in costante evoluzione.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rapidit\u00e0 con cui si sviluppano e si diffondono gli strumenti di Ia rende infatti probabili cambiamenti significativi anche nel giro di pochi mesi. Per questo motivo sar\u00e0 fondamentale monitorare nel tempo l\u2019evoluzione del fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione non riguarda infatti soltanto se le differenze osservate oggi tra i paesi europei tenderanno a ridursi o ad ampliarsi, ma anche come una tecnologia sempre pi\u00f9 diffusa influenzer\u00e0 i percorsi educativi, le opportunit\u00e0 di apprendimento e pi\u00f9 in generale le condizioni di vita di bambini, adolescenti e delle comunit\u00e0 educanti che li accompagnano nella crescita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Potenzialit\u00e0 e rischi nell\u2019ambito educativo e nella vita di bambini e ragazzi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a misurare quanto l\u2019intelligenza artificiale generativa sia diffusa tra i pi\u00f9 giovani, \u00e8 importante anche comprendere per quali finalit\u00e0 venga utilizzata. Eurostat fornisce alcune prime evidenze anche in questo senso. Gli intervistati potevano indicare pi\u00f9 risposte, segnalando un utilizzo per scopi privati, professionali e scolastici (attivit\u00e0 legate allo studio, allo svolgimento di compiti, alla preparazione di elaborati o ad altri aspetti del percorso educativo).<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti giovani europei utilizzano l\u2019Ia per lo svolgimento di compiti e la preparazione di elaborati.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello europeo, la finalit\u00e0 pi\u00f9 frequente tra i ragazzi e le ragazze di et\u00e0 compresa tra i 16 e i 19 anni \u00e8 proprio quella scolastica. Tra i giovani che hanno dichiarato di aver usato l\u2019Ia generativa negli ultimi 3 mesi, il 50,5% ha dichiarato di averlo fatto per attivit\u00e0 connesse al proprio percorso di istruzione. Una quota leggermente inferiore (43,8%) ha invece fatto ricorso a questi strumenti per scopi privati. Molto pi\u00f9 contenuta la percentuale di chi li ha utilizzati per motivi professionali (9,1%). Quest\u2019ultimo dato non sorprende particolarmente. Nella fascia di et\u00e0 considerata infatti la maggior parte dei giovani \u00e8 ancora inserita in percorsi scolastici o formativi. Non ha ancora fatto quindi ingresso stabile nel mercato del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda gli usi privati, le quote pi\u00f9 elevate si registrano in Grecia (75,3%), Cipro (75,2%) e Lituania (65,6%). All\u2019estremo opposto si collocano invece Polonia (37,1%), Romania (36,2%) e Italia (24,2%). Anche osservando gli utilizzi scolastici emergono differenze significative tra i paesi europei. Le percentuali pi\u00f9 alte si rilevano in Estonia (75,5%), Malta (74,7%) e Portogallo (70,2%). Mentre quelle pi\u00f9 basse si registrano in Germania (20,9%), Romania (31,1%) e Finlandia (31,5%). L\u2019Italia si colloca al quartultimo posto.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">41,1% la quota di giovani italiani che ha fatto ricorso all\u2019Ia per scopi scolastici negli ultimi 3 mesi del 2025.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel complesso, i dati mostrano come il ricorso all\u2019intelligenza artificiale generativa tra gli adolescenti italiani risulti ancora meno diffuso rispetto a quanto osservato in gran parte dell\u2019Unione europea. Come gi\u00e0 detto, si tratta tuttavia di un fenomeno in rapida trasformazione e destinato con ogni probabilit\u00e0 a crescere nei prossimi anni. Questa tendenza deve essere analizzata con un approccio scientifico, senza facili entusiasmi ma allo stesso tempo senza allarmismi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il diritto a un uso consapevole<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro elemento importante da analizzare \u00e8 capire le motivazioni che spingono una parte non marginale degli adolescenti a non fare uso dell\u2019Ia. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante dal punto di vista delle politiche pubbliche per capire quali possono essere le eventuali criticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati Eurostat mostrano che, tra i giovani italiani di et\u00e0 compresa tra i 16 e i 19 anni che non hanno utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa nei tre mesi precedenti l\u2019indagine, la motivazione di gran lunga pi\u00f9 frequente \u00e8 la percezione di non averne bisogno. Lo dichiara il 74,6% dei non utilizzatori, una quota perfettamente in linea con la media dell\u2019Unione europea.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante capire anche le motivazioni di chi ha scelto di non usare l\u2019Ia.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto pi\u00f9 contenuta invece la percentuale di chi afferma di non aver mai utilizzato questi strumenti perch\u00e9 non ne conosceva l\u2019esistenza. In Italia si tratta del 3% dei giovani, un dato inferiore alla media europea (4,4%). Questo suggerisce che la scarsa diffusione dell\u2019intelligenza artificiale tra gli adolescenti italiani non sia riconducibile principalmente a un problema di mancata conoscenza. Allo stesso modo, appaiono relativamente marginali le motivazioni legate alla tutela della privacy o alla sicurezza dei dati. Solo il 2,7% dei giovani italiani indica questa ragione, a fronte di una media europea pari al 4,5%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Merita invece particolare attenzione un altro dato. L\u20198,6% dei giovani italiani che non utilizzano l\u2019intelligenza artificiale dichiara infatti di non sapere come usarla. Si tratta di una quota superiore alla media dell\u2019Unione europea (7,3%) e che richiama direttamente il tema delle competenze digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il 9% dei giovani che non usano l\u2019Ia non la usa perch\u00e9 non saprebbe come fare<br><\/strong><em>Le motivazioni per cui i giovani fra i 16 e i 19 anni non hanno utilizzato l\u2019Ia negli ultimi 3 mesi (2025)<\/em><\/p>\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"505\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/il-9-dei-giovani-che-non-usano-lia-non-la-usa-perche-non-saprebbe-come-fare\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>Il grafico mostra le motivazioni per cui i giovani di et\u00e0 compresa tra i 16 e i 19 anni non hanno fatto ricorso all\u2019intelligenza artificiale nei 3 mesi precedenti. Le percentuali riguardano solo i ragazzi e le ragazze che hanno dichiarato di non aver fatto ricorso a strumenti di intelligenza artificiale generativa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Eurostat<br>(ultimo aggiornamento: venerd\u00ec 17 Aprile 2026)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur trattandosi di una minoranza, questo dato evidenzia come una parte degli adolescenti possa incontrare difficolt\u00e0 nell\u2019avvicinarsi a strumenti che stanno rapidamente entrando nella vita quotidiana, nei percorsi di studio e, sempre pi\u00f9 spesso, nelle future esperienze lavorative. \u00c8 un elemento che rafforza la necessit\u00e0 di investire in percorsi educativi dedicati. Percorsi che devono essere capaci di fornire non soltanto competenze tecniche ma anche strumenti per comprendere il funzionamento e le implicazioni dell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In prospettiva, tuttavia, la questione centrale potrebbe non riguardare tanto il numero di ragazzi che non utilizzano questi strumenti. Con ogni probabilit\u00e0, infatti, tale quota \u00e8 destinata a ridursi progressivamente nei prossimi anni. La sfida principale sembra piuttosto essere quella di garantire che l\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale avvenga in modo consapevole. In questo senso, il tema non \u00e8 soltanto quanti giovani sfruttino l\u2019Ia, ma come la utilizzano, con quale grado di comprensione delle sue potenzialit\u00e0 e dei suoi limiti e con quali strumenti critici per valutarne risultati e conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo il ruolo della scuola, delle famiglie e pi\u00f9 in generale della comunit\u00e0 educante appare destinato a diventare sempre pi\u00f9 importante. L\u2019obiettivo non \u00e8 favorire o scoraggiare l\u2019utilizzo dell\u2019intelligenza artificiale, ma mettere tutti i giovani nelle condizioni di comprenderne il funzionamento e di utilizzarla in maniera responsabile, autonoma e informata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019importanza di regolare un fenomeno<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come accade per molte innovazioni tecnologiche, il punto centrale non \u00e8 tanto la diffusione dello strumento in s\u00e9, quanto la capacit\u00e0 di utilizzarlo in modo consapevole. Le applicazioni di intelligenza artificiale generativa possono infatti offrire opportunit\u00e0 importanti per l\u2019apprendimento, l\u2019accesso alle informazioni e lo sviluppo di nuove competenze. Allo stesso tempo pongono questioni rilevanti legate all\u2019affidabilit\u00e0 dei contenuti prodotti, alla tutela dei dati personali, ai possibili bias incorporati nei modelli e al rischio di un utilizzo passivo delle tecnologie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa prospettiva, assume particolare importanza il ruolo della scuola e delle politiche pubbliche. L\u2019Italia si \u00e8 gi\u00e0 dotata di un primo quadro normativo attraverso la legge 132 del 2025. Tale norma contiene disposizioni e deleghe al governo in materia di intelligenza artificiale. Tra queste, si introducono anche alcune limitazioni legate all\u2019et\u00e0 per l\u2019accesso ad alcuni strumenti di Ia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>L\u2019accesso alle tecnologie di intelligenza artificiale da parte dei minori di anni quattordici nonch\u00e9 il conseguente trattamento dei dati personali richiedono il consenso di chi esercita la responsabilit\u00e0 genitoriale [\u2026] Il minore di anni diciotto, che abbia compiuto quattordici anni, pu\u00f2 esprimere il proprio consenso per il trattamento dei dati personali connessi all\u2019utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, purch\u00e9 le informazioni e le comunicazioni di cui al comma 3 siano facilmente accessibili e comprensibili<\/em>\u201d. \u2013 Legge 132\/2025, art. 4 comma 4<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro normativo nazionale comunque continua a evolversi. Lo scorso giugno infatti il consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, uno schema di decreto legislativo \u2013 poi approvato con modifiche in via definitiva ad agosto \u2013 con l\u2019obiettivo di completare l\u2019allineamento dell\u2019ordinamento nazionale alle disposizioni dell\u2019Ai Act europeo. La norma interviene in diversi ambiti, tra cui:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>aggiornamento dei programmi scolastici del secondo ciclo, per integrare tecnologie avanzate e Ia generativa nei percorsi di studio;<\/li>\n\n\n\n<li>inserimento dell\u2019Ia nell\u2019educazione civica, con attenzione ai profili etici e alla cittadinanza digitale;<\/li>\n\n\n\n<li>rafforzamento delle competenze Steam (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) e dell\u2019orientamento scolastico, per accompagnare gli studenti verso scelte formative e professionali coerenti con le trasformazioni tecnologiche;<\/li>\n\n\n\n<li>formazione stabile dei docenti su funzionamento dei sistemi, rischi di errore e distorsione, tutela dei dati e uso responsabile dell\u2019Ia.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>Le norme costruiscono una cornice di garanzie affinch\u00e9 l\u2019innovazione tecnologica resti sempre al servizio della persona, della sua dignit\u00e0 e dei suoi diritti fondamentali. [\u2026] L\u2019intelligenza artificiale \u00e8 una risorsa solo se resta governata da una visione etica e umanistica, che coniughi innovazione, giustizia, sicurezza e bene comune<\/em>\u201d. \u2013 Comunicato stampa del Consiglio dei ministri (10 giugno 2026)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le norme rappresentano per\u00f2 soltanto un primo passo. Accanto alla regolazione \u00e8 necessario investire nella formazione di studenti, insegnanti e comunit\u00e0 educanti, affinch\u00e9 l\u2019intelligenza artificiale diventi un\u2019occasione per rafforzare le competenze digitali e il pensiero critico. L\u2019obiettivo non dovrebbe essere soltanto formare utenti in grado di utilizzare queste tecnologie ma cittadini consapevoli delle loro potenzialit\u00e0, dei loro limiti e delle implicazioni che comportano per la societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa possono fare scuola e comunit\u00e0 educanti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La diffusione dell\u2019Ia tra i pi\u00f9 giovani pone quindi una sfida che \u00e8 prima di tutto educativa. In questo percorso la scuola rappresenta il principale punto di riferimento, ma da sola non pu\u00f2 bastare. Attorno ad essa opera una comunit\u00e0 educante pi\u00f9 ampia, composta da famiglie, educatori, associazioni, realt\u00e0 sportive e culturali che contribuiscono alla crescita delle nuove generazioni.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ecosistema della comunit\u00e0 educante deve essere sostenuto.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante che tutte queste componenti rivestano un ruolo attivo in tale ambito. Promuovere un uso consapevole di queste tecnologie significa infatti investire non solo nelle competenze digitali, ma anche nel rafforzamento dei contesti educativi e delle opportunit\u00e0 di apprendimento. Sia per i giovani che per insegnanti ed educatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur essendo un tema in costante evoluzione, o forse proprio per questo, di fronte alla crescente diffusione dell\u2019Ia tra studenti e insegnanti, molti paesi europei stanno cercando di definire strategie e regole per accompagnarne l\u2019introduzione nelle scuole. Secondo un rapporto pubblicato da European Schoolnet (rete di ministeri dell\u2019istruzione europei che ha l\u2019obiettivo di innovare l\u2019insegnamento e promuovere la collaborazione tra scuole) a fine 2025, nel giro di pochi anni l\u2019Ia \u00e8 passata dall\u2019essere un tema marginale a una delle principali priorit\u00e0 delle politiche educative europee. Nessuno dei 23 sistemi scolastici analizzati considera oggi la questione secondaria e oltre la met\u00e0 la colloca tra le aree di intervento pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo principale non \u00e8 soltanto introdurre nuove tecnologie nelle classi, ma utilizzarle per migliorare l\u2019insegnamento e l\u2019apprendimento, preparare gli studenti alle competenze richieste dalla societ\u00e0 digitale e supportare il lavoro degli insegnanti. In molti paesi l\u2019attenzione si concentra anche sul potenziale dell\u2019Ia per favorire inclusione e accessibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>The integration of AI in education contexts does not come challenge-free. Education systems must deal with a number of concerns and questions when considering the introduction of such technology in school environments. [\u2026] one of the most pressing concerns reported by respondents relates to data privacy and protection of the rights of all school actors, in particular, minors<\/em>\u201d. \u2013 Artificial Intelligence in School Education. European Schoolnet (11\/12\/2025)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa crescente attenzione si \u00e8 tradotta nell\u2019adozione di strategie nazionali, linee guida e politiche dedicate. La maggior parte dei sistemi educativi europei dispone gi\u00e0 di documenti ufficiali che affrontano temi come l\u2019uso etico dell\u2019intelligenza artificiale, la tutela dei dati personali, la formazione dei docenti e l\u2019impiego degli strumenti di Ia nelle attivit\u00e0 didattiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019Italia si \u00e8 mossa in questa direzione. Oltre alle norme gi\u00e0 citate, nell\u2019agosto dello scorso anno il ministero dell\u2019istruzione e del merito ha pubblicato le linee guida per l\u2019introduzione dell\u2019intelligenza artificiale nelle istituzioni educative. Il nostro paese figura inoltre tra quelli che hanno gi\u00e0 avviato una valutazione degli effetti della nuova normativa europea sul sistema scolastico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019Italia \u00e8 tra i paesi ad aver gi\u00e0 emanato atti formali in tema di educazione e Ia<br><\/strong><em>Gli stati europei che hanno gi\u00e0 adottato strategie nazionali, politiche pubbliche e\/o linee guida sull\u2019Intelligenza artificiale nell\u2019educazione<\/em><\/p>\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"400\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/litalia-e-tra-i-paesi-ad-aver-gia-emanato-atti-formali-in-tema-di-educazione-e-ia\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>La mappa mostra come gli stati stanno affrontando il tema dell\u2019introduzione dell\u2019intelligenza artificiale generativa nei propri sistemi educativi. L\u2019indagine \u00e8 stata condotta su 23 paesi inclusi alcuni extra-Ue (come Norvegia e Turchia). Allo stesso tempo mancano informazioni circa alcuni paesi Ue rilevanti (come Germania e Polonia). Nel caso del Belgio, solo la parte fiamminga si \u00e8 gi\u00e0 dotata di documenti formali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati European Schoolnet<br>(pubblicati: gioved\u00ec 11 Dicembre 2025)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro aspetto che accomuna molti paesi riguarda la scelta di non adottare un approccio esclusivamente restrittivo. L\u2019orientamento prevalente \u00e8 infatti quello di promuovere un utilizzo responsabile dell\u2019intelligenza artificiale attraverso regole, formazione e sviluppo delle competenze. Parallelamente, quasi tutti i sistemi educativi stanno introducendo percorsi di alfabetizzazione all\u2019Ia all\u2019interno dei curricula scolastici, generalmente integrandoli nelle discipline gi\u00e0 esistenti. In questo quadro, l\u2019Italia presenta una particolarit\u00e0. Insieme alla Finlandia infatti \u00e8 tra i pochi paesi a prevedere un primo avvicinamento a questi temi gi\u00e0 a partire dalla scuola dell\u2019infanzia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il report conferma infine come il rafforzamento delle competenze degli insegnanti rappresenti la priorit\u00e0 pi\u00f9 citata dalle amministrazioni scolastiche. Un\u2019indicazione che conferma come il dibattito sull\u2019intelligenza artificiale nella scuola sia, prima ancora che tecnologico, una questione educativa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La disponibilit\u00e0 di aule di informatica nei territori<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ribadita ancora una volta l\u2019importanza del coinvolgimento di tutta la comunit\u00e0 educante, non c\u2019\u00e8 dubbio che in tutto questo processo le istituzioni scolastiche ricoprano un ruolo centrale. Non solo nel trasmettere agli studenti le abilit\u00e0 digitali indispensabili per una cittadinanza attiva, ma anche nel fungere da garante per l\u2019equit\u00e0 nell\u2019accesso alla rete e alle innovazioni tecnologiche. In quest\u2019ottica, \u00e8 importante monitorare la diffusione e l\u2019effettiva disponibilit\u00e0 di laboratori informatici nelle diverse aree del paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie ai dati messi a disposizione dal ministero dell\u2019istruzione e relativi all\u2019anno scolastico 2024\/25 sappiamo che in Italia gli edifici scolastici statali censiti sono in totale 39.351. Di questi 15.998 sono dotati di aule informatiche. Analizzando la situazione su base regionale, la Valle d\u2019Aosta si distingue per la percentuale pi\u00f9 elevata di strutture attrezzate. In questo caso si tratta di numeri assoluti molto ridotti (86 scuole attrezzate su 139 complessive). Seguono con buone coperture la Liguria (59,1%), il Piemonte (53,6%) e le Marche (51,4%). Al contrario, le percentuali pi\u00f9 contenute si registrano in Abruzzo (27,8%), Calabria (27,2%) e Lazio, dove solo il 25,4% degli edifici dispone di tali spazi dedicati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per il 60% degli edifici scolastici non \u00e8 dichiarata la presenza di aule informatiche<\/strong><br><em>Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche per regione (a.s. 2024\/25)<\/em><\/p>\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"505\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>Questi dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell\u2019istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Informazioni non disponibili per il Trentino Alto Adige.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Mim<br>(ultimo aggiornamento: mercoled\u00ec 6 Agosto 2025)<\/em><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">40,7% gli edifici scolastici statali dotati di aule informatiche nell\u2019a. s. 2024\/25.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Analizzando i comuni capoluogo, dove solitamente si concentra la maggior parte delle strutture, emergono differenze significative tra le diverse citt\u00e0. Pavia (91,4%), Modena (87,7%) e Aosta (82,1%) guidano la classifica con le percentuali pi\u00f9 elevate, risultando gli unici centri a superare la soglia dell\u201980%. All\u2019estremo opposto, i valori pi\u00f9 contenuti si rilevano a Catanzaro (5,4%), Cosenza (6,6%) e Latina (8,6%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro elemento da evidenziare riguarda il fatto che la quota di edifici scolastici dotati di aule di informatica tende a diminuire man mano che ci si allontana dai centri principali in direzione di quelli pi\u00f9 periferici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le aree interne sono i territori del paese pi\u00f9 distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilit\u00e0). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti. Vai a \u201cChe cosa sono le aree interne\u201d<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle scuole delle aree interne la presenza di aule informatiche \u00e8 pi\u00f9 rara.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre nei comuni polo la quota supera il 44%, in quelli di cintura \u2014 che costituiscono l\u2019hinterland dei centri principali \u2014 il valore scende gi\u00e0 al di sotto della media nazionale, attestandosi al 40,1%. Questa tendenza al ribasso prosegue man mano che ci si allontana dalle aree pi\u00f9 centrali. La percentuale cala progressivamente nei comuni intermedi (37,8%), in quelli periferici (37%) e tocca il minimo negli ultraperiferici (33,8%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Aule d\u2019informatica a scuola, permangono i divari tra citt\u00e0 e comuni pi\u00f9 periferici<br><\/strong><em>Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche comune per comune (a.s. 2024\/25)<\/em><\/p>\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"505\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/aule-dinformatica-a-scuola-permangono-i-divari-tra-citta-e-comuni-piu-periferici\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Mim<br>(ultimo aggiornamento: mercoled\u00ec 6 Agosto 2025)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene tale distribuzione sia una diretta conseguenza della maggiore concentrazione della domanda nei grandi centri, appare fondamentale promuovere interventi mirati anche nelle aree interne. Al fine di contrastare criticit\u00e0 strutturali come lo spopolamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il report \u00e8 disponibile anche su <a href=\"https:\/\/www.openpolis.it\/intelligenza-artificiale-una-sfida-educativa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">conibambini.openpolis.it<\/a>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i bambini e Openpolis nell\u2019ambito del Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalit\u00e0 di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un\u2019informazione basata sui dati. L\u2019obiettivo \u00e8 promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunit\u00e0 educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l\u2019elaborazione di analisi e approfondimenti originali.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":57603,"template":"","osservatorio_hashtag":[178,177,201],"osservatorio_regione":[],"class_list":["post-57602","osservatorio","type-osservatorio","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Intelligenza artificiale e povert\u00e0 educativa, una sfida urgente<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L\u2019uso dell\u2019Ia \u00e8 sempre pi\u00f9 esteso, in Italia come nel mondo. 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