{"id":53566,"date":"2025-09-30T14:41:27","date_gmt":"2025-09-30T12:41:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conibambini.org\/?post_type=osservatorio&#038;p=53566"},"modified":"2025-09-30T14:41:29","modified_gmt":"2025-09-30T12:41:29","slug":"lo-squilibrio-demografico-mina-il-rapporto-tra-generazioni","status":"publish","type":"osservatorio","link":"https:\/\/www.conibambini.org\/en\/osservatorio\/lo-squilibrio-demografico-mina-il-rapporto-tra-generazioni\/","title":{"rendered":"Lo squilibrio demografico mina il rapporto tra generazioni"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>7% i residenti in Italia con oltre 80 anni di et\u00e0. Erano il 4,2% nel 2005.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il rapporto tra generazioni sta diventando e si prevede diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 squilibrato, con un possibile impatto su politiche pubbliche e condizione minorile.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>In Italia vivono 2 persone con almeno 65 anni per ciascun minore di 14 anni. Nel 2045 il rapporto potrebbe salire a 3 a 1.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Andria e Crotone sono i capoluoghi con l&#8217;indice di vecchiaia pi\u00f9 basso. Livelli pi\u00f9 elevati in 3 citt\u00e0 sarde: Carbonia, Cagliari e Oristano.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lo squilibrio demografico assume rilevanza alla luce dei minori in povert\u00e0 assoluta, cresciuti in numero dopo la crisi del 2008.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Venti anni fa, nel 2005, una legge dello stato ha istituito il 2 ottobre come festa nazionale dei nonni. Una giornata introdotta per celebrare il ruolo svolto dagli anziani all\u2019interno delle famiglie e della societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In effetti, il ruolo delle persone anziane e dei nonni \u00e8 diventato spesso cruciale in termini di contributo alla conciliazione della vita familiare. Questi infatti spesso suppliscono a carenze di lungo periodo del nostro welfare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero oggi, in un contesto dove stanno radicalmente cambiando gli equilibri tra generazioni, sia in termini demografici che economici. Abbiamo approfondito l\u2019impatto della transizione demografica nel rapporto tra bambini e anziani, anche a livello territoriale. Il rischio da scongiurare \u00e8 che in un paese con sempre meno minori, anche la loro condizione perda priorit\u00e0 nel dibattito pubblico e nelle politiche nazionali e locali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo squilibrio demografico crescente inoltre solleva anche interrogativi sulla tenuta del sistema previdenziale, la cui sostenibilit\u00e0 nel lungo periodo rischia di essere compromessa, con conseguenze che riguardano l\u2019intera societ\u00e0, se non verranno posti in essere interventi mirati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La transizione demografica e lo squilibrio generazionale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto a 20 anni fa, la societ\u00e0 \u00e8 molto cambiata. \u00c8 aumentata la consistenza demografica degli anziani sul totale della popolazione. Nel 2005 infatti in Italia vivevano 2,4 milioni di persone con pi\u00f9 di ottant\u2019anni di et\u00e0, mentre oggi sono 4,1 milioni, grosso modo a parit\u00e0 di popolazione.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">7% i residenti in Italia con oltre 80 anni di et\u00e0 nel 2025. Erano il 4,2% nel 2005.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proiettando il dato nei prossimi vent\u2019anni, in uno scenario di previsione mediano la quota di over 80 potrebbe superare il 10% nel 2045.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta dell\u2019esito principalmente di due fenomeni. Il primo \u00e8 il positivo allungamento delle prospettive di vita. Nel 2005 infatti la speranza di vita di una persona giunta ai 65 anni d\u2019et\u00e0 era inferiore a 20 anni (19,3 anni di media), mentre il dato stimato per il 2024 indica una media di 21,2 anni. Il secondo fattore ha invece a che fare con il declino nel numero di nascite che abbiamo gi\u00e0 avuto modo di raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza \u00e8 che il rapporto tra generazioni sta diventando e si prevede diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 squilibrato. Nel 2005 vivevano in Italia circa 10 milioni di minori, pari al 17% della popolazione; tra questi 8,2 milioni di infra-quattordicenni. Le generazioni sopra i 65 anni rappresentavano circa un quinto della popolazione (19,5%), ovvero 11,3 milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel 2045 oltre un terzo della popolazione potrebbe superare i 65 anni<br><\/strong><em>Composizione percentuale della popolazione in Italia nel 2005, 2025 e 2045<\/em><\/p>\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"400\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/nel-2045-oltre-un-terzo-della-popolazione-potrebbe-superare-i-65-anni\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>I dati si riferiscono al 1\u00b0 gennaio di ogni anno. Quelli relativi al 2025 sono ancora provvisori perch\u00e9 stimati. Per quanto riguarda quelli al 2045 invece si tratta di una stima basata su uno scenario di previsione mediano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Istat<br>(consultati: venerd\u00ec 27 Giugno 2025)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Venti anni dopo, i dati ancora provvisori per il 2025 indicano in 14,5 milioni la popolazione ultra-sessantacinquenne (quasi 1 residente su 4). I minori sono invece meno di 9 milioni (14,9% dei residenti), di cui 7 milioni di under-14.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto tra over-65 e under-14 (noto come indice di vecchiaia in demografia) ha quindi superato i 2 anziani per bambino. Nei prossimi anni \u00e8 prevedibile che questo squilibrio aumenter\u00e0 ulteriormente. Tra vent\u2019anni, nel 2045, lo scenario di previsione mediano formulato da Istat indica che potrebbero vivere in Italia appena 6 milioni di under-14 a fronte di 19 milioni di persone con almeno 65 anni di et\u00e0. Un rapporto di circa 3 a 1.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il rapporto anziani-bambini, comune per comune<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019impatto di queste tendenze risulta molto diversificato sul territorio. In alcune aree del paese, ad esempio, il rapporto di 3 anziani per minore \u00e8 gi\u00e0 stato superato da anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo valutare quali zone sono le pi\u00f9 soggette attraverso una ricostruzione dell\u2019indice di vecchiaia a livello locale. Emerge che gi\u00e0 nel 2022, a fronte di una media nazionale di 187,6 ultra-sessantacinquenni ogni 100 giovani sotto i 14 anni, una regione come la Liguria si stava avvicinando al fatidico rapporto di 3 a 1. Gi\u00e0 in quell\u2019anno erano infatti quasi 270 gli over-65 per 100 bambini residenti. Seguono Sardegna e Molise, con un indice di circa 240 nel 2022, Friuli-Venezia Giulia (231,8) e Umbria (222,8).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno sguardo alla mappa consente di vedere come sia soprattutto nelle aree interne e montane, tra l\u2019Appennino e l\u2019arco alpino, che il rapporto anziani giovani \u00e8 maggiormente squilibrato. Tuttavia anche tra le citt\u00e0 la situazione \u00e8 molto differenziata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Carbonia, Cagliari e Oristano sono i capoluoghi con l\u2019indice di vecchiaia pi\u00f9 alto<br><\/strong><em>Indice di vecchiaia nei comuni italiani (2022)<\/em><\/p>\n\n\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"400\" frameborder=\"0\" src=\"https:\/\/embed.openpolis.it\/numeri\/carbonia-cagliari-e-oristano-sono-i-capoluoghi-con-lindice-di-vecchiaia-piu-alto\/?opmag-charts-bare-view\"><\/iframe>                                      <script>function op_rcvMsg(e){if(\"embed-size\"===e.data.type&&e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(\"iframe\"),a=0;a<t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(\"message\",op_rcvMsg,0);<\/script><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>DA SAPERE<br>L\u2019indice di vecchiaia \u00e8 calcolato come rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e pi\u00f9 e la popolazione di et\u00e0 0-14 anni. In altri termini, misura il numero di anziani presenti nella popolazione ogni 100 giovani. Pi\u00f9 \u00e8 alto il valore, pi\u00f9 quella popolazione \u00e8 anziana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>FONTE: elaborazione Openpolis \u2013 Con i bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)<br>(pubblicati: gioved\u00ec 19 Giugno 2025)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dieci capoluoghi con l\u2019indice di vecchiaia pi\u00f9 basso sono, in ordine crescente: Andria (134,9 anziani ogni 100 bambini sotto i 14 anni), Crotone (143,9), Barletta (151,7), Napoli (152,6), Reggio nell\u2019Emilia (156,1), Palermo (159,1), Catania (161,7), Trani (162,1), Latina (164,8) e Prato (165,5). Questi dati evidenziano una maggiore presenza di giovani rispetto agli anziani in queste citt\u00e0, con Andria che si distingue per il valore pi\u00f9 basso.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3 capoluoghi, tutti in Sardegna, dove il rapporto ha gi\u00e0 superato i 3 anziani per minore.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al lato opposto della classifica, tra i dieci capoluoghi con l\u2019indice di vecchiaia pi\u00f9 alto spiccano 3 citt\u00e0 sarde, tutte con un rapporto superiore ai 3 anziani per minore gi\u00e0 nel 2022. Si tratta di Carbonia (350,0), Cagliari (312,5) e Oristano (300,7). Seguono altri comuni dell\u2019Italia centro-settentrionale, anch\u2019essi caratterizzati da un rapporto di oltre 2,5 anziani per minore: Ascoli Piceno (285,2), Biella (285,2), Ferrara (278,3), Savona (265,9), Genova (264,7), Verbania (264,0) e Trieste (262,5).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Uno squilibrio da monitorare per l\u2019impatto sui minori<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei prossimi anni questa dinamica \u00e8 destinata ad acuirsi, stante il calo delle nascite in corso. In parallelo, non va sottovalutato che dopo la crisi del 2008 \u00e8 cresciuta la quota di minori che si trovano in povert\u00e0 assoluta e si \u00e8 invertita l\u2019incidenza della povert\u00e0 tra generazioni. Nel 2005 i pi\u00f9 in difficolt\u00e0 erano proprio gli anziani. Gli effetti delle successive crisi economiche hanno invertito la situazione, colpendo in primis le famiglie lavoratrici, specialmente se giovani e in condizioni di lavoro precarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2023 quasi il 14% dei bambini e dei ragazzi si \u00e8 trovato in povert\u00e0 assoluta. Il rischio concreto \u00e8 che una popolazione dove l\u2019equilibrio tra giovani e anziani \u00e8 saltato, perda di vista l\u2019importanza dei minori. Perci\u00f2 \u00e8 fondamentale porre attenzione a questi aspetti e al loro sviluppo in chiave territoriale. Cos\u00ec da impostare politiche pubbliche nazionali e locali che tengano conto di questi scenari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019articolo \u00e8 disponibile anche su conibambini.openpolis.it, con i <a href=\"https:\/\/www.openpolis.it\/lo-squilibrio-demografico-mina-il-rapporto-tra-generazioni\/\">dati regione per regione<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell\u2019ambito del Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia nella modalit\u00e0 di data journalism, in formato aperto e sistematizzati, per stimolare un\u2019informazione basata sui dati. L\u2019obiettivo \u00e8 promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunit\u00e0 educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l\u2019elaborazione di analisi e approfondimenti originali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"featured_media":53569,"template":"","osservatorio_hashtag":[180],"osservatorio_regione":[],"class_list":["post-53566","osservatorio","type-osservatorio","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Lo squilibrio demografico mina il rapporto tra generazioni<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Nei prossimi vent\u2019anni l\u2019indice di vecchiaia potrebbe crescere a sfavore di bambini e bambine.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, 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