Dal blog di Huffingtonpost. La povertà minorile non è più tollerabile

26 aprile 2017

di Giuseppe Guzzetti

Presidente Acri

– -Non passa giorno che la cronaca non offra spunti per riflettere sulla condizione oggi dei
minori in Italia. Carenze scolastiche, disagio famigliare, abusi, povertà morale, educativa e
alimentare fanno spesso da sfondo a storie che, pur non emblematiche di una condizione
generale, tuttavia lasciano trasparire la fragilità di un contesto in cui emergono, con
progressiva frequenza, fattori che rischiano di condizionare negativamente la crescita dei
bambini: persone in formazione, da proteggere dalle insidie e alle quali garantire pienezza
di opportunità.
Non è questa una sfida semplice per un Paese, soprattutto in un frangente congiunturale in
cui le difficoltà non mancano. Tuttavia non si può non raccoglierla, perché è lì che si gioca il
nostro futuro. E per affrontarla nella pluralità dei suoi aspetti, insieme allo Stato ci deve
essere l’intera comunità, che così diventa comunità educante.
Rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e
l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana è, come
recita la Costituzione, compito della Repubblica; ma la società civile non può essere
estranea a questo processo. In particolare non lo sono i suoi corpi intermedi, quali le
Fondazioni di origine bancaria, che ho l’onore di rappresentare in qualità di presidente di
Acri, l’organizzazione in cui sono associate, e le altre organizzazioni del privato sociale.
Insieme al governo e al Terzo settore stiamo realizzando una grande iniziativa, articolata a
livello nazionale e regionale, che trova il suo perno nel “Fondo per il contrasto della povertà
educativa minorile”, implementato grazie a un accordo tra Fondazioni di origine bancaria e
governo, che al riguardo ha loro concesso specifici benefici fiscali.
Le Fondazioni, nel loro insieme, lo alimentano con un contributo di 120 milioni di euro
all’anno, per tre anni, a partire dal 2016, destinati a sostenere bandi per il finanziamento di
iniziative a favore dell’infanzia svantaggiata, utili a compensare situazioni di squilibrio e di
disuguaglianza là dove la povertà educativa è frutto di povertà economica e, in un circolo
vizioso che urge interrompere, spesso la alimenta.
È un’iniziativa senz’altro parziale per risolvere definitivamente il problema, ma senz’altro la
più vasta in questo senso mai progettata. Prevede un impegno diretto, circoscritto e
puntuale delle Fondazioni; e viene attuata in un’ottica di massima trasparenza e
rendicontazione, oltre che di valutazione di impatto: una vera novità nel panorama
nazionale.

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