Statuto

Titolo I
Denominazione – Sede – Durata – Oggetto

Articolo 1

1.1. La Società a responsabilità limitata avente la qualifica di impresa sociale, ai sensi del d.lgs. 24 marzo 2006, n. 155, denominata “CON I BAMBINI – IMPRESA SOCIALE S.R.L.” è regolata dal presente Statuto, dal d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155, dal codice civile e dalle leggi regolative degli enti non profit.
1.2. La denominazione della Società potrà essere scritta con qualunque forma grafica e con caratteri minuscoli e/o maiuscoli.

Articolo 2

2.1. La Società ha sede in Roma.
2.2. Il domicilio dei soci, per quanto concerne i rapporti con la Società, è quello risultante dal Registro delle Imprese. Il domicilio degli amministratori e dei sindaci, per quanto concerne i rapporti con la Società, è quello comunicato per iscritto alla Società. Il domicilio è comprensivo di indirizzo e, se esistenti, di numero di fax e di indirizzo di posta elettronica.

Articolo 3

3.1. La durata della Società è stabilita sino al 31 dicembre 2030.

Articolo 4

4.1. La Società non ha scopo di lucro.
4.2. La Società, nel rispetto di quanto previsto dal d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155, ha per oggetto l’attuazione di interventi e di programmi da realizzare per il contrasto alla povertà educativa minorile, ed in particolare, quale Soggetto Attuatore, quelli previsti dal protocollo d’intesa stipulato in data 29 aprile 2016 tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Presidente dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.a., con cui sono state definite le modalità di intervento di contrasto alla povertà educativa minorile e sono stati individuati i soggetti abilitati a presentare i progetti da finanziare, le modalità di valutazione e selezione, anche con il ricorso a valutatori indipendenti, e di monitoraggio, al fine di assicurare la trasparenza, il migliore utilizzo delle risorse e l’efficacia degli interventi; con tale protocollo, sono state altresì regolate le modalità di organizzazione e governo del Fondo di cui all’articolo 1, comma 392, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
Per l’attuazione del proprio oggetto sociale la Società esercita in via stabile e principale un’attività economica organizzata al fine della produzione o scambio di beni e servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale come sopra richiamate.
La Società si inibisce espressamente lo svolgimento di attività diverse da quelle sopraelencate con eccezione di quelle accessorie ad esse connesse.
La Società potrà svolgere le sue attività in collaborazione con qualsiasi altra istituzione nei limiti e con le modalità di cui all’art. 4 del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155.
La attività di cui sopra è esercitata dalla Società in via stabile e principale. Per attività principale ai sensi dell’art. 1 comma 1 del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155 si intende quella per la quale i relativi ricavi sono superiori al settanta per cento dei ricavi complessivi dell’organizzazione che esercita l’impresa sociale.
La Società – in via non prevalente ed in funzione strumentale alla realizzazione delle attività che costituiscono il proprio oggetto sociale e nel rispetto di tutte le disposizioni previste dal d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155 – può svolgere qualunque operazione di tipo bancario
E’ espressamente escluso che la Società possa limitare, anche indirettamente, l’erogazione dei beni e servizi in favore dei soli soci.
La Società intende beneficiare di tutte le agevolazioni, provvidenze e benefici per le imprese sociali e per le imprese che operano nel settore in oggetto.

Titolo II
Capitale sociale – Finanziamenti – Diritti dei soci – Quote – Lavoro nell’impresa sociale e Coinvolgimento dei lavoratori

Articolo 5

5.1. Il capitale sociale è di Euro 100.000,00 (centomila virgola zero zero).
5.2. Il capitale sociale potrà essere aumentato anche mediante conferimento di beni in natura, di crediti, nonché di ogni altro elemento dell’attivo su-scettibile di valutazione economica.

Articolo 6

6.1. La Società può acquisire dai soci versamenti e finanziamenti a titolo oneroso o gratuito, con o senza obbligo di rimborso, nel rispetto delle normative vigenti. Resta peraltro inteso che la concessione di tali modalità di finanziamento da parte dei soci è libera. I finanziamenti si considerano sempre improduttivi di interessi, a meno che il titolo non ne preveda espressamente l’obbligo di corresponsione ed il relativo tasso, nell’osservanza dei limiti previsti dall’art. 3 del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155.
6.2. Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della Società – in qualsiasi forma effettuati e concessi in un momento in cui, anche in considerazione del tipo di attività esercitata dalla Società, risulta un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della Società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento – è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della Società, deve essere restituito.

Articolo 7

7.1. I diritti sociali spettano ai soci in proporzione alla partecipazione posseduta.
7.2. E’ vietato qualunque tipo di discriminazione nella disciplina del rapporto sociale, salvo i diversi diritti e facoltà che possano discendere dalla forma giuridica di società a responsabilità limitata della Società, in conformità a quanto previsto dall’articolo 9 del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155.

Articolo 8

8.1. Le quote di partecipazione sono liberamente trasferibili salvo quanto previsto al successivo art. 10.

Articolo 9

9.1. Ai lavoratori dell’impresa sociale non può essere corrisposto un trattamento economico e normativo inferiore a quello previsto dai contratti e accordi collettivi applicabili.
9.2. E’ ammessa la prestazione di attività di volontariato, nei limiti del cinquanta per cento dei lavoratori a qualunque titolo impiegati nell’impresa sociale.
9.3. I lavoratori dell’impresa sociale, a qualunque titolo prestino la loro opera, e i destinatari dell’attività dell’impresa sociale, anche attraverso loro rappresentanze, hanno i diritti di informazione, consultazione e partecipazione nei termini e con le modalità specificate nel presente Statuto e nei regolamenti aziendali o decisi dagli organi di amministrazione dell’impresa sociale. Degli esiti del coinvolgimento deve essere fatta menzione nel bilancio sociale di cui all’art. 10, comma 2, del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155.
9.4. I lavoratori, i volontari ed i soggetti destinatari dei servizi erogati dalla Società, sono coinvolti, ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155, mediante la consultazione del sito internet della stessa, così da poter conoscere l’attività svolta dalla Società ed esercitare eventualmente una influenza sulle decisioni che devono essere adottate nell’ambito dell’impresa, almeno in relazione alle questioni che incidano direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei servizi erogati.

Titolo III
Ammissione ed esclusione del socio

Articolo 10

10.1 L’organo amministrativo rilascia il gradimento all’ammissione di un nuovo socio e decide sull’esclusione del socio.
10.2 I dinieghi di ammissione quale socio o le esclusioni del socio non potranno in alcun modo essere adottati per motivazioni, anche indirettamente, discriminatorie ma esclusivamente potranno essere adottati per mancanza di condivisione attuata mediante contestazione scritta non motivata o contraria all’etica da parte dell’interessato della concreta attività svolta dalla Società o per il compimento di attività in contrasto con lo scopo della Società o di atti resi pubblici che offendano persone o ledano l’immagine della Società.
10.3 In ogni caso, in ultima istanza, in caso di diniego di ammissione o di esclusione la decisione finale spetta all’assemblea dei soci che dovrà riunirsi, senza indugio, non oltre trenta giorni, dalla richiesta presentata dall’istante, ai sensi e nel rispetto dell’art. 9, comma 2, del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155.

Titolo IV
Decisioni dei soci – Assemblea

Articolo 11

11.1. I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dalla legge e dal presente Statuto nonché sugli argomenti che uno o più amministra¬tori o tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale sottopongono alla loro approvazione.
11.2. In ogni caso sono riservate alla competenza dei soci:
a) l’approvazione del bilancio;
b) la nomina degli amministratori;
c) la nomina dei sindaci, del presidente del collegio sindacale e del revisore legale dei conti;
d) le modificazioni dello Statuto;
e) la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale;
f) la decisione di compiere operazioni che comportano una rilevante modificazione dei diritti dei soci;
g) la nomina dei liquidatori e la determinazione dei loro poteri e dei criteri di svolgimento della liquidazione.
11.3. Le decisioni dei soci sono sempre assunte mediante deliberazione assembleare.

Articolo 12

12.1. L’assemblea viene convocata dal consiglio di amministrazione ogni qual volta quest’ultimo lo ritenga opportuno e comunque almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio (entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale).
12.2. L’assemblea è convocata mediante avviso contenente l’indicazione del giorno, dell’ora, del luogo dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare, spedito mediante raccomandata, anche a mano, telefax o posta elettronica almeno otto giorni prima dell’adunanza al domicilio stabilito per legge. Nell’avviso di convocazione potrà essere fissato il giorno per la seconda convocazione. Quest’ultima non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima convocazione.
12.3. In mancanza delle formalità suddette l’assemblea si reputa regolarmente costituita quando è rappresentato l’intero capitale sociale e siano pre-senti o informati tutti i componenti in carica dell’organo amministrativo e il collegio sindacale e nessuno si opponga alla trattazione dell’argomento.
12.4. L’assemblea si tiene, di regola, presso la sede sociale, salvo diversa disposizione dell’organo amministrativo e purché in Italia.

Articolo 13

13.1. L’assemblea è presieduta dal Presidente, o in caso di sua assenza e/o impedimento, dalla persona designata dagli intervenuti. L’assemblea elegge un segretario, anche non socio. L’assistenza del segretario non è necessaria quando il verbale dell’assemblea è redatto da un notaio.
13.2. Spetta al presidente dell’assemblea constatare la regolare costituzione della stessa, accertare l’identità e la legittimazione dei presenti, dirigere e regolare lo svolgimento dell’assemblea ed accertare e proclamare i risultati delle votazioni; degli esiti di tali accertamenti deve essere dato conto nel verbale.

Articolo 14

14.1. L’assemblea può svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, che siano audio collegati o audio-video collegati fra loro, a condizione che sia rispettato il metodo collegiale e che:
a) sia consentito al presidente dell’assemblea di effettuare le attività di cui all’articolo 13.2;
b) sia consentito al presidente dell’assemblea e al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione;
c) sia consentito agli intervenuti di partecipare in tempo reale alla discussione e in maniera simultanea alla votazione sugli argomenti posti all’ordine del giorno nonché di trasmettere, ricevere e visionare documenti;
d) vengano indicati nell’avviso di convocazione i luoghi audio collegati o audio-video collegati – a cura della Società – nei quali gli intervenienti possono affluire.
14.2. Il presidente dell’assemblea e il soggetto verbalizzante devono trovarsi contemporaneamente presso il medesimo luogo; in esso l’assemblea si intende tenuta.
14.3. In caso di assemblea con intervenuti dislocati in più luoghi audio collegati o audio-video collegati, per lo svolgimento delle proprie funzioni, il presidente dell’assemblea può farsi coadiuvare da uno o più assistenti presenti in ciascuno dei luoghi audio collegati o audio-video collegati. Analoga facoltà è in capo al soggetto verbalizzante per lo svolgimento delle proprie funzioni.

Articolo 15

15.1. Hanno diritto di intervenire all’assemblea i soggetti aventi diritto di voto.
15.2. I soggetti legittimati ad intervenire in assemblea possono farsi rappresentare, anche da un non socio, mediante delega scritta da conservare fra i documenti della Società.

Articolo 16

16.1. A ciascun socio il diritto di voto spetta in misura proporzionale alla propria quota di partecipazione. Il socio non in regola con l’esecuzione dei conferimenti non può votare.
16.2. In prima convocazione l’assemblea è regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta dei presenti.
16.3. In seconda convocazione l’assemblea è regolarmente costituita qualunque sia la parte del capitale sociale rappresentato dai soci intervenuti e delibera a maggioranza assoluta dei presenti.
16.4. Le deliberazioni dell’assemblea sono prese validamente per alzata di mano, salvo diversa modalità di votazione stabilita dal presidente dell’assemblea. E’ escluso il voto segreto.
16.5. Le deliberazioni dell’assemblea devono risultare da verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio.
16.6. Le modificazioni dello Statuto devono constare da verbale redatto da un notaio.

Titolo V
Amministrazione – Rappresentanza

Articolo 17

17.1. La Società è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da nove membri nominati dall’assemblea.
17.2. Gli amministratori possono essere anche non soci. Essi restano in carica per il periodo stabilito dai soci al momento della nomina ovvero, in mancanza di determinazione della durata della carica, fino a dimissioni o a revoca e sono rieleggibili.
17.3. Nel caso di determinazione di durata della carica, gli amministratori scadono alla data della assemblea per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica.
17.4. Gli amministratori devono rivestire i seguenti requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza: non devono aver riportato condanne penali per delitti, non devono avere carichi penali pendenti per delitti che prevedono la pena della reclusione minima superiore a tre anni precedenti e non devono avere una condotta morale manifestamente contraria allo spirito dell’impresa sociale.

Articolo 18

18.1. Se nel corso dell’esercizio viene a mancare un amministratore, gli altri provvedono a sostituirlo, purché la maggioranza sia sempre costituita da amministratori nominati dall’assemblea nel rispetto di quanto previsto dal precedente punto 17.4. La decisione di sostituzione deve essere approvata dal collegio sindacale. L’amministratore così nominato resta in carica fino alla successiva assemblea.
18.2. Qualora per qualsiasi motivo venga meno più della metà degli amministratori nominati dall’assemblea il consiglio di amministrazione si ritiene per intero dimissionario. In tal caso, gli amministratori non venuti meno devono convocare d’urgenza l’assemblea dei soci per la nomina del nuovo organo amministrativo.
18.3. La cessazione del consiglio di amministrazione per scadenza del termine ovvero per il caso di cui al comma precedente ha effetto dal momento in cui il nuovo organo amministrativo è stato ricostituito.
18.4. Qualora per qualsiasi motivo, venga meno l’intero consiglio di amministrazione, il collegio sindacale deve convocare d’urgenza l’assemblea per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione; in assenza di ciò alla convocazione provvede ciascun socio.
18.5. Il consiglio di amministrazione, qualora non si sia provveduto con delibera dell’assemblea, nomina tra i suoi membri il proprio presidente e un segretario, anche estraneo al consiglio stesso.
18.6. Il consiglio di amministrazione è convocato dal presidente quando questi lo ritenga opportuno o quando ne facciano richiesta due amministratori, purché la richiesta indichi gli argomenti posti all’ordine del giorno.
18.7. Il consiglio di amministrazione si riunisce nel luogo, nel giorno e nell’ora indicati nell’avviso di convocazione, purché in Italia.
L’avviso di convocazione è inviato, con prova dell’avvenuto ricevimento, almeno cinque giorni prima di quello fissato per l’adunanza mediante lettera raccomandata, telegramma, fax o posta elettronica; nei casi di urgenza il termine può essere ridotto a 24 (ventiquattro) ore prima dell’adunanza, escludendosi in tal caso la convocazione per lettera raccomandata. Il consiglio di amministrazione può definire ulteriori termini e modalità di convocazione delle proprie adunanze.
18.8. L’avviso di convocazione è trasmesso negli stessi tempi e con le stesse modalità ai sindaci effettivi.
18.9. Le riunioni del consiglio di amministrazione sono presiedute dal presidente; in caso di assenza o impedimento di quest’ultimo dall’amministratore presente più anziano di età.
18.10. Il consiglio di amministrazione è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei propri componenti in carica e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi presiede l’adunanza. Il voto non può essere dato per rappresentanza.
18.11. Spetta al presidente della adunanza constatare la regolare costituzione della stessa, accertare l’identità e la legittimazione dei presenti, dirigere e regolare lo svolgimento dell’adunanza ed accertare e proclamare i risultati delle votazioni. Degli esiti di tali accertamenti deve essere dato conto nel verbale.
18.12. Il consiglio di amministrazione può riunirsi anche per audioconferenza o videoconferenza, con gli intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, che siano audio collegati o audio-video collegati fra loro, a condizione che sia rispettato il metodo collegiale e che: (i) sia consentito al presidente della adunanza di effettuare le attività di cui al precedente comma 18.11; (ii) sia consentito al presidente della adunanza e al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione oggetto di verbalizzazione; (iii) sia consentito agli intervenuti di partecipare in tempo reale alla discussione e in maniera simultanea alla votazione sugli argomenti posti all’ordine del giorno nonché di trasmettere, ricevere e visionare documenti; (iv) vengano indicati nell’avviso di convocazione i luoghi audio collegati o audio-video collegati – a cura della Società – nei quali gli intervenienti possono affluire. Il presidente dell’adunanza ed il soggetto verbalizzante devono trovarsi contemporaneamente nel medesimo luogo; in esso la riunione si considera tenuta.
18.13. Le deliberazioni del consiglio di amministrazione devono risultare da verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio.
18.14. Le decisioni del consiglio di amministrazione sono adottate con deliberazione collegiale.

Articolo 19

19.1. Il consiglio di amministrazione è investito di tutti i poteri per l’ordinaria e straordinaria gestione della Società, ad eccezione di quelli che per legge o per il presente Statuto – ai sensi dell’art. 11 – sono tassativamente riservati all’assemblea dei soci.
19.2. Il consiglio di amministrazione può delegare parte dei poteri a sé spettanti ad uno o più dei suoi membri.
19.3. Il presidente del consiglio di amministrazione ha la rappresentanza generale della Società nei confronti dei terzi ed in giudizio.
19.4. La rappresentanza spetta altresì all’amministratore cui siano stati delegati dal consiglio di amministrazione alcuni dei suoi poteri, nei limiti dei poteri attribuiti.
19.5. Spetta all’organo amministrativo provvedere alle assunzioni dei dipendenti, e alla nomina di direttori, anche generali, ed institori.
19.6. Agli amministratori spetta esclusivamente un rimborso per la partecipazione alle riunioni del consiglio di amministrazione.

Articolo 20

20.1. La Società può avvalersi di un “Comitato” composto da dieci a trenta membri, con funzioni di ascolto, di confronto, di approfondimento sui temi riferiti all’oggetto sociale. Le modalità ed i criteri di costituzione e funzionamento del “Comitato” stesso vengono fissati dal Consiglio di Amministrazione della Società.

Titolo VI
Collegio Sindacale e revisore legale dei conti

Articolo 21

21.1. Il collegio sindacale si compone di tre sindaci effettivi.
Devono essere altresì nominati due sindaci supplenti.
L’assemblea che procede alla nomina del collegio sindacale ne fissa il compenso e procede alla nomina del presidente del collegio sindacale.
21.2. Il collegio sindacale svolge i compiti di cui all’art. 2403, primo comma, c.c., quelli di monitoraggio dell’osservanza delle finalità sociali da parte della Società, avuto particolare riguardo alle disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4, 6, 8, 9, 10, 12, e 14 del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155 nonché gli altri compiti attribuiti per legge al collegio sindacale delle società per azioni. Del monitoraggio deve essere data risultanza in sede di redazione del bilancio sociale di cui all’art. 10, comma 2 del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155.
21.3. I sindaci possono in qualsiasi momento procedere ad atti di ispezione e di controllo; a tal fine possono chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento ai gruppi di imprese sociali, sull’andamento delle operazioni o su determinati affari.
21.4. Almeno un membro effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro; i sindaci durano in carica tre esercizi con scadenza alla data dell’assemblea per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica e sono rieleggibili. La cessazione per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui l’organo di controllo è stato ricostituito; i sindaci uscenti sono rieleggibili.

Articolo 22

22.1. Anche in ossequio al protocollo di intesa del 29 aprile 2016 di cui al precedente art. 4, l’attività di revisione legale dei conti è esercitata da un revisore legale dei conti ai sensi della normativa applicabile. Il medesimo viene nominato dall’assemblea che ne fissa il compenso e la durata.
22.2. Il revisore legale dei conti svolge le attività prescritte dalla legge.

Titolo VII
Esercizi sociali – Utili

Articolo 23

23.1. L’esercizio sociale si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
23.2. L’impresa sociale è tenuta, ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155 alla tenuta del libro giornale e del libro degli inventari, in conformità alle disposizioni di cui agli articoli 2216 e 2217 del codice civile, nonché a redigere e depositare presso il Registro delle Imprese un apposito documento che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale ed economica dell’impresa e il bilancio sociale della stessa, secondo le linee guida adottate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ai sensi della normativa in materia.
23.3. Alla fine di ogni esercizio sociale il consiglio di amministrazione procede alla formazione del bilancio di esercizio, in conformità alle disposizioni di legge.
23.4. Il bilancio di esercizio, il suddetto documento rappresentativo della situazione economica e patrimoniale dell’impresa sociale ed il bilancio sociale sono sottoposti all’assemblea dei soci per l’approvazione entro il termine di cui al precedente art. 12.

Articolo 24

24.1. La Società destina gli utili e gli avanzi di gestione allo svolgimento dell’attività statutaria o ad incremento del patrimonio.
24.2. E’ vietata la distribuzione, anche in forma indiretta, di utili e avanzi di gestione, comunque denominati, nonché fondi e riserve in favore di amministratori, soci, partecipanti, lavoratori o collaboratori.
Al riguardo si considera distribuzione indiretta di utili:
a) la corresponsione agli amministratori di compensi superiori a quelli previsti nelle imprese che operano nei medesimi o analoghi settori o condizioni, salvo comprovate esigenze attinenti alla necessità di acquisire specifiche competenze ed, in ogni caso, con un incremento massimo del venti per cento;
b) la corresponsione ai lavoratori subordinati o autonomi di retribuzione o compensi superiori a quelli previsti dai contratti o accordi collettivi per le medesime qualifiche, salvo comprovate esigenze attinenti alla necessità di acquisire specifiche professionalità;
c) la remunerazione degli strumenti finanziari diversi dalle quote, ove di questi sia possibile l’emissione, a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, superiori di cinque punti percentuali al tasso ufficiale di riferimento.

Titolo VIII
Scioglimento e Liquidazione – Trasformazione – Fusione – Scissione – Cessione di azienda

Articolo 25

25.1. In caso di scioglimento della Società, l’assemblea determina le modalità di liquidazione e nomina uno o più liquidatori fissando i criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione, i poteri ed i compensi degli stessi.
In caso di scioglimento per qualunque causa, il patrimonio della Società che risulterà dalla liquidazione non potrà essere in alcun modo distribuito ai soci, ma dovrà essere integralmente devoluto in conformità a quanto previsto dall’art. 13 comma 3 del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155.
25.2. In caso di trasformazione, fusione, scissione e cessione di azienda – da realizzarsi in modo da preservare l’assenza di scopo di lucro – gli organi di amministrazione notificano, con atto scritto di data certa, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’intenzione di procedere ad uno dei suddetti atti, allegando la documentazione necessaria alla valutazione di conformità alle linee guida di cui al comma 2 dell’art. 13 del d.lgs. 24 marzo 2006 n. 155, ovvero la denominazione dei beneficiari della devoluzione del patrimonio. L’efficacia di tali atti è subordinata all’autorizzazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sentita l’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, che si intende concessa decorsi novanta giorni dalla ricezione della notificazione. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano quando il beneficiario dell’atto è un’altra organizzazione che esercita un’impresa sociale.

Titolo IX
Norme Finali – Rinvio

Articolo 26

26.1. Per quanto non previsto dal presente Statuto si applicano le norme previste per le imprese sociali ed in quanto compatibili con la suddetta qualifica a quelle dettate per le società a responsabilità limitata.

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